Culture

Dal ‘Think different’ di Steve Jobs al futuro, cinquant'anni di Apple

Una storia iniziata il primo aprile 1976 in un garage di Los Altos, in California. Con l'iPhone ha rivoluzionato le nostre vite

I due Steve
(Keystone)
1 aprile 2026
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‘Think Different’. È racchiuso in uno slogan che celebra l'innovazione, la creatività e l'anticonformismo la storia di Apple che compie cinquant'anni. Una storia iniziata il primo aprile 1976 in un garage di Los Altos, in California, dal genio di Steve Jobs insieme a Steve Wozniak e Ronald Wayne. Apple ha cambiato le nostre vite con l'iPhone, il modo di ascoltare la musica con l'iPod e iTunes ma anche il mondo dei computer che Jobs definiva “biciclette per la mente”. E l'iPhone continua a far macinare utili alla Mela più dell'intelligenza artificiale.

Dal garage di Los Altos la piccola compagnia Apple Computers a distanza di cinque decenni è diventata una delle più grandi aziende al mondo per valore di mercato. L'avventura inizia col primo computer Apple I che vede la luce il primo aprile del 1977. Nel 1980 la società si quota in Borsa e il vero successo arriva nel 1984: il 24 gennaio viene lanciato il Macintosh con il celebre spot diretto da Ridley Scott. Fu il primo pc che riuscì a conquistare un vasto pubblico con l'introduzione di mouse e interfaccia grafica, ora è un cimelio battuto a peso d'oro alle aste. La storia di Apple è in simbiosi con quella del carismatico Steve Jobs: al momento d'oro iniziale segue la rottura nel 1985 e poi il rientro trionfale del manager a Cupertino nel 1996. Da lì in poi una cavalcata di successi. Con Jobs sensibile alla musica (“il mio modello di business sono i Beatles”, diceva) il 9 gennaio 2001 viene lanciato iTunes che cambia la musica digitale, il 23 ottobre dello stesso anno l'iPod il cui slogan era “1'000 canzoni in tasca”. Poi la rivoluzione iPhone: viene presentato il 9 gennaio 2007 e cambia radicalmente il mercato degli smartphone e le nostre vite. Il 27 gennaio 2010 arriva il primo iPad, mentre il 10 luglio dello stesso anno viene aperto l'App Store che ha creato l'economia degli sviluppatori ed è ancora un caposaldo dei servizi della Mela. Nel 2015 – Jobs era scomparso da quattro anni – arriva l'Apple Watch che cambia l'approccio alla salute. Ma nella storia del colosso di Cupertino non sono mancati i flop come il primo portatile Lisa o il palmare Newton, lanciato nel lontano 1993, forse troppo in anticipo sui tempi.

Nel presente di Apple c’è una strategia sempre fortemente basata sui servizi che hanno garantito ottimi profitti e un focus rinnovato sui dispositivi. Come il MacBook Neo lanciato pochi giorni fa e il caposaldo iPhone che in futuro potrebbe diventare pieghevole e che assicura utili record grazie all'impennata delle vendite in Cina. Ma c’è un ritardo nello sviluppo della Apple Intelligence tanto che la Mela sta collaborando con Google per integrare l'IA Gemini nell'iPhone per migliorare le capacità dell'assistente Siri.

“Apple è stata fondata sulla semplice idea che la tecnologia dovesse essere personale e quella convinzione, radicale all'epoca, ha cambiato tutto”, ha scritto su X Tim Cook, attuale Ceo del colosso di Cupertino, che ha preso il comando dall'agosto 2011. In memoria di quel ‘Think Different’, Cook ha elogiato tutti “i ribelli e i piantagrane, abbastanza pazzi da pensare di poter cambiare il mondo e sono quelli che lo fanno”. Un omaggio allo “Stay hungry, stay foolish” (dal celebre discorso di Steve Jobs a Stanford nel 2005), al percorso, ai valori e alle persone che hanno contribuito a costruirne l'identità di una società e al suo team sparso in tutto il mondo. Un messaggio lungo e sentito del manager che potrebbe lasciare Apple nel 2026.

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