Attore premio Oscar per Un Tenero Ringraziamento, celebre per ruoli in Apocalypse Now, Il Padrino e per una lunga carriera tra cinema e tv
Il leggendario Robert Duvall, l'avvocato di Marlon Brando (Vito Corleone) nel Padrino, noto anche per il suo ruolo in Apocalypse Now, è morto a 95 anni nella sua casa nelle campagne della Virginia.
Lo ha annunciato su Facebook la moglie Luciana: "Per il mondo era un attore premio Oscar, un regista, un narratore. Per me era tutto. La sua passione per il mestiere era eguagliata solo dal profondo amore per i personaggi, per un buon pasto e per lo stare al centro della scena".
Nato a San Diego in California, Duvall aveva conquistato la prima delle sue sette candidature agli Oscar nel 1973 per il film di Francis Ford Coppola sulla mafia, nel cui cast era entrato già ultraquarantenne. Nel 1984 aveva vinto la più ambita statuetta di Hollywood come miglior attore per la sua performance nel western Tender Mercies - Un Tenero Ringraziamento.
Il ruvido naturalismo del suo modo di recitare finì per definire lo stile di una generazione che includeva anche Robert De Niro, Dustin Hoffman e Gene Hackman, in film come Network - Quinto Potere e The Apostle - L'Apostolo, di cui Duvall curò anche la regia.
Duvall non è mai stato famoso quanto De Niro, ma la sua capacità sobria, senza effetti, di calarsi completamente nei personaggi gli valse il rispetto sia dei colleghi sia della critica. In una lunga carriera trovò spazio anche per la tv con parti in Lonesome Dove e Broken Trail, che gli valsero cinque candidature agli Emmy e due statuette.
Negli anni '60 a New York Duvall divideva il suo tempo con altri attori in bolletta: uno era Hoffman, l'altro Hackman. Il primo memorabile ruolo per il grande schermo fu l'inquietante Boo Radley nel 1962 in Il Buio Oltre la siepe (To Kill a Mockingbird). Anche se la sua carriera faticò a decollare inizialmente, tra l'inizio e la metà degli anni '70 Duvall trovò la sua dimensione, unendo una recitazione da caratterista fluida e naturale a occasionali, incisive incursioni in ruoli più centrali.
Nel 1969 la prima collaborazione con il giovane Coppola nel dramma intimista Un dollaro d'onore (The Rain People), e l'anno successivo ottenne il ruolo di Frank Burns nel M.A.S.H. di Robert Altman. Fu anche protagonista del film sperimentale di George Lucas THX 1138, portando nel contempo avanti lavori interessanti anche a teatro.
La svolta fu col Padrino del 1972, in cui Duvall interpretò il paziente e scaltro consigliere tedesco-irlandese dei Corleone, Tom Hagen, ruolo che gli portò la prima nomination agli Oscar e che riprese due anni dopo nel Padrino - Parte II. Un'altra parte memorabile fu nel 1976 in Quinto Potere e, tre anni dopo, la sua battuta nel ruolo del colonnello Kilgore di Apocalypse Now ("Adoro l'odore del napalm al mattino") entrò nei classici del cinema e gli valse la seconda nomination agli Academy Awards.
Fu però solo con Il Grande Santini (The Great Santini), in cui interpretava un padre fanfarone e militarista, che Duvall si affermò davvero come protagonista, ottenendo nel 1980 la prima nomination all'Oscar come miglior attore. L'anno seguente, al Festival di Venezia, raccolse consensi al fianco di Robert De Niro in Confessioni Vere (True Confessions). Poi, nel 1984, la sua interpretazione silenziosa e minuziosa in Un Tenero Ringraziamento, diretto da Bruce Beresford, gli valse l'Oscar come miglior attore protagonista.