Come la Confederazione, anche La Posta possiede una collezione d'arte, benché sconosciuta ai più. Ma la situazione dovrebbe cambiare grazie all'esposizione "Heimatflimmern" al Museo d'arte di San Gallo che presenta una cernita di lavori raccolti in oltre un secolo, grazie a un'ordinanza del 1887.
Da quella data La Posta si impegna in favore della creazione artistica in Svizzera. Attualmente possiede circa 500 opere e ne acquista regolarmente di nuove stando alla responsabile Diana Pavlicek, che dirige questo servizio dal 2019, sentita da Keystone-ATS. L'azienda gestisce inoltre un portafoglio dedicato all'arte nell'architettura, sostenendo così gli artisti in Svizzera.
Quando si pensa alla Posta vengono in mente gli autobus, lettere e pacchi, ma meno l'arte. Quali sono i punti in comune?
Diana Pavlicek: La Posta s'impegna da anni per la promozione della creazione artistica in Svizzera basandosi su un'ordinanza della Confederazione del 1887 e su un'altra del 1924. Un tempo, il motto della Confederazione era: "Fai del bene e non parlarne". Oggi le cose sono cambiate.
Quali opere possiede La Posta?
La collezione è molto vasta. Spazia dalla fotografia, alla pittura, al collage, all'incisione e al disegno, fino alle sculture e agli oggetti.
E qual è concretamente il suo compito?
Una delle mie precedenti interviste era intitolata "La custode dell'arte". Ho la fortuna di svolgere un lavoro meraviglioso che mi permette, ad esempio, di occuparmi della conservazione di numerose opere d'arte integrate nell'architettura, portando avanti al contempo i nostri impegni in materia di promozione culturale. Continuiamo ad acquisire opere, sostenendo così gli artisti legati alla Svizzera. Ma non ci limitiamo ad acquistare: affidiamo anche incarichi mirati.
Cosa distingue la collezione d'arte della Posta da quella di altre aziende?
Il panorama delle collezioni d'arte aziendali in Svizzera è molto variegato. Quella della Posta si distingue, da un lato, per la sua longevità. È una delle più antiche collezioni d'arte aziendali della Svizzera. Dall'altro lato, poniamo chiaramente l'accento su temi d'attualità che stanno molto a cuore alla popolazione. Inoltre, grazie alla nostra partnership con "Art dans la périphérie", sosteniamo l'arte al di fuori dei centri urbani.
In base a quali criteri acquistate nuove opere?
È importante che le opere affrontino temi di attualità, mostrando attraverso l'arte ciò che sta a cuore al nostro Paese. Una commissione decide quali opere acquistare. Comperiamo esclusivamente opere di artisti legati alla Svizzera e intendiamo privilegiare prevalentemente i giovani. Per le acquisizioni disponiamo di un budget annuale che si colloca nella fascia inferiore di un importo a sei cifre.
Le opere sono visibili al pubblico?
Attualmente disponiamo di circa 500 pezzi nella nostra collezione. L'obiettivo principale è che, a lungo termine, la maggior parte delle opere sia visibile al pubblico. Al momento, molti lavori sono collocati in diversi uffici della Posta sparpagliati in tutta la Svizzera. I progetti di arte nell'architettura, che si trovano sopra, all'interno e davanti agli edifici della Posta e che sono stati creati appositamente per questi luoghi, sono visibili a tutti. Come nel caso dell'attuale mostra "Heimatflimmern" al Museo d’arte di San Gallo, le opere devono essere esposte al pubblico in collaborazione con altri musei.
Ma un museo proprio per esporre le opere della collezione della Posta non è all'ordine del giorno?
Il Museo della comunicazione di Berna è il nostro museo aziendale. È sostenuto dalla Posta e da Swisscom. Lì possiamo conservare le nostre opere in modo professionale quando non sono esposte. Non è prevista la creazione di un altro museo dedicato alla collezione d'arte della Posta. Saremmo felici di poter esporre le opere in modo permanente al Museo della comunicazione, ma per il momento ciò non è possibile per mancanza di spazio.
Quali sono, secondo lei, i pezzi migliori della vostra collezione d'arte?
Personalmente, mi rallegra il fatto che una delle prime opere acquisite dalla Posta sia della pittrice svizzera Hanni Bay. Ciò dimostra che la Posta ha sostenuto le donne sin dall'inizio. Allo stesso modo, negli anni ’50 del secolo scorso Elsbeth Gysi vinse il concorso per la progettazione artistica della filiale di Langnau (BE). Nel centro smistamento posta e pacchi di Zurigo-Mülligen è possibile ammirare anche un'opera d'arte integrata nell'architettura di Mario Merz, un artista italiano di fama mondiale oggi scomparso.