I film d'animazione svizzeri seducono i festival internazionali e vincono premi, ma faticano a trovare il loro pubblico. Tra riconoscimento, vincoli finanziari e il crescente impatto dell'intelligenza artificiale, la regista Anja Kofmel e il Gruppo svizzero del film d'animazione (GSFA), illustrano le sfide del settore.
"Negli ultimi anni, la scena è cresciuta tantissimo", afferma Anja Kofmel, nata nel 1982 a Lugano e cresciuta a Zurigo, a Keystone-ATS. Alla testa del suo proprio studio "Asako Film", ha vinto numerosi premi con "Chris the Swiss" (2018), pellicola che mescola animazione e reportage per ripercorrere il percorso di suo cugino giornalista, morto nel 1992 durante la guerra in ex Yugoslavia.
La formazione alla Scuola universitaria professionale di Lucerna (HSLU), ad esempio, si è specializzata. "Sono quasi un po' gelosa quando vedo le offerte e le possibilità attuali", confida la cineasta d'animazione 44enne, diplomatasi nel 2009 alla HSLU. La scuola si è ingrandita, investe nelle tecnologie e nei contenuti e incoraggia il lavoro di squadra.
La segretaria generale del GSFA, Carole Bagnoud, conferma questa evoluzione. "In passato, la produzione di film d'animazione era fortemente caratterizzata da autori e autrici che sviluppavano, producevano e realizzavano le proprie opere in modo indipendente. Queste figure esistono ancora, ma il panorama si è notevolmente ampliato: i progetti vengono sempre più spesso realizzati in forma collettiva."
Alcune società di produzione si sono affermate specializzandosi nei film d'animazione, mentre altre, oltre alla produzione di film in presa diretta, hanno ormai integrato l'animazione nel proprio portfolio.
"Senza dimenticare che nascono sempre più coproduzioni internazionali" , aggiunge Bagnoud. Il che permette di creare nuovi impieghi e ottenere finanziamenti all'estero, favorendo gli scambi con talenti internazionali.
Kofmel, che oggi insegna alla HSLU, sottolinea che gli studenti sono sempre più numerosi, sia nel programma di bachelor che in quello di master e che la reputazione della scuola non fa che aumentare, in Svizzera come all'estero.
Al contempo, rimangono preoccupazioni riguardo al futuro professionale nel settore cinematografico in Svizzera. "Nell'animazione, ci sono anche altri sbocchi, in particolare nella pubblicità", prosegue la cineasta, sottolineando lo sviluppo del "game design" (concezione di giochi), che attira talenti.
Kofmel capisce tuttavia i timori: "La progressiva scomparsa delle sale cinematografiche è una realtà. Non sappiamo ancora dove ci porterà."
L'intelligenza artificiale (IA) rappresenta un'altra sfida fondamentale. "L'IA è una realtà. Dobbiamo accettarla come uno strumento in più", sostiene la regista. "Considerarla un nemico non porta a nulla."
Rileva tuttavia alcuni rischi per il cinema d'autore, in particolare a causa dell'evoluzione delle abitudini di fruizione, sempre più influenzate dai contenuti generati dall'IA. Ma per il momento, "l'intelligenza artificiale non è ancora veramente creativa. L'essere umano rimane fondamentale per raccontare storie".
Realizzare un lungometraggio interamente con l'IA non è ancora fattibile, ma alcune professioni nel settore dell'animazione potrebbero risentirne pesantemente. A ciò si aggiungono questioni relative ai diritti d'autore, all'indipendenza artistica e alle condizioni di lavoro, sottolinea dal canto suo Bagnoud.
Secondo Kofmel, la Svizzera rimane un terreno difficile per il cinema. "Le quattro lingue nazionali frammentano un mercato già ristretto", spiega. Ciò vale anche per l'animazione, la cui produzione è lunga e costosa.
Per Bagnoud, è fondamentale che il cinema d'animazione ottenga un maggiore riconoscimento e che i meccanismi di sostegno pubblico siano adeguati alle realtà del settore. "Questo ambito ancora modesto fatica a farsi sentire."
La Svizzera romanda è tuttavia più avanti rispetto alla Svizzera tedesca, in particolare grazie ad una tradizione più antica. "Ciò si spiega con il sostegno della RTS all'animazione, che risale alla fine degli anni 1960 e si è sviluppato da allora", precisa.
Il più grande studio di animazione della Svizzera, Nadasdy Film, è basato a Ginevra. Negli ultimi anni, però, anche la Svizzera tedesca ha registrato una forte crescita. "In particolare nel Cantone di Zurigo, grazie alla Fondazione del cinema di Zurigo, che ora dispone di un fondo dedicato all'animazione", spiega Bagnoud.
Malgrado ciò Kofmel stima che l'animazione rimane sottovalutata. "Spesso passa inosservata, soprattutto perché il cinema d'animazione svizzero produce principalmente cortometraggi, che sono difficili da rendere redditizi."
Per quanto riguarda la parte italofona, è attivo il Gruppo della Svizzera Italiana del Film di Animazione (GSIFA), che organizza fra gli altri il Festival internazionale di animazione Lugano Animation Days. "La Svizzera Italiana ha nel suo DNA un passato glorioso in questo settore", si legge sul sito web dell'associazione ticinese, che sottolinea che è su queste "solide basi" che si intende costruire "il futuro dell'animazione nel nostro territorio".
Il film d'animazione elvetico riscuote un vero successo all'estero, come dimostrano i numerosi inviti e riconoscimenti ricevuti nei festival. La sua visibilità rimane tuttavia limitata per lo più a questi ambienti specializzati.