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08.07.2020 - 17:02
Aggiornamento: 17:48

Ticino Musica, il Festival c'è ed è quasi un open air

Da sabato 18 luglio (Piazza Manzoni) a giovedì 30 (Boschetto Parco Ciani) e in giro per il cantone, in sicurezza. L'evento presentato oggi a Lugano

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Gabor Meszaros, direttore artistico del Festival
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«Ce l’abbiamo fatta, e non era per niente evidente». L’aria di chi sta per uscire dal tunnel delle arti chiuse a chiave non si sa fino a quando (tunnel definitivamente percorso, tutti si augurano) è anche quella di Ticino Musica, Festival che riuscirà a segnare la sua 24esima tacca. «Il nostro piccolo festival di musica classica, che ospita non solo i grandi nomi ma anche il meglio della gioventù internazionale si farà», esordisce nella sala consiliare del Municipio di Lugano il suo direttore artistico Gabor Maszaros. «Il nostro piccolo grande festival», gli fa eco Marco Borradori. «In questi mesi – commenta il sindaco di Lugano – noi politici ci eravamo abituati a cancellare date sull’agenda». Da cui il grazie al festival per aver «tenuto duro», per aver consolidato il tutto «in un paio di settimane ed era tutto pronto», e il grazie per la ‘prima’ in Piazza Manzoni – sabato 18 luglio alle 21 con il Trio Bellevue, ovvero la violinista Veronica Miecznikowski, il violoncellista Sandro Meszaros e il pianista Andrea Jermini – «motivo di orgoglio e fierezza» (in collaborazione con il LongLake Festival). Di eco in eco: «Il quadro era nerissimo per la musica e per la cultura. Si pensava di non poter fare praticamente nulla. Ma l’offerta, soprattutto musicale, si è rivelata possibile e di tutto rispetto», parole di Roberto Badaracco, capodicastero Cultura, Sport ed Eventi di Lugano.

La classica amplificata ad hoc

Tornando a Maszaros: «Sarà innanzitutto il Festival «anti-Covid, parola che ha segnato le nostre vite negli ultimi mesi, con il bisogno di vicinanza umana che è diventato un concetto ancor più scontato. A marzo-aprile, immaginandoci il nulla magari sino a dicembre, abbiamo comunque deciso di aspettare fino all’ultimo. Fino al 27 maggio, quando il governo svizzero, adeguando le regole, ci ha concesso di poter realizzare un festival in linea con le direttive». E sarà un Festival, novità ancor più concreta, prevalentemente all’aperto, anche detto ‘open air’, concetto che ci ha abituati ai raduni pop-rock-hip hop e limitrofi, ora esteso alla classica. Non solo Piazza Manzoni, ma pure il Parco Ciani (Boschetto), con la serie di concerti ‘Pranzo in musica’ (dal 25 al 30 luglio alle 12.15) e alcuni appuntamenti serali, o la Corte del Municipio di Bellinzona. «È un momento del tutto speciale – continua Meszaros – e mi sono detto ‘Facciamo esperimenti!’». Il trio di musica classica in una piazza pubblica: «Perché non osare, chiedendo consulenza ai fonici di ReteDue per un tipo d'amplificazione che non sia rock». Da applicarsi in quello che in fondo è «il posto più sicuro che c’è».

Preso atto che in piena emergenza sanitaria era già deciso che Il Barbiere di Siviglia non avrebbe aperto il Festival (lo farà nel 2021), l’International Young Composers è già online da marzo, guidata dal compositore italo-svizzero Oscar Bianchi con Francesca Verunelli. I giovani si affiancheranno al cartellone degli eventi ‘fisici’ con la sezione ‘Compositori svizzeri contemporanei si presentano’, un’ora in cui gli stessi parleranno del proprio modo di comporre, col gran finale in streaming da Parigi (il 29 e 30 luglio) del Quatuor Diotima, quartetto d’archi leader nell’interpretazione del repertorio contemporaneo.

Il programma

Tra gli eventi di punta di questa edizione, il chitarrista Pablo Márquez che porta Bach nella Chiesa di San Borromeo in Nassa (domenica 19 luglio), il trio formato da Marco Rizzi (violini), Coreinne Contardo (viola) e Giovanni Gnocchi (violoncello), che martedì 21 luglio al Boschetto del Parco Ciani eseguiranno il Divertimento per archi K 563 di W.A. Mozart. E poi il pianista Ulrich Koella (Mozart e Brahms di venerdì 24, sempre al Boschetto). Márquez tornerà nella Chiesa di San Bartolomeo domenica 26 luglio insieme al sopraccitato trio e al direttore di Ticino Musica al fagotto. Tra i grandi nomi si aggiunge il Quartetto Eos, Ensemble in residence di Ticino Musica (Alessandro Acqui alla viola, Giacomo del Papa al violino, Silvia Ancarani al violoncello), in ‘tour’ anche a Bellinzona, Rovio, Sorengo, Mesocco. Al di là di questi eventi, i concerti dei ‘Giovani maestri’ saranno concentrati della Chiesa Evangelica di Ascona (oltre che nel Boschetto). Da segnalare ancora il ritorno di ‘Musik und Wort’, con letture in tedesco di Dorothea Wiehmann insieme ai giovani chitarristi della classe di Pablo Márquez (ad Ascona). Spazio all’Ensemble di violoncelli (il 29 luglio a Bellinzona) capitanati da Giovanni Gnocchi, e alle tastiere antiche (organo, clavicembalo e Hammerklavier), in un festival nel festival itinerante condotto da Stefano Molardi, uno dei massimi esperti in questo settore, con fulcro a Soazza, sede del prezioso organo Vedani. L’ultimo atto, previsto per tradizione nell’aula magna del Conservatorio (il concerto con i migliori partecipanti) è annullata. La chiusura del Festival è affidata a Giovanni Gnocchi, il 30 luglio al Boschetto Parco Ciani.

Il futuro è 'aperto'

Da Janos a Gabor, di padre in figlio. Nel 2021, Ticino Musica festeggerà il suo 25esimo. Una formula, l'open air, che potrebbe attirare molti giovani. «Non soltanto, direi – replica a laRegione Meszaros – ma la gente tutta. Ci sono persone anche dai quaranta in su che non sono abituate ad andare a un concerto di classica. I giovani magari vi si avvicinano più facilmente, salvo perdersi col tempo, magari distratti dal lavoro o da altra musica. Chi ha esperienza con la musica suonata in giovane età è facilitato». Anche il futuro sarà open air? «Dipenderà dal risultato di questa edizione», chiude Meszaros. «Ora dobbiamo soltanto dedicarci a realizzare il Festival nel migliore dei modi» (programma completo disponibile su www. https://www.ticinomusica.com/it/festival/eventi)

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