Nel centenario degli accordi del 1925, Christine de Mazières sarà il 24 ottobre alla Biblioteca cantonale con il suo romanzo ‘Locarno’

Nell’ambito degli eventi organizzati per il centenario degli Accordi di Locarno – tentativo di ritrovare una pace stabile in Europa in particolare con un riavvicinamento tra Francia e Germania, una grande speranza successivamente smentita con l’avvento del nazismo –, Locarno Città della Pace accoglie Christine de Mazières, scrittrice francese che a questo tema ha dedicato un romanzo. L’incontro, promosso dall’Ambasciata di Francia a Berna e organizzato da Amopa-Ticino e Alliance française di Locarno, inserito pure nella terza edizione della Journée du Droit, si terrà alla Biblioteca cantonale di Locarno venerdì alle ore 18.15 (entrata libera).
Tutta l’opera letteraria di Christine de Mazières, franco-tedesca, è caratterizzata da una spiccata passione per la storia europea. I suoi romanzi, strumenti di memoria, aiutano i lettori a riflettere sui momenti più complessi del mondo contemporaneo (‘Trois jours à Berlin’, 2019 e ‘La route des Balkans’, 2020), illustrando quanto cultura e letteratura possano essere parte attiva per la sensibilizzazione e la formazione dell’opinione pubblica su temi come pace, migrazione, identità. Ciò che rende il suo lavoro singolare è la capacità di trasformare la Storia in narrazione romanzesca, offrendo al lettore non solo fatti e date, ma anche voci, emozioni, fragilità. I protagonisti, dalle figure istituzionali ai personaggi più intimi, emergono con tratti profondamente umani, lontani dal formalismo di una presentazione ufficiale.
Locarno, pubblicato lo scorso mese di marzo, si svolge proprio durante i dieci giorni della Conferenza internazionale del 1925, reinventando l’Esprit de Locarno alla luce del nostro presente europeo. Nel romanzo, l’autrice si distingue per la sua accurata e documentata ricerca; dietro le pagine del libro si avverte con chiarezza l’eco delle fonti storiche, delle memorie dei protagonisti e, grazie ai commenti dei giornalisti presenti, del clima politico e umano che segnò l’Europa tra le due guerre.
Christine de Mazières ci racconterà questo duplice movimento: l’attenzione alla verità storica e la fantasia narrativa che rende vivi gli attori di quell’epoca. L’incontro, contestualizzato anche dallo storico ticinese Rosario Talarico, diventerà non soltanto un omaggio al passato, ma anche un invito a riflettere sul presente: lo “spirito di Locarno” – desiderio di costruire ponti, trovare equilibri e immaginare la pace nonostante le tensioni – conserva oggi una forza e un’urgenza straordinarie.
Tra memoria e attualità, letteratura e storia, la voce di Christine de Mazières ci aiuterà a riscoprire Locarno come luogo simbolico, allora come oggi spazio di incontri, di slanci e di speranze condivise.
Dopo la questione identitaria e politica della Germania divisa con ‘Trois jours à Berlin’ pubblicato nel 2019 e il momento cruciale della caduta del Muro, lei ha affrontato eventi più recenti nell’Europa di oggi, come la migrazione delle popolazioni dal Medio Oriente verso il nostro continente, in ‘La route des Balkans’ pubblicato nel 2020. Che cosa l’ha spinta a scavare in un passato così lontano e a interessarsi agli Accordi di Locarno? Il 1925 è un momento chiave nella storia dell’Europa?
L’Europa è un Leitmotiv nel mio lavoro di saggista e romanziere. Mi sento profondamente europea perché sono nata dalla riconciliazione franco-tedesca, da padre francese e madre tedesca. Riflettendo sulle origini della grande avventura della riconciliazione franco-tedesca e quindi dell’idea di unione europea, c’è Locarno. Quando ho iniziato a fare ricerche su questo argomento nel 2021, ho trovato non solo personaggi magnifici, un’epoca affascinante, ingiustamente dimenticata, ma pure questi splendidi luoghi che sono Locarno e il Ticino.
In ‘Locarno’ lei mescola personaggi storici e personaggi di fantasia per dare corpo e sentimento a questo periodo, intreccia legami tra la piccola e la grande Storia: si sente personalmente coinvolta dalla piccola?
I miei personaggi di fantasia, in particolare Louise ed Ernst, nascono dalla mia immaginazione. Non sono affatto i miei nonni, come alcuni potrebbero aver pensato. Se da un lato mi piace ricostruire il contesto storico lavorando con gli archivi, dall’altro trovo un immenso piacere a inventare personaggi puramente immaginari.
Nel romanzo riflette sui gravi problemi di quel tempo e sembra interrogarsi sul destino dell’Europa: come risuonano nel mondo di oggi i temi affrontati in ‘Locarno’, nello specifico la pace, la diplomazia e le loro fragilità?
È vero che l’invasione dell’Ucraina nel febbraio 2022, mentre iniziavo a lavorare a questo progetto, ha rafforzato il mio desiderio di scrivere questo libro, che allora s’intitolava ‘L’arte della pace’. Siccome questo titolo era stato nel frattempo già utilizzato, mi è parso naturale intitolare il romanzo ‘Locarno’, una scelta che rende omaggio alla magia del luogo. Dal continente europeo sono nate due guerre mondiali la cui storia ancora oggi perseguita i miei genitori, nati negli anni 30. L’Europa ha poi vissuto la divisione. Io stessa sono stata segnata da questa Guerra Fredda, avendo parenti su entrambi i lati della ‘cortina di ferro’, fino alla caduta del Muro di Berlino, tema del mio primo romanzo. Infine, per tre decenni, abbiamo vissuto nella beata illusione di una ‘fine della storia’ e di una pace duratura. Oggi dobbiamo ricordarci che l’Europa non deve essere ridotta a standard tecnocratici emanati da Bruxelles, perché è soprattutto un progetto di pace e solidarietà tra paesi che aspirano agli stessi valori democratici e di libertà.
Quale posto può occupare la letteratura nella trasmissione della memoria storica?
La letteratura è un luogo di libertà che ci permette di andare oltre nella trasmissione della memoria. Quando gli archivi tacciono, la sensibilità dello scrittore si dispiega per riempire i silenzi, dare corpo ed emozione alla storia e quindi coinvolgere meglio il lettore. La letteratura è un vero incontro e ogni lettore si appropria del libro ricreandolo. Allo stesso modo, quando voglio scoprire un paese, preferisco leggere romanzi di noti autori di quel paese piuttosto che guide turistiche.