Il festival di Nyon presenta 164 film da 75 Paesi, con focus su IA e cinema svizzero.
Il festival "Visions du Réel", che si svolgerà dal 17 al 26 aprile a Nyon, si conferma un punto di riferimento per il cinema documentario in un'epoca in cui "il reale si cancella". La 57esima edizione del festival presenta un programma ricco con 164 film provenienti da 75 Paesi, segnando un aumento significativo nella produzione e una diversità senza precedenti.
Tra i 128 film selezionati su 3700 candidature, un incremento del 23% rispetto all'anno precedente, spicca "Cover-Up" di Laura Poitras, che aprirà la manifestazione. La regista americana, premiata con l'Oscar per "Citizenfour", esplora la figura del giornalista Sy Hersh, noto per aver svelato scandali come il Watergate. Alla serata inaugurale parteciperanno personalità di rilievo, tra cui Alain Berset, ex consigliere federale e attuale segretario generale del Consiglio d'Europa.
Tra gli ospiti attesi figurano anche la cineasta americana Kelly Reichardt e il regista ucraino Sergei Loznitsa. Un tema centrale del festival sarà l'intelligenza artificiale (IA), che rappresenta una sfida per gli organizzatori. "Visions du Réel" ha aggiornato il proprio regolamento per monitorare l'uso dell'IA nei film, come spiegato dalla direttrice artistica Emilie Bujès.
Nel concorso internazionale di lungometraggi, tre film svizzeri sono tra i tredici selezionati, un evento raro ma intenzionale. Tra questi, "Dentro" di Elsa Amiel, "Saudades Eternas" di Emma Boccanfuso e "Heat" di Jacqueline Zünd. Anche il concorso nazionale riflette una vasta gamma di temi, con opere come "En terrain neutre" di Stéphane Goël e Mehdi Atmani, "Eternal Snow" di François Kohler e "To the Moon and Back" di Elsa Gomez Alvarez.
La direttrice artistica ha inoltre menzionato "What Comes from Sitting in Silence" di Sophie Chrago, girato in un tribunale islamico femminile in India. I film presentati rispecchiano l'attualità internazionale, con opere legate a Ucraina, Israele e Iran.
Il festival continua a reinventarsi, con una nuova sezione "Borderlight" dedicata a opere di finzione strettamente legate alla realtà. Tra i progetti più innovativi, "Tristan Forever" di Tobias Nölle e "Chronovisor" di Jack Auen e Kevin Walker. La diversità dei metodi di produzione è un tratto distintivo del festival, con progetti che spaziano da budget minimi a risorse considerevoli.