PHI Flyers
SEATTLE KRAKEN
01:00
 
TOR Leafs
NY Rangers
01:00
 
festival-marco-solari-adesso-guarda-al-75-poi-si-vedra
Un festival ibrido, online e in qualche sala, non è Locarno, è un evento su web come ce ne sono diecimila altri (Foto Locarno film festival)
ULTIME NOTIZIE Culture
Lac
4 ore

Jean-Sélim Abdelmoula sostituisce Alexandra Dovgan

Per motivi di salute, martedì 19 ottobre la giovane pianista è sostituita dall’omologo svizzero, che propone Schubert, Debussy, Janacek, Fauré e Frank
Teatro Sociale
5 ore

‘Mein Fritz, il mio Leo’, Dürrenmatt e Sciascia in trasparenza

Un’indagine sulle affinità tra i due, di e con Margherita Saltamacchia e Anahì Traversi, in scena mercoledì 20 ottobre alle 20.45, in prima assoluta
Musica
7 ore

‘Easy On Me’, il divorzio di Adele sbanca Spotify

‘Easy On Me’, canzone che parla della separazione da Simon Konecki, ha polverizzato in 24 ore tutti i record sulla piattaforma
Musica
9 ore

Jazz in lutto, è morto Franco Cerri

Il grande chitarrista italiano si è spento a Milano all’età di 95 anni
Scienze
9 ore

Premio Möbius, un algoritmo per riparare le proteine

Intervista a Manolo Bellotto, presidente di Gain Therapeutics, dal Ticino al Nasdaq
Classica
10 ore

Swiss Chamber Concerts, al via la stagione 21-22

Il primo appuntamento dedicato a Leos Janáček si tiene giovedì 21 ottobre nell’aula magna del Conservatorio
Casa della Letteratura
10 ore

Francesco Permunian in dialogo con Fabio Pusterla

Irriverente, scanzonato, feroce, lo scrittore e poeta italiano a Lugano giovedì 21 ottobre alle 18.30
Cinema
12 ore

Tutto pronto per la 19esima Notte del cortometraggio

Venerdì 22 ottobre al Cinema Lux Art House di Massagno anche alcuni titoli nel programma del Locarno 2020
Arte
12 ore

Metamorfosi di Gianni Poretti a Bioggio

La mostra dello scultore del vetro è aperta fino al 12 dicembre prossimo presso la casa comunale
Spettacoli
1 gior

Altroquando festival svela il suo primo film

A Massagno il 3 e 4 dicembre, la prima edizione si aprirà con il film svedese Knocking, proposto in prima ticinese grazie a Nifff on Tour
Arte
1 gior

Arte, addio a Perilli, tra i padri nobili dell’astrattismo

Fondatore dello storico gruppo di ispirazione marxista Forma 1, Perilli aveva 94 anni
Culture
1 gior

I messaggi essenziali della poesia di Giampiero Neri

Il decano della poesia in lingua italiana ha pubblicato ‘Piazza Libia’ un percorso liberamente narrativo in cui emerge la sua natura antiretorica
La recensione
1 gior

From Bollani to Chiasso, cronaca di un colorato trionfo

Tra il blu e il verde, e ottimi Soloists, il pianista segna un’altra tacca al Cinema Teatro: ‘Un pubblico così bello che dovremmo portarcelo in tour’
Pensiero
1 gior

Salvatore Veca, un filosofo pubblico

In ricordo del pensatore italiano scomparso nei giorni scorsi
Microcosmi
1 gior

Uno spazio, un albero, le chiatte

Di rami che si aprono a ventaglio, e di poesie di Viola Poli. Partendo da Bellinzona, al ‘5b’, contributo culturale di Luca Berla
Fiere
2 gior

Il sistema dell’arte, da Basilea a Milano

Tastando il polso ad Art Basel a Miart, tra prezzi stratosferici, sensazione d’invenduto e presenza
Locarno 74
 
15.08.2021 - 15:000
Aggiornamento : 17:14

Festival, Marco Solari adesso guarda al 75º. ‘Poi si vedrà’

Il presidente del festival è soddisfatto dalla prima edizione di Giona Nazzaro. Ma i conti in rosso necessitano di un intervento

Le giurie hanno da poco consegnato i Pardi, quando incontriamo il presidente del Locarno film festival Marco Solari. Ma non è dei premi che vogliamo parlare, anche perché il «principio non negoziabile» della libertà, su cui Solari insiste molto, non riguarda solo il direttore artistico. «Libera giuria in libero festival e per questo a consegnare i premi non va più il direttore artistico che il palmarès lo subisce, non lo determina».

Nel rispetto di questa libertà, posso chiedere un giudizio ‘da presidente’ di questa prima edizione di Giona Nazzaro?

Rispondo partendo da una premessa. Ci sono due modi di scegliere un direttore artistico: il primo è quello di aprire un concorso. Il secondo è concentrarsi su una persona, incontrarla, parlare con lei, vedere come reagisce e se quella persona mi convince, e se accetta, allora è fatta, altrimenti si passa a un’altra persona. Ma mi deve convincere razionalmente, con la testa, e anche emotivamente, con il cuore, perché devo sentire che c’è sintonia, tra presidente e direttore. Così è stato con Irene Bignardi, con Frédéric Maire, con Olivier Père, con Carlo Chatrian e così è stato con Giona Nazzaro. E ha funzionato benissimo.

Con Lili Hinstin però si è fatto il concorso.

Dopo il grande salto di Carlo a Berlino, in molti hanno detto che, essendo il posto qui a Locarno molto ambito, sarebbe stato meglio fare un concorso. E così si è fatto: siamo partiti con una trentina di candidati, poi venti, poi dieci, poi sei, tante opinioni… Lili e Giona erano a parità e alla fine abbiamo, io compreso, deciso di puntare su una direttrice donna.
Poi c’è stato questo doloroso divorzio. Ma sono convinto che meno se ne parli meglio è, perché puoi sbagliare un matrimonio ma non puoi sbagliare il divorzio e se insisti certe ferite non si rimarginano più. A quel punto per me il compito è stato facile: mi sono concentrato su Giona e il consiglio d’amministrazione mi ha seguito.

Meno se ne parla meglio è, ma ha più volte riconosciuto i meriti artistici di Lili.

Sì. Questa è la fortuna di Locarno: ogni direttore, inclusi Giona e Lili, ha contribuito alla sua maniera al festival, a modo suo ha arricchito il festival, ha portato qualcosa di nuovo. Poi ognuno ha le sue preferenze e le sensibilità.

Mi pare di capire che il giudizio del presidente su Giona Nazzaro sia positivo.

Giona ha avuto intuizioni magnifiche e ha certamente la stoffa per lasciare un’impronta profonda al festival. Ma, per essere chiaro: il giudizio non spetta al presidente, spetta a voi giornalisti, agli specialisti, al pubblico. Io sento, ascolto, mi faccio un’opinione ma già dire quello che ho detto, che ha la stoffa giusta, è quasi troppo: io l’ho scelto, lo difenderò fino all’ultimo ma le decisioni artistiche sono sue, se fa degli errori li deve spiegare, se prende dei rischi li deve giustificare, se prende degli applausi sono tutti per lui, non per il presidente o per il consiglio.

Tornando a questa edizione, come è andata? Vero che già l’aver fatto il festival è un successo…

È forse l’unico merito che mi posso prendere: aver insistito sul ritorno in Piazza, in un momento in cui un esercito di gufi diceva che era impossibile e che avremmo solo perso soldi. Ho detto che a ogni costo avrei messo su lo schermo, anche se da Berna mi avessero autorizzato solo cinquecento persone a dieci metri di distanza e con la mascherina.
Perché un festival ibrido, online e in qualche sala, non è Locarno, è un evento su web come ce ne sono diecimila altri. Lo spirito di Locarno è un altro, è il dialogo, l’incontro, il vedersi in faccia, le vibrazioni tra il pubblico e le persone sul palco, la piazza sotto il cielo stellato.

I dati parlano però di un calo del 50% del pubblico.

Lo sapevamo: le cifre sono quelle. Ma non le definirei deludenti: è la metà del pubblico, ma quella metà è qui, la Piazza Grande vive. Io credo che con questa decisione abbiamo reso felice tanta gente: l’ho visto camminando per la città, magari è anche solo psicologico ma abbiamo abbattuto un muro, aperto la strada per superare le sofferenze, le malinconie, l’infelicità.

Il bilancio sarà comunque in rosso e dovrete attingere alle riserve. Con l’anniversario dei 75 anni in arrivo.

Questo è un punto molto importante. La politica cantonale ci ha dato fiducia accordandoci più risorse, ma per investire nel futuro, per guardare al 2030. Poi è arrivata la pandemia e il deficit che abbiamo adesso è dovuto unicamente alle restrizioni.
A Berna sono stati molto chiari: per questi casi c’è un fondo che copre l’80% del deficit, con il 20% a carico nostro. Ma la Confederazione interviene se interviene anche il Cantone. Siamo quindi nelle mani del Consiglio di Stato e forse pure del Gran Consiglio: potranno decidere di intervenire, oppure di lasciar perdere ma allora i soldi rimarranno a Berna. In quest’ultimo caso, noi dovremmo affrontare senza riserve finanziarie da una parte il compito, come da mandato del Gran Consiglio, di pensare al futuro del festival, dall’altra affrontare un 75º che – sobriamente, e lo voglio ripetere: sobriamente – andrebbe comunque sottolineato.

La forza del festival è anche la forza del presidente. Per questo molti chiedono una transizione che garantisca la necessaria continuità.

Con un sorriso, schivo l’oliva. Sono consapevole di quelle che sono le mie responsabilità, ma adesso tutte le mie forze sono concentrate sul 75º. Pensando a dopo il 75º, aggiungo una frase: “Poi si vedrà”.

Potrebbe interessarti anche
© Regiopress, All rights reserved