Un evento promosso dal teatro partenopeo (diretto da Laurito) e dalla Fondazione Campania dei Festival (diventerà anche uno speciale che trasmetterà la Rai), prodotto da FILMTPRO. L'incontro ha preso spunto dal libro-intervista "Mettetevi Comodi", scritto dal giornalista Andrea Scarpa per Fuoriscena, punto di partenza per un racconto intimo e brillante che attraversa ricordi personali, aneddoti, passioni e visioni culturali di Renzo Arbore.
Ad arricchire il racconto nel teatro di una personalità poliedrica, filmati delle tournée internazionali con l'Orchestra Italiana, insieme con stralci delle più celebri trasmissioni televisive e radiofoniche che hanno segnato intere generazioni, restituendo al pubblico il ritratto di un artista che ha saputo innovare linguaggi, valorizzare la tradizione e portare la cultura napoletana nel mondo con eleganza, ironia e profondità. Sul palco due grandi artisti, ma, soprattutto, due grandi amici ('Renzo è un grande signore, una persona elegante' ha detto l'attrice e che esplora 'tutte le arti in lungo e in largo') nel solco di un rapporto consolidatosi negli anni e che ha coinvolto il pubblico (in platea diversi artisti, protagonisti della televisione e del teatro).
Coinvolgimento sentito sul palco e fra gli spettatori in diverse occasioni: quando sono stati evocati, nei filmati e nei ricordi, artisti come Pino Daniele (debuttò alla trasmissione 'L'altra Domenica' con 'Na tazzulella 'e cafè), Massimo Troisi (che a Firenze canta con l'Orchestra Italiana la canzone celebre del capoluogo toscano con una napoletana), Renato Carosone, Totò (morto il quale la sua nobiltà di cuore e la sua funzione 'consolatoria' di unire Nord e Sud, ricco e povero, si è persa e gli avversari sono diventati nemici), Sergio Bruni e Murolo, uno spettacolo per il primo scudetto del Calcio Napoli (e non è mancato nella sala un grido, 'Forza Napoli'). Un filo unico legato a Napoli che si è snodato anche in episodi esilaranti come le sue visite dal sarto o gli scherzi a Roberto Murolo ('credeva a tutto, una volta lo portammo a Posillipo dicendo che erano arrivati i marziani').
Un uomo - accompagnato sul palcoscenico da una donna brillante e anch'essa emozionata - che ha raccontato, anche col linguaggio del suo corpo condizionato dall'età, che gli anni non contano quando le emozioni mostrano uno spirito vivace e curioso.