dante-e-l-amore-tra-beatrice-e-francesca
Keystone
Dante
ULTIME NOTIZIE Culture
Arte
1 min

‘Esci dall’atelier ed entra nel cubo’, il legno in ogni forma

La mostra dell’Associazione svizzera degli scultori del legno prosegue fino al 13 luglio nella Piazza di Palazzo Franscini
Scienze
1 ora

Cern, riacceso il più grande acceleratore di particelle al mondo

A dieci anni dalla scoperta del bosone di Higgs il Large Hadron Collider (Lhc) pronto ad andare ancor più lontano nell’infinitamente piccolo
Spettacoli
2 ore

Novantacinque anni per la ‘Bersagliera’ di Subiaco

Taglia il traguardo delle 95 primavere Gina (Luigia) Lollobrigida, mito intramontabile del grande schermo italiano
Teatro
21 ore

‘Peter Brook ha vissuto il teatro, la sua vita, fino alla fine’

David Dimitri, presidente della Fondazione Dimitri di Verscio: ‘Aveva un’opinione forte e precisa sul teatro, che doveva avere senso e smuovere’
Spettacoli
1 gior

Ceresio Estate, Vittorio Ghielmi con la viola da gamba a Gandria

Il concerto nell’ambito della rassegna estiva si svolgerà domenica 10 luglio, nella chiesa parrocchiale del borgo lacustre
Scienze
1 gior

Evaporazione accelerata per oltre un milione di laghi nel mondo

Non c’è solo la siccità tra le conseguenze del riscaldamento climatico. Annualmente si perdono in media 1’500 chilometri cubi di acqua
Spettacoli
1 gior

Camaleonti in lutto: Cripezzi morto dopo un’esibizione

La storica band italiana perde il cantante e tastierista. Il decesso è avvenuto nella notte, dopo un concerto a Pescara
Teatro
1 gior

Il regista britannico Peter Brook è morto

Fra i maestri della drammaturgia del Novecento, Brook è deceduto all’età di 97 anni a Parigi, dove si era stabilito da metà anni Settanta
Teatro
1 gior

Peter Grimes: ‘Un dramma fatale sul destino dell’uomo’

Il mare tempestoso come metafora e allegoria della vita. L’opera dell’autore britannico Benjamin Britten è di scena al Teatro la Fenice di Venezia
Scienze
1 gior

Vaiolo delle scimmie, riscontrati sintomi atipici

Uno studio ha rivelato che le persone affette dall’attuale epidemia ha accusato meno febbre e più lesioni genitali
Spettacoli
2 gior

Forever Marilyn, il mito della diva tra foto e memorabilia

A sessant’anni dalla sua morte (avvenuta il 4 agosto 1962), a Torino si inaugura oggi una mostra piena di chicche
Spettacoli
2 gior

Per Vasco il bilancio del tour è... ‘Senza parole’

Dopo un tour che in un mese l’ha portato in giro per tutta Italia, il rocker si dice ‘Travolto e stravolto da 701’000 dichiarazioni d’amore’
Incontri
2 gior

Officina Beltrami. Cogliere il rumore del mondo

Intervista all’autore di ‘Il mio nome era 125’ e ‘Cercate Fatima Ribeiro!’, ma anche di tanto altro. Matteo racconta i suoi passi nella narrazione.
Spettacoli
2 gior

Ida Nielsen è ‘una tipa tosta, tostissima’, da bass heavy funk

Carriera personale ed eredità artistica di Prince: a colloquio con la Funk Princess che questa sera sarà sul palco di Ascona con The Funkbots, dalle 23.30
Spettacoli
2 gior

‘Riflessioni musicali’ e ‘Cantar di storie’ con i Vent Negru

La rassegna dello storico gruppo di musica popolare inizierà il 7 luglio a Berzona e andrà avanti per tutto il mese, con una serie di concerti
Scienze
2 gior

La siccità aumenta il rischio di diarrea nei bambini piccoli

L’allarme arriva da uno studio condotto negli Stati Uniti. Il disturbo è nel mondo una tra le principali cause di morte nei bimbi sotto i cinque anni.
Arte
2 gior

Crampiarcore, la prima edizione alla Rada

Pop up interdisciplinare con musica dal vivo, graffiti e prodotti locali il 9-10 luglio a Locarno
Scienze
2 gior

Premio Möbius all’Usi, quando la realtà è sotto attacco

‘Discorsi d’odio, notizie false, metaversi’: questo il tema della 26esima edizione del Möbius 2022, all’Usi di Lugano il 14-15 ottobre
Spettacoli
3 gior

Dee Dee Bridgewater e Ida Nielsen: JazzAscona chiude col botto

Domani sera andrà in scena la proposta conclusiva della rassegna. Si parte da mezzogiorno con il lunch musicale per finire col burlesque di Trixie
Spettacoli
3 gior

In ‘Brothers’ ci sono Andrea e Luca, ci sono i Make Plain

Novità non solo organizzative al Cavea Festival (1-2 luglio): il gruppo lancia sul palco per la prima volta il nuovo pezzo dell’album in uscita nel 2023
13.05.2022 - 07:23
Aggiornamento: 16.05.2022 - 15:17
di Roberto Falconi

Dante e l’amore, tra Beatrice e Francesca

Donato Pirovano indaga come nell’opera di Dante l’amore rischi di trasformarsi da spinta salvifica a male perverso

Gli spiriti amanti sono gli unici cui Dante assegni nella ‘Commedia’ uno spazio specifico in ciascuno dei tre regni dell’aldilà: il secondo cerchio dell’inferno per i "peccator carnali", la settima cornice purgatoriale per i lussuriosi espianti e il cielo di Venere per i beati amanti. A Donato Pirovano, in questo libro garbato e documentato, interessa soprattutto, come mostra il titolo, l’amore che si fa colpa, che da ‘agápe’ o ‘caritas’ si fa ‘ereos’; e indaga pertanto con particolare attenzione il celeberrimo canto quinto dell’Inferno, noto un po’ a tutti come quello di Paolo e Francesca.

Ora, a parte che il poeta non fa mai il nome di Paolo (lo dobbiamo ai primi commentatori), né ci dà tante altre indicazioni, come i "cognomi" dei protagonisti o il nome dell’assassino che li condusse a una medesima morte (li dobbiamo in larga parte a Boccaccio), è qui interessante notare come Pirovano, attraverso il sottotitolo del proprio saggio, alla coppia dei due amanti ne sostituisca un’altra: "Dante e Francesca". Perché, sostiene lo studioso, il destino di Paolo avrebbe potuto essere anche quello di Dante, se non ci fosse stato l’intervento salvifico di Beatrice, che si configura pertanto come un’anti-Francesca capace di riportare il poeta sulla linea teleologicamente orientata. Una via "smarrita", ma mai definitivamente perduta, che Pirovano segue tessendo una fittissima tramatura di richiami attraverso buona parte dell’opera dantesca. A cominciare dalla ‘Vita Nova’, il "libello" aperto dall’innamoramento per Beatrice, con la precisazione, atipica per la lirica coeva, che Amore era sempre accompagnato, come in "un ideale buon governo" (Gorni), dal fedele consiglio della Ragione.

Un amore messo tuttavia in pericolo da alcuni episodi cardine: dalla perdita del saluto da parte dell’amata (identificata, percorrendo la strada già segnata da Edoardo Sanguineti, come lo snodo, doloroso e necessario, affinché la poesia dantesca non si cristallizzi attorno alla riproposizione di moduli cortesi ormai logori, bensì costituisca l’inizio di un nuovo e più alto itinerario esistenziale); al "gabbo" di Beatrice; alla tentazione offerta dalla "donna pietosa e gentile" dopo la dipartita dell’amata. Momenti che costituiscono autentiche prove, che il poeta riesce a superare, ri-orientando il proprio amore verso il "ben fare".

Amor e ragione

È una dinamica che si ripresenta, ma con ben altra consapevolezza, all’interno di alcune ‘Rime’, in particolare nella "montanina" (forse contemporanea alla stesura dei primi canti dell’Inferno, sulla cui datazione è recentemente tornato Alberto Casadei) e nelle "petrose" (definizione che deriva dall’attrazione irrefrenabile che il poeta provò per una donna insensibile come pietra), la cui maggiore espressione è costituita dalla cavalcantiana ‘Donna me prega’ (e sui complessi rapporti tra Dante e il "primo amico" Guido, segnalo le recenti acquisizioni di Enrico Malato). Non a caso, le "petrose" appaiono indissolubilmente legate da una serie di tessere lessicali, di sintagmi e di rimanti sia all’episodio di Francesca, sia a quello purgatoriale in cui Beatrice rimprovererà al poeta di averla abbandonata per seguire un amore che annienta ogni virtù individuale, facendo regredire chi lo prova a uno stato più vicino all’animale che all’uomo; una passione spossante cui Dante dimostra di sapersi sottrarre in ‘Doglia mi reca ne lo core ardire’, la sua canzone più lunga, nella quale è riaffermato il vitanovistico principio per cui è sbagliato "crede[re] amor fuor d’orto di ragione".

Ed è (anche) per questo che l’unione eterna tra i due che "paion sì al vento esser leggieri" non può costituire uno sconto di pena (come pure è stato detto): nella "schiera ov’è Dido", Elena e Paride sono nominati singolarmente; ed Enea, in questa prospettiva, è allora visto come l’eroe capace di riconoscere l’errore insito in un amore che lo avrebbe distolto da un’impresa grande e giusta. Nonostante la disinvoltura con cui intesse la propria confessione di riferimenti letterari, la colpa è tutta di Francesca: se c’è stata condanna divina, giusta per definizione, significa che c’è stata responsabilità, quindi libertà, e quindi tempo per scegliere (Inglese); il tempo intercorso tra desiderio e compimento, forse mimato, aggiungo io, dalla pausa che separa le due parti del discorso della donna.

La passione folle

Tra le tante zone del canto tormentate dall’esegesi sulle quali Pirovano acutamente torna a soffermarsi, farò qui menzione solo del "mal perverso" per il quale, nelle parole di Francesca, Dante ha mostrato quella pietà che ha indotto le due anime a fermarsi. Non si tratterebbe tanto di un riferimento alla pena cui esse devono sottostare, peraltro comune a tutti i lussuriosi, bensì alla passione folle che le ha (av)vinte, deviata rispetto all’oggetto a cui avrebbe dovuto tendere (e "perverso" sarà significativamente Lucifero, massimo esempio di deviazione da Dio).

A Francesca, l’unica donna a parlare oltre a Beatrice in tutto l’Inferno, Dante affida dunque il compito di rendere icastica (e indimenticabile) la riflessione sul sottilissimo confine varcando il quale l’amore, da spinta virtuosa, si fa dannazione eterna.

Una riflessione, mi permetto di suggerire, che forse il poeta estende anche al contiguo canto sesto dell’Inferno, in cui sono puniti i golosi. Anzitutto per questioni di ordine strutturale, dal momento che quello di Francesca è il primo episodio a travalicare la misura del canto all’interno del poema. In questa prospettiva va notato come proprio la prima terzina del sesto canto dell’Inferno fornisca il cruciale dato per cui i due amanti erano cognati, rendendo pertanto, sulla scorta di una corposa serie di fonti medievali, inammissibile la loro colpa. Un peccato, quello di lussuria, che secondo la linea seguita da Pirovano non va sbrigativamente liquidato come un vizio privato, bensì come una perversione che abbruttisce i rapporti interpersonali e mina la convivenza civile: proprio l’elemento su cui si concentrerà la riflessione di Ciacco a proposito dei mali che affliggono Firenze. Andrà quindi definitivamente abbandonata, come hanno in varia forma ribadito Michele Rinaldi e Saverio Bellomo, anche l’idea per cui il peccato di gola si configurerebbe come un semplice disordine alimentare e non come una deviazione verso la mollezza e la rilassatezza, capaci di scatenare gli istinti più bassi della natura umana (da cui la necessità di tornare a una lettura univoca dell’intero canto, che eviti una focalizzazione esclusiva sulla sua parte più propriamente "politica"). E non credo sia del tutto irrilevante, infine, notare come il canto sesto proponga la prima occorrenza del sintagma "ben far[e]", così centrale nella riflessione di Dante (e di Pirovano), e il primo riferimento al giudizio universale all’interno del poema, che stabilisce un legame proprio con il testo delle "petrose" in cui il poeta narra di una passione sfrenata che non "abbandona" l’uomo neppure alla fine dei tempi.

Seleziona il tag per leggere articoli con lo stesso tema:
dante alighieri donato pirovano poesia
Potrebbe interessarti anche
© Regiopress, All rights reserved