Glenn Close, Ben Stiller, Jane Fonda, Joaquin Phoenix e altre mille star di Hollywood, non solo attori ma anche registi del calibro di Yorgos Lanthimos e Denis Villeneuve, si rivoltano contro l'acquisizione di Warner da parte di Paramount. Un'operazione da 110 miliardi di dollari, in fase cruciale di finalizzazione, che darebbe vita ad un colosso dell'intrattenimento e dei media mai esistito prima.
In una lettera aperta pubblicata sul sito 'Block the Merger', le celebrity attaccano la fusione sostenendo che danneggerebbe un settore "già sottoposto a forte pressione". "Questa transazione ridurrebbe ulteriormente la concorrenza in un momento in cui i nostri settori, e il pubblico per cui lavoriamo, non possono permetterselo", si legge nel messaggio. "Il risultato sarà un minor numero di opportunità per gli artisti, meno posti di lavoro nell'intero ecosistema produttivo, costi più elevati e una scelta ridotta per il pubblico negli Stati Uniti e nel resto del mondo. Fatto ancor più allarmante, questa fusione ridurrebbe il numero delle principali case di produzione cinematografiche americane a sole quattro", attaccano le star di Hollywood.
Il capo di Paramount Skydance, David Ellison, ha siglato un accordo per l'acquisizione di Warner Bros Discovery alla fine di febbraio, superando Netflix nella corsa al controllo di un vasto impero mediatico che comprende un'iconica casa cinematografica, la Hbo e una serie di canali via cavo, tra cui la Cnn. Ellison si è impegnato a "onorare l'eredità di due aziende iconiche, "accelerando al contempo la nostra visione di costruire un'azienda di media e intrattenimento di nuova generazione".
Tuttavia la lettera aperta testimonia una forte resistenza all'accordo da parte degli addetti ai lavori che temono la scomparsa dei film a medio budget, delle produzioni indipendenti e, in ultima analisi, la sostenibilità dell'intera comunità creativa. Tra i promotori del messaggio anche il 'Committee for the First Amendment', il gruppo di Jane Fonda per il quale l'operazione "rappresenta una delle minacce più distruttive alla libertà di parola".
Alla fusione si è opposto anche il procuratore generale della California Rob Bonta e in Gran Bretagna è stata avviata un'indagine. "Questi due titani di Hollywood non hanno ancora superato il vaglio normativo - ha avvertito Bonta in un post del 26 febbraio -: il dipartimento di Giustizia della California ha un'inchiesta in corso e intendiamo procedere con rigore nella nostra analisi".