Critico letterario molto apprezzato, Santagata è stato anche scrittore di successo, vincitore del Campiello nel 2003

Era malato da tempo, ma l'infezione del Covid ha fatto precipitare il suo quadro clinico già compromesso. Stamani all'ospedale di Pisa si è spento Marco Santagata, 73 anni, scrittore ed ex docente dell'università della città, critico letterario e dantista di grande valore oltre che uno dei massimi esperti della lirica italiana, da Petrarca a Leopardi. È stato il rettore dell'università di Pisa, Paolo Mancarella, ad annunciare la sua morte. "Con Marco - ha scritto Mancarella in un messaggio - ci lascia un grande intellettuale e un amico generoso. Di lui oltre al grande sapere, ci mancheranno l'infinita curiosità, il desiderio di conoscere e la sottile ironia. È stato uno dei grandi maestri del nostro ateneo e il vuoto che lascia difficilmente sarà colmabile. Anche per questo, in segno di riconoscimento, avevo pensato a lui come professore emerito". Poi la famiglia, con il figlio Andrea, ha confermato la notizia con un post sui social con cui ha ringraziato "lo staff medico e ospedaliero che lo ha seguito e i tanti amici che hanno manifestato in questi giorni la loro vicinanza". Cordoglio dal ministro Dario Franceschini: "Con la scomparsa di Marco Santagata, membro del Comitato per le celebrazioni dei 700 anni dalla morte di Dante Alighieri nel 2021, la cultura italiana perde uno studioso e dantista di grande valore, un narratore appassionato e un acuto critico letterario". Hanno reso omaggio alla figura del grande dantista di Santagata anche i governatori della Toscana e dell'Emilia Romagna, sua terra d'origine (era nato a Zocca, in provincia di Modena), Eugenio Giani e Stefano Bonaccini: "Era uno fra i più autorevoli biografi di Dante al mondo", ha detto il primo e il secondo ha aggiunto: "Ha saputo utilizzare la sua profonda conoscenza per produrre saggi e pubblicazioni scientifiche e creare romanzi che portavano la poesia nella vita contemporanea e quotidiana di tutti noi".
Santagata è stato un dantista eccezionale e un critico letterario molto apprezzato, ma anche scrittore di successo: vinse il premio Campiello nel 2003 con 'Il maestro dei santi pallidi' e il premio Stresa nel 2006 con 'L'amore in sé'. La Fondazione Campiello e il comitato di gestione del premio hanno celebrato "l'intellettuale di altissimo livello, tra i massimi studiosi di Dante, personaggio eclettico, tanto da aver conquistato i lettori anche con le sue opere di narrativa". "Pisa - ha affermato il sindaco Michele Conti esprimendo a nome dell'amministrazione il cordoglio alla famiglia - è abituata per solido e antico legame con l'Università ad avere in città studiosi di fama mondiale e oggi ci lascia uno dei più illustri. Le sue attività di studioso, riconosciuto e stimato a livello internazionale, intorno alle figure e alla poetica di Dante, Petrarca, Boccaccio ma anche di Leopardi sono state motivo di orgoglio per l'ateneo e per l'intera città. Mi auguro che potremo trovare il modo di ricordare il valore dei suoi studi organizzando a Pisa un appuntamento in occasione delle celebrazioni ufficiali per il 700/o anniversario della morte di Dante Alighieri".