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Masi
02.09.2022 - 09:24
Aggiornamento: 16:45

Il disegno o l’arte di portare ‘a spasso’ la linea

Il Museo d’arte della Svizzera italiana di Lugano dedica una mostra alle opere di Paul Klee della Collezione Helft. Da domenica all’8 gennaio ’23

il-disegno-o-l-arte-di-portare-a-spasso-la-linea
© Nicolas Borel
Spiriti del teatro 1939 Acquerello su carta su cartone
+7

«Il disegno è l’arte di condurre una linea a fare una passeggiata». E Paul Klee – la citazione è sua – di certo ha saputo accompagnare le linee delle sue opere in sentieri finanche funambolici.


© Nicolas Borel
L’altra stanza dei fantasmi (nuova versione) 1925 Disegno a ricalco a olio e acquerello su carta su cartone

L’artista (nato a Münchenbuchsee nel 1879 e morto a Muralto nel 1940) nel corso della sua esistenza ha messo insieme, senza eufemismi, una colossale produzione, dedicando molte delle sue ore allo studio e alla realizzazione di disegni, in varie tecniche. Basti pensare che l’intero corpus conta all’incirca novemila opere e una buona metà sono disegni.

Questo breve preambolo per introdurre la mostra ‘Paul Klee. La Collezione Sylvie e Jorge Helft’, che trova spazio al Museo d’arte della Svizzera italiana (Masi) di Lugano e presentata ieri in conferenza stampa. Curata da Francesca Bernasconi e Arianna Quaglio, l’esposizione sarà visitabile da domenica 4 settembre prossimo all’8 gennaio 2023, accompagnata da un prezioso catalogo. Come recita il titolo, il Masi presenta la raccolta di disegni e incisioni della Collezione Helft, famiglia che ha acquistato il suo primo Klee una cinquantina di anni fa. La Collezione privata conta una settantina di opere, fra disegni a matita, penna, pastelli, acquerelli, acqueforti e litografie che raccontano un ampio spaccato della produzione artistica di Klee: dal 1914 circa alla sua morte. Il nucleo raccolto dagli Helft a partire dagli anni Settanta mette in luce la forza e l’essenzialità del disegno e della linea, come forza generatrice e concretizzazione del fare creativo.

Il fondamento della linea

Genere non subordinato agli "aristocratici" dell’espressione artistica, il disegno non è considerato da Klee (dal tratto abile) come schizzo o bozzetto preparatorio, bensì è opera a sé stante. Nella testa aveva la linea dell’arte preistorica e dei disegni dei bambini – spontanea, autentica, essenziale –: partendo da lì, l’artista "porta a spasso" le sue linee, che sono dritte, spezzate, verticali, orizzontali, tonde, numeri, segni, lettere, simboli. L’elemento non è "solo" un atto, bensì è fondamento chiave di qualunque pensiero espressivo (e anche teorico), sia esso ironico, umoristico, drammatico e divertito, ma anche narrativo.

"Fra i maestri indiscussi del Novecento (…) Klee resta una figura per certi versi enigmatica, nonostante le innumerevoli pubblicazioni ed esposizioni dedicate negli anni alla sua opera (…). Klee ha partecipato attivamente a episodi fondamentali della storia dell’arte del XX secolo. Ognuna delle esperienze ha segnato in qualche modo la sua vita artistica senza tuttavia inquadrarla in schemi predefiniti, lasciandola libera dai condizionamenti". Come lo era la sua linea; come lo era lui rispetto alla storia. Il virgolettato è parte del testo che accoglie il visitatore in principio di mostra che, come chiave di lettura, dà gli elementi essenziali per leggere quanto verrà dopo. La concezione d’allestimento è votata all’intimità, da una parte per ossequiare il carattere privato della collezione, dall’altra per sollecitare il dialogo fra le opere. Sette le sezioni in cui la settantina di disegni è suddivisa e che esplorano i temi ricorrenti della produzione di Klee, che coincidono altresì con momenti clou della sua "continua formazione". Cornice dopo cornice, si attraversano allora le Forme in divenire, sezione dove è impossibile non scorgere l’ombelicale legame con la natura, la sua organicità. Ecco il Periodo fra le due guerre e gli anni del Bauhaus, in cui emerge ‘L’altra stanza dei fantasmi (nuova versione)’ del 1925, la prima opera acquistata da Jorge Helft, nel 1970. Proseguendo c’è La figura umana e il mondo animale, dove salta all’occhio una fra le cifre stilistiche di Klee: la costruzione di personaggi con pochi tratti, nonché l’interesse per le dinamiche di interazione fra uomo e animale (spesso antropomorfizzato). Arrivano quindi i Frammenti narrativi, attraverso cui l’artista indagava le dinamiche di potere. In Klee e le arti performative i lavori esposti testimoniano legame e competenza dell’artista in fatto di opera, teatro, arti circensi, poesia, danza e naturalmente musica (in cui aveva una solida formazione poiché figlio del professore di musica Hans Klee e della cantante Ida Frick). Chiude il periplo L’opera tarda e la malattia che, nonostante l’infermità, è un periodo piuttosto produttivo. I disegni sono caratterizzati da rapidità, riduzione delle forme e "matericità quasi tattile". Una speciale sezione è dedicata a edizioni d’epoca di libri illustrati da Klee, cataloghi di esposizioni, monografie e un raro esemplare completo del portfolio Meistermappe des Staatlichen Bauhauses del 1923.

A proposito della titolazione spesso enigmatica, aperta e molto ironica, ricordiamo un aneddoto raccontato da Felix Klee (figlio di Paul, che il collezionista Jorge Helft ha conosciuto): ogni sera finita la cena, riuniti attorno al tavolo, Paul, Felix e Lily (musicista e moglie dell’artista) ragionavano insieme sul titolo da dare alle opere che il papà sottoponeva alla famiglia. A scanso di equivoci, Felix alla presentazione alla stampa non c’era.

Inaugurazione domani, 3 settembre, alle 18; domenica porte aperte.

Informazioni: www.masilugano.ch.


© Nicolas Borel
Cattiva mami 1939 Colore a colla, tempera e acquerello su carta su cartone

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