Culture

Associazione Svizzera-Israele versus Roberto Antonini

L'Associazione ticinese giornalisti difende il direttore del Corso di giornalismo della Svizzera italiana accusato di ‘mancanza di imparzialità su Gaza’

Gaza, 26 maggio 2025
(Keystone)
26 maggio 2025
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“A nome della nostra associazione esprimiamo tutta la nostra solidarietà a Roberto Antonini, per la grande competenza e professionalità dimostrata in decenni di carriera, un lavoro svolto spesso in prima linea, e questo anche in Medioriente”. Così l'Associazione ticinese dei giornalisti (Atg) – in un comunicato che porta la firma del presidente, Roberto Porta, con l'intero comitato – risponde all'accusa di antisemitismo lanciata dall'Associazione Svizzera-Israele nei confronti di Roberto Antonini e alla richiesta di rimozione dello stesso dal ruolo di direttore del Corso di giornalismo della Svizzera italiana, richiesta che ha prodotto un moto di solidarietà nei confronti del giornalista e l'apertura di una petizione su www.naufraghi.ch.

“A firma del suo presidente, Adrian Weiss – scrive l'Atg nel documento – l’Associazione Svizzera-Israele ha inviato una lettera al Corso di giornalismo della Svizzera italiana attaccando il suo direttore Roberto Antonini, per una presunta mancanza di imparzialità nel riferire e commentare quanto sta accadendo a Gaza”. Per l'Atg le accuse sono “presentate in modo generico e non circostanziato. Non si fa ad esempio riferimento a nessun articolo specifico firmato da Antonini”.

L'Atg difende l'operato di Antonini “anche in qualità di direttore dei corsi di giornalismo, compito che ha svolto e svolge con impegno e passione, raccogliendo non solo l’approvazione delle diverse associazioni che organizzano questi corsi, ma anche, ed è l’aspetto più importante, degli stessi studenti e futuri giornalisti”. E ancora: “Ricordiamo inoltre all’Associazione Svizzera-Israele che la Costituzione svizzera garantisce il diritto di esprimere ‘liberamente la propria opinione’. La nostra Costituzione garantisce anche la libertà di stampa. Due elementi fondamentali che non trovano nessun spazio nella lettera inviata ai corsi di giornalismo, come neppure si parla del massacro quotidiano a cui è sottoposta la striscia di Gaza da ormai più di un anno e mezzo”.

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