Dal 14 novembre 2024 al 29 marzo 2027, un'esposizione ripercorre la visione di Egidio Costantini e il cruciale sostegno di Peggy Guggenheim per il vetro muranese.
Dal 14 novembre 2024 al 29 marzo 2027, la Collezione Peggy Guggenheim di Venezia presenta "Fucina degli Angeli. Peggy Guggenheim e il vetro artistico del Novecento", una mostra che rilegge, alla luce di un'accurata ricostruzione storica, una delle vicende più visionarie del vetro muranese del secondo dopoguerra.
Curata da Cristina Beltrami, la mostra ripercorre l'avventura creativa della Fucina degli Angeli, nata dall'intuizione di Egidio Costantini alla metà degli anni Cinquanta. Peggy Guggenheim sostenne Costantini nei momenti cruciali e contribuì all'affermazione internazionale del progetto, non solo acquistando numerosi pezzi per la sua collezione, ma ampliando i contatti dell'artista ai maggiori protagonisti dell'arte del Novecento e indicandogli una strategia espositiva frutto della sua ampia esperienza di gallerista e mecenate.
Brindisino di nascita ma veneziano d'elezione, Egidio Costantini (1912-2007) visse la stagione muranese degli anni Cinquanta, l'incontro tra artisti di fama internazionale e alcuni tra i più talentuosi maestri vetrai. Murano divenne terreno fertile per il dialogo dando vita a sperimentazioni che spinsero il vetro al limite delle sue possibilità tecniche ed espressive.
Dopo l'esperienza del Centro Studio Pittori nell'Arte del Vetro (1953-55), nel 1955 Costantini inaugurò in campo Santi Filippo e Giacomo una galleria specializzata in vetro artistico che, su suggerimento di Jean Cocteau, prese il nome di Fucina degli Angeli. Seguiva ogni fase del processo creativo: dall'ideazione, spesso elaborata attraverso il disegno degli artisti, alla traduzione in vetro nelle fornaci di Murano, fino alla presentazione al pubblico.
Dal 1964 le opere della Fucina furono presentate in gallerie di primo piano come il Naviglio a Milano (1964-1965), la Galleria dell'Obelisco a Roma (1965) per arrivare a conquistare il Museum of Modern Art (MoMA) di New York (1965) con Sculpture in Glass, prima esposizione di scultura in vetro ospitata dal museo statunitense. È in quest'occasione che la rivista "Time" definì Costantini "un visionario contemporaneo veneziano, dedito a restituire al vetro la magnificenza dei secoli precedenti".
L'esposizione riunisce oltre cento opere provenienti da istituzioni internazionali, tra cui la Fondation Marguerite Arp di Locarno, l'Historisches Museum di Basilea, il Kunstmuseum Walter di Augsburg, il Museo cantonale di design e arti contemporanee applicate (mudac) di Losanna e il Museum of Fine Arts di Boston, a cui si aggiungono opere del Museo del Vetro di Murano, dell'Archivio Fucina degli Angeli e della Collezione Peggy Guggenheim, oltre che da gallerie e collezioni private. Tra di esse "Concetto Spaziale - Construction" (1964), donato a Peggy Guggenheim e oggi conservato al Museum of Fine Arts di Boston.
La mostra sarà accompagnata da un catalogo illustrato pubblicato da Marsilio Arte, a cura di Cristina Beltrami, con i contributi di Marianna Rossi e Stefano Turina.