palazzo-delle-orsoline-una-storia-di-genere
ULTIME NOTIZIE Culture
Scienze
2 ore

Le lucciole preferiscono accoppiarsi lontano dai ‘riflettori’

La luce artificiale troppo forte rende faticosa la riproduzione. L’inquinamento luminoso ha degli effetti sul declino di alcune popolazioni di insetti.
IL RACCONTO
4 ore

Pomeriggio valdostano

Una passeggiata racconto fra le opere degli espressionisti svizzeri in mostra al Museo Archeologico Regionale di Aosta
L’INCONTRO
6 ore

Per fare cinema: trovare la propria strada e lottare

Kelly Reichardt, la regista ‘libera e coraggiosa’ è stata insignita del Pardo d’onore. Testimone della contemporaneità, narratrice in punta di piedi.
Spettacoli
6 ore

Boom di spettatori al Locarno Film Festival: +60,4%

Si chiude positivamente il bilancio della 75ma edizione del Festival del cinema: 128’500 gli spettatori complessivi alle proiezioni
Scienze
6 ore

Pensare stanca, fa accumulare sostanze tossiche nel cervello

Per i ricercatori vale il vecchi rimedio: riposare e dormire. ‘Ci sono molte prove che indicano che il glutammato viene eliminato durante il sonno’
Pardo Verde Wwf
10 ore

Un premio non si rifiuta mai: vince ‘Matter Out of Place’

Il documentario di Nikolaus Geyrhalter conquista il Pardo Verde Wwf come opera che meglio affronta una tematica ecologica
Locarno 75
10 ore

A ‘Last Dance’ e ‘Annie Colère’ gli ultimi due premi

Al primo è andato il Prix du Public UBS; al secondo, il Variety Piazza Grande Award.
Scienze
12 ore

Le ondate di calore pesano su corpo e mente

Dopo Covid-19 e guerra in Ucraina, le temperature eccessive minano la salute (anche psicologica) delle persone
Scienze
23 ore

La Luna ha ereditato dei gas nobili dalla Terra

La scoperta dei ricercatori del Politecnico di Zurigo premette di comprendere meglio la formazione del nostro satellite
Locarno 75
1 gior

Il Pardo d’oro è brasiliano: vince ‘Regra 34’ 

Quello diretto da Julia Murat è il Miglior film; Premio speciale Giuria a ‘Gigi la legge’; Pardo a ‘Tengo sueños eléctricos’, regia e interpretazioni
In concorso
1 gior

Abbas Fahdel e la piccola storia che diventa grande

Il martoriato Libano in ‘Hikayat elbeit elorjowani’, l’epifania cinematografica del regista franco-iracheno-libanese
Piazza Grande
1 gior

Il dolore per il Bataclan si rinnova

Nel giorno dell’accoltellamento di Salman Rushdie, ‘Vous n’aurez pas ma haine’ riapre ferite, ma Kilian Riedhof riduce un attentato a un fatto privato
Spettacoli
1 gior

‘Questo è un giorno molto triste per Los Angeles’

Il cordoglio di Ellen DeGeneres per la morte di Anne Heche, sua compagna dal 1997 al 2000. ‘Ai figli, alla famiglia e agli amici tutto il mio amore’
Culture
1 gior

Lutto nel mondo della cultura italiana: è morto Piero Angela

‘Buon viaggio papà’, scrive Alberto Angela sui suoi profili social annunciando la scomparsa del padre
Locarno 75
1 gior

La presidenza di Marco Solari ai titoli di coda

Già nell’aria da tempo, la notizia trova conferma: nel 2024 ci sarà il cambio della guardia al Locarno Film Festival
08.02.2022 - 22:41

Palazzo delle Orsoline, una storia di genere

Pubblicati gli annali delle religiose che vivevano nel collegio di Bellinzona prima che diventasse sede del governo

Per bellinzonesi e ticinesi il nome, Palazzo delle Orsoline, ha ormai perso l’aspetto religioso e rimanda al governo e al parlamento cantonali, a consegne di firme, manifestazioni di protesta e cerimonie ufficiali. Una targa ricorda il “già convento del XVIII secolo” e la memoria va alle truppe napoleoniche, alla Repubblica elvetica, alla nascita del Canton Ticino e infine alla soppressione dei conventi. Una storia incompleta e parziale che dimentica il punto di vista di chi da quelle mura venne cacciato prima dai soldati e poi dalle istituzioni: le orsoline, appunto, la cui storia è adesso ricostruita in un volume interessante non solo per gli studiosi dal momento che contribuisce a superare alcuni pregiudizi, iniziando da quello che vede le religiose soggetti passivi e isolati dal mondo esterno. Il libro ‘Un’illusione di femminile semplicità’, curato da Miriam Nicoli, esperta in storia sociale della cultura, e Franca Cleis, scrittrice e ricercatrice della scrittura femminile nella Svizzera italiana e pubblicato dalla casa editrice Viella di Roma, sarà presentato domani alle 18.30 nella Sala del Gran Consiglio, a Palazzo delle Orsoline, appunto. Il volume restituisce un’immagine molto diversa delle orsoline: un convento aperto al mondo e ai cambiamenti sociali e politici e una comunità femminile che, certamente nei limiti imposti dalla società dell’epoca, cercava attivamente di determinare il proprio futuro.

Il libro include, oltre ad alcuni saggi, la prima edizione integrale degli Annali e di altri documenti del periodo e si inserisce nel progetto “Traces de vie vécue. Parcours d’hommes et de femmes au prisme des écrits du for privé” diretto da Miriam Nicoli e finanziato dal Fondo nazionale svizzero per la ricerca scientifica.

«Nel libro abbiamo voluto proporre una discussione trasversale e critica sui percorsi di vita religiosa e la loro complessità tra adeguamento alla norma, conflitto e rottura, allo scopo di problematizzare modelli analitici totalizzanti» ci ha spiegato Miriam Nicoli. «Le storie di vita se sapientemente contestualizzate con approcci microstorici e attenti alla dimensione di genere rappresentano infatti il luogo nel quale le donne escono dall’anonimato e sfuggono al rischio della generalizzazione». Come indicato dal titolo scelto per il libro: quella “illusione di femminile semplicità” che riprende una frase della scrivana Giuseppa Marianna Mariotti: «La frase ci ha subito interpellate poiché il nostro approccio alla storia mira a raccontare la molteplicità delle traiettorie di vita, i diversi modi di essere donna nel passato, indagando al di là di norme e strutture. Oggigiorno, la storiografia attenta al genere cerca di scardinare una narrazione incentrata su stereotipi che vanno a ridurre e appiattire – a semplificare – le figure femminili e di conseguenza l’identità delle donne».

Figure complesse: come si evidenzia nel libro, quello di Bellinzona era un “collegio di nobile famiglia”, nato non da un’iniziativa femminile spontanea ma dall’iniziativa di del canonico Pietro Antonio del luogotenente Fulgenzio Maria Molo-Sermayno, uomo politico senza eredi maschi ma con otto figlie femmine “da collocare”. Anche per via dei costi relativamente alti, e dettagliatamente ricostruiti nel testo, per accedervi, il collegio rimase legato al patriziato locale. Da notare che le orsoline di Bellinzona professavano solo voti semplici che, al contrario di quelli solenni, non comportavano l’obbligo di clausura. Le orsoline godevano di una certa autonomia economica, possedevano beni materiali tra cui diversi libri. Segno di un buon livello culturale che trova conferma nella lettura degli Annali stessi, nel quale sono ricostruiti i conflitti interni alla comunità – con lo scontro tra diverse concezioni della vita conventuale che ha portato anche alla fuga, travestite da contadine, per appellarsi al vescovo di Como – e poi ovviamente l’arrivo delle truppe napoleoniche. Qui è interessante non solo l’impegno delle orsoline per vedersi riconoscere i propri diritti con opinioni chiare e ben argomentate, ma anche la cronaca degli eventi storici letti razionalmente e non in chiave provvidenzialistica, “andando a conformarsi ad una religiosità povera di eventi mistico-visionari”.

«Il lavoro di ricerca è stato lungo ma estremamente interessante e arricchente» ha spiegato Nicoli. «Cercando di capire e contestualizzare in modo critico gli eventi citati negli Annali, editi integralmente nel libro, abbiamo scoperto numerose fonti inedite in archivi svizzeri e italiani. Sono emerse soprattutto fonti di mano femminile che testimoniano della buona alfabetizzazione delle religiose e della loro autonomia. Purtroppo, le fonti di mano femminile, sono sovente nascoste in incarti che non danno visibilità alle donne, le quali di conseguenza restano poco valorizzate».

Vi sono altri “tesori” del genere negli archivi ticinesi e svizzeri? «Certamente. Con Franca Cleis ad esempio abbiamo appena pubblicato una ricchissima cronaca seicentesca, redatta da una monaca di Claro (Ippolita Orelli) nel libro ‘La Gran regina del Cielo e le Benedettine di Claro’ (Dadò, Locarno 2021). Partendo da questa scrittura inedita proponiamo una riflessione sui legami tra donne e fede, tra la Vergine Maria e le sue figlie».

Seleziona il tag per leggere articoli con lo stesso tema:
orsoline storia
Potrebbe interessarti anche
© Regiopress, All rights reserved