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Philippe Jaccottet (Keystone)
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25.02.2021 - 18:060

Addio al poeta e traduttore Philippe Jaccottet

Considerato uno dei maggiori poeti europei, ha anche pubblicato numerosi volumi in prosa, diari, riflessioni sulla poesia, in particolare quella francese, e sulla traduzione

Il poeta, traduttore e critico letterario svizzero Philippe Jaccottet è morto all'età di 95 anni al suo domicilio di Grignan, nel sud della Francia. Il vodese è stato uno dei rari scrittori svizzeri (accanto a Jean-Jacques Rosseau, Blaise Cendrars e Charles-Ferdinand Ramuz), e il solo da vivente, a essere stato pubblicato nella Bibliothèque de la Pléiade, la più prestigiosa collana editoriale francese.

Il decesso è stato comunicato a Keystone-ATS dalla famiglia. Jaccottet era nato il 30 giugno 1925 a Moudon (VD). Dopo gli studi in lettere all'università di Losanna, ha vissuto a Parigi per un breve periodo, lavorando come corrispondente dell'editore Henry-Louis Mermod (che aveva conosciuto a Losanna nel 1944). Nel 1953 si è stabilito a Grignan con la moglie neocastellana Anne-Marie, illustratrice e pittrice. I funerali si svolgeranno nella più stretta intimità.

È considerato uno dei maggiori poeti europei. Ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui il Goncourt per la poesia nel 2003 e il Gran Premio Schiller nel 2010, e un numero considerevole di saggi è stato dedicato alla sua opera. Accanto alla poesia, ha pubblicato numerosi volumi in prosa, diari, riflessioni sulla poesia, in particolare quella francese, e sulla traduzione.

Ha tradotto in francese dal greco antico (l'Odissea di Omero), dal tedesco (Goethe, Hölderlin, Rilke, Thomas Mann, Ingeborg Bachmann, tutta l'opera di Musil), dall'italiano (Leopardi, Cassola, Ungaretti, Giovanni Raboni), dallo spagnolo (Góngora) e anche dal russo (Osip Emilevic Mandelstam, Marina Ivanovna Cvetaeva), dal ceco e dal giapponese.

Il poeta si è rivelato durevolmente con la pubblicazione, presso l'editore Gallimard, lo stesso che cura la Pléiade, di ‘Airs’ nel 1967. "Questa raccolta ebbe l'effetto di una rivelazione", diceva la scorsa estate a Keystone-ATS José-Flore Tappy, poetessa e amica intima dello scrittore, che ha diretto la pubblicazione delle sue opere nella Pléiade.

Il vodese ha dato risposte ad aspettative diffuse dopo la Seconda Guerra mondiale, quando tutto doveva essere ricostruito. Per gli scrittori e i poeti, non fu facile riprendere la penna. Come si può continuare a scrivere? Cosa si può dire? Jaccottet, come molti altri, si è posto queste domande, affermava Tappy.

Recentemente tradotto in cinese

Prova che le parole di Jaccottet continuano ad avere ampia risonanza, il saggio "Le Bol du pèlerin" (edito da Morandi nel 2001) è stato recentemente tradotto in cinese. Più di 8000 copie del libro sono state pubblicate per accompagnare una grande mostra dedicata al pittore italiano Giorgio Morandi, aperta a Pechino lo scorso dicembre.

La sua opera è stata tradotta in una ventina di lingue ed è stata resa interamente in tedesco da Hanser, di Monaco di Baviera, con un'ultima pubblicazione nel 2018: "Gedanken unter den Wolken" (titolo originale "Pensées sous les nuages", del 1983). È anche abbondantemente disponibile in italiano grazie al poeta e critico letterario Fabio Pusterla, che ha anche curato la prefazione alla Pléiade.

Per quanto concerne la produzione poetica, grazie al ticinese il pubblico italofono ha accesso a "Il barbagianni. L'ignorante" (pubblicato da Einaudi nel 1992 con un saggio di Jean Starobinski), "Libretto" (Scheiwiller, 1995), "Paesaggi con figure assenti" (Dadò, 1996), "Alla luce d'inverno. Pensieri sotto le nuvole" (Marcos y Marcos, 1997), "E, tuttavia - Note dal botro" (Marcos y Marcos, 2006). Nella lingua di Dante sono pure disponibili "Elementi di un sogno" (Hestia, 1994), "Quegli ultimi rumori..." (Crocetti, 2021).

In prosa sono stati tradotti i racconti come "L'oscurità" (Fazi, 1998), le variazioni sull'opera di Giorgio Morandi in "La ciotola del pellegrino (Morandi)" (anche questa traduzione di Pusterla, edito da Casagrande nel 2007) e i saggi "Austria" (a cura di Pusterla, Bollati Boringhieri, 2003) e "La parola Russia" (a cura di Antonella Anedda, Donzelli, 2004).

Gli archivi di Jaccottet sono depositati alla Biblioteca cantonale e universitaria di Losanna.

 

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