Si è spenta a 41 anni a Berlino per un tumore diagnosticato tardi; l'Ifa parla di "dolorosa perdita" e ricorda il suo impegno artistico
È morta all'età di 41 anni l'artista tedesca Henrike Naumann, tra le voci più significative dell'arte contemporanea della Germania.
Nata nel 1984 a Zwickau, Naumann si è spenta a Berlino, circondata dalla famiglia e dagli amici, a causa di un tumore diagnosticato troppo tardi. La notizia è stata resa nota dai familiari e confermata dall'Institut für Auslandsbeziehungen (Ifa), l’istituto responsabile del Padiglione tedesco alla Biennale di Venezia.
L'artista era stata selezionata lo scorso anno, insieme alla collega vietnamita-tedesca Sung Tieu, per rappresentare la Germania al Padiglione nazionale della Biennale Arte 2026, in programma dal 9 maggio al 22 novembre. Secondo quanto comunicato, per Naumann era fondamentale portare a compimento il progetto per Venezia secondo la propria visione artistica.
In una nota, l'Ifa ha parlato di una "dolorosa perdita". "Con la scomparsa di Henrike Naumann perdiamo non solo una figura di primo piano dell'arte contemporanea tedesca, ma anche una personalità calorosa, lucida e profondamente impegnata", si legge nella nota. L'Istituto ha sottolineato come il suo lascito continui a vivere nelle opere, nelle collaborazioni internazionali da lei avviate e nelle persone che hanno tratto ispirazione dal suo lavoro.
Henrike Naumann ha esplorato le trasformazioni sociali e culturali successive alla riunificazione tedesca attraverso installazioni che combinano arredi, oggetti domestici e suono. Il suo lavoro trasforma il design d'interni in uno strumento critico per indagare identità e ideologia, sviluppando una visione dello spazio come ambiente politico e narrativo, in cui ogni oggetto e ogni prospettiva contribuiscono a costruire senso, memoria e tensione storica.
Negli ultimi anni la sua carriera aveva conosciuto una crescente visibilità internazionale, con partecipazioni di rilievo come documenta 15 nel 2022. L'opera di Naumann resta un contributo fondamentale per comprendere le contraddizioni e le complessità della società contemporanea.
La Biennale Arte di Venezia aveva già visto la tragica scomparsa di Koyo Kouoh, la curatrice con stretti legami con la Svizzera morta la scorsa estate all'età di 57 anni.
Nata a Douala, in Camerun, Koyo Kouoh è cresciuta in Svizzera e si è trasferita negli anni Novanta a Dakar, in Senegal, dove ha fondato l’istituzione artistica Raw Material Company. Nel 2017 è stata responsabile del Padiglione svizzero intitolato "Ataraxia", pure alla Biennale di Venezia. Nel 2020 è stata fra i vincitori del Gran Premio svizzero d'arte / Prix Meret Oppenheim, assegnato dall'Ufficio federale della cultura.