Culture

Gaby Antognini e la Resistenza

È dedicata alla militante antifascista la serata del primo marzo alla Biblioteca di Locarno, ospiti Yvonne Pesenti Salazar e Sonia Castro

(Archivio donne Ticino)
24 febbraio 2024
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Partiamo dal contesto, la lotta di Resistenza al fascismo a ridosso della nostra frontiera, che inizia dopo l’armistizio del 1943 per portare fino alla Repubblica partigiana dell’Ossola, prodiga di aiuti verso la popolazione vittima del ritorno dei nazifascisti dopo i cosiddetti ’43 giorni di libertà’, caratterizzati dal ripristino della democrazia. In quei giorni, limitatamente alla Val d’Ossola, in 35mila passarono il confine tra Italia e Svizzera, nei pressi del quale – la battaglia dei Bagni di Craveggia, per esempio – si svolse la lotta partigiana con il Ticino terra di ripiego per molti partigiani. E per quanta ritrosia esistesse da parte delle autorità di questo cantone, la terra ticinese fu decisiva per il prosieguo della lotta partigiana, cui contribuirono ticinesi coraggiosi come Gaby Antognini (1910-1988), cui il Gruppo culturale della sinistra del Locarnese e Valli dedica l’incontro ‘Ticinesi nella Resistenza al fascismo – 1943-1945’, serata sul tema in programma venerdì primo marzo alle 18.15 alla Biblioteca cantonale di Locarno, Palazzo Morettini.

Militante comunista e antifascista nata nel Gambarogno da una famiglia contadina, Gabriella ‘Gaby’ Antognini dedicò l’intera sua vita alla difesa degli ultimi e alla rivendicazione dei diritti delle donne, in nome di concetti quali tolleranza e solidarietà. Colpita dapprima dalla guerra civile spagnola, poi dall ascesa del regime fascista in Italia, quando, durante il conflitto, la Svizzera aprì i campi d’internamento per i rifugiati, Antognini divenne un punto di riferimento per che fuggiva dai campi di raccolta, offrendo spesso casa sua quale posto sicuro: nel vai e vieni dei partigiani dalla Val d’Ossola, la donna ospitava i combattenti che, se destinati ai campi d’internamento, non sarebbero potuti tornare in Italia a proseguire la lotta di liberazione; Antognini mise in gioco la propria salute per garantire loro un piatto di riso e rischiò anche la libertà personale, venendo multata per questa attività sul filo della legalità (nel 1945 fu arrestata insieme alla sorella Maria di ritorno da Milano, per un ‘traffico’ di lettere tra partigiani e famiglie degli stessi).

Sul fronte della lotta per l’ottenimento del diritto di voto ed eleggibilità delle donne svizzere, invece, il suo impegno durò anni, e così quello per le misere paghe riservate al mondo operaio e contadino, battaglia da condursi dall’interno del Partito del Lavoro (Pdl), che la vide in ambiti direttivi dal 1963 in poi, e quale membro del Comitato cantonale dal 1966 fino alla fine dei suoi giorni. Prima donna a entrare in Consiglio comunale a Locarno, ma anche prima esponente femminile del Pdl a fare parte di un legislativo comunale ticinese, Gaby Antognini restò in carica per diciassette anni, il tempo necessario per lottare per i più poveri, per affrontare i problemi della terza età e per farsi eleggere in Gran Consiglio e rinunciare al posto su richiesta del partito. Volontaria della Croce Rossa e della Società dei Samaritani dell’Autolettiga locarnese, la grande profusione di sforzi all’interno di questi ultimi le valse la medaglia ‘Henri Dunant’. Anna Clerici, che per l’Associazione Archivi Donne Ticino ha prodotto un fedele ritratto di Antognini, ne ricorda anche i passatempi: fare a maglia (lana e ferri portati anche in Consiglio comunale, per ‘allentare’ il clima a volte teso di riunioni e sedute) e cantare nel coro della Chiesa. Non ultima, tutt’altro, la scrittura, il cui destinatario fu Il Lavoratore, che ospitò i suoi articoli dal 1946 in avanti e, più assiduamente, dal 1971, riportandone le attività in seno al Cc di Locarno.

Il primo marzo a Palazzo Morettini, sul ruolo e sulla figura di Gaby Antognini si calerà Yvonne Pesenti Salazar, studiosa di storia e di lettere, già direttrice della redazione italiana del Dizionario storico della Svizzera, ora presidente dell’Associazione Archivi Donne Ticino e della Società Dante Alighieri di Lugano; sulla lotta partigiana in Val d’Ossola, invece, è attesa la relazione di Sonia Castro, storica e ricercatrice, insegnante all’Usi e professoressa aggiunta di didattica della storia al Dfa della Supsi. Tra gli ambiti di ricerca di Castro si trovano la storia dell’antifascismo in Svizzera, quella dell’emigrazione italiana nella Confederazione e la didattica della storia. La serata verrà condotta da Stefano Vassere, direttore delle Biblioteche cantonali. Al termine delle relazioni e del dibattito verrà offerto un rinfresco.

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