"Oggi è il 20 settembre, e il 20 settembre del 1870 i vostri coetanei rompevano la breccia di Porta Pia: qualcosa del genere è successo nell'arco degli ultimi anni. Il Conte di Cavour, 11 anni prima, disse al Parlamento del Regno di Sardegna: 'la nostra stella, o signori, è di fare che la città eterna, diventi la splendida capitale del regno italico'. La destra di Giorgia Meloni, ancora prima di avere l'onere e l'onore di governare, ha ridato diritto di cittadinanza alla parola 'patrioti', in cui comprendiamo tutti", "anche chi nega il diritto all'idea di patria e sovranità", perché "siamo per la totalità dell'intelligenza creativa, libera dal pregiudizio e incline al confronto". Lo dice il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, nel suo intervento a Fenix, la festa del movimento giovanile di Fratelli d'Italia.
Questo governo, rivendica Giuli, "è quello che negli ultimi anni ha maggiormente investito sulla cultura, ci abbiamo messo tutte le nostre energie per ribadire che non esistono complessi di inferiorità, siamo attrezzati, la rivoluzione è avvenuta. Non abbiamo reticenze a parlare di una nuova classe dirigente", sottolinea, ricordando l'impegno del piano Mattei e del piano Olivetti, "con 70 milioni per rilanciare l'editoria, la lettura, l'accesso alla cultura. Un impegno estremanente sociale di una destra consapevole di stare in mezzo al popolo e fare un lavoro che la sinistra aveva dimenticato", in particolare a sostegno dei "luoghi fragili della penisola". Un impegno, rileva ancora Giuli, a "occuparci di chi è stato dimenticato da una classe dirigente che ha vissuto nella più totale divisione tra consenso e potere, gli inquilini del privilegio che hanno sgovernato l'Italia per decenni", fino a quando c'è stata "la rivolta contro le elite" e contro "la scelta della sinistra di stare dalla parte delle elite: il Partito democratico negli ultimi 20 anni è stato un partito di manutenzione di rendite e privilegi, ma intanto fermentava qualcosa di potente".
"Ora - sottolinea ancora il ministro della Cultura - è arrivato il momento della consapevolezza, di farsi classi dirigente". "Abbiamo rimesso ordine, grazie a questa rivoluzione che ha portato la destra al governo, come più importante fattore di stabilità internazionale: si aspettavano lanzichenecchi in camicia nera, hanno trovato il sorriso invalicabile di chi sa che serve una cultura politica, e la cultura politica della destra esiste".
Giuli cita "la prossima Quadriennale, ideata dal compianto Luca Beatrice, capace di attrarre le migliori intelligenze creative, senza dimenticare la lezione del 1935" e la mostra sul futurismo, "un grande successo, un seme gettato da chi mi ha preceduto. Non siamo i seguaci della nostalgia, ma non rinunciamo all'incubatore della migliore cultura italiana".
Per il ministro, "l'Italia gode di un primato riconosciuto in tutto il mondo, che riaffermiamo con forza", ma insieme "mettendolo a disposizione degli altri, delle nazioni sfruttate che hanno conosciuto lo stivale chiodato della colonizzazione. Abbiamo discusso anche con la Cina di appoggiare la candidatura a sito Unesco di luogo nord africano".