ULTIME NOTIZIE Culture
Sogno o son Festival
2 ore

Sanremo, comanda Mengoni (le pagelle, prima serata)

Nella notte della Repubblica, alla fine della gara, ‘Due vite’ è in testa, Elodie è seconda, Anna Oxa ultima. I voti e la classifica generale
Gallery
Sogno o son Festival
14 ore

Sanremo dalla A di Oxa alla W di Will (un vademecum)

Cantanti e canzoni dell’edizione che prende il via questa stasera, breve guida all’ascolto
Culture
15 ore

Torna il ‘Weekend di Quartetti’ di LuganoMusica

Da venerdì 10 a domenica 12 febbraio suoneranno l’ensemble Belcea, il Quatuor Diotima e il Quartetto della Scala
Culture
15 ore

Gli appuntamenti di Ticino Musica, in attesa del festival

Domenica 12 e lunedì 13 al Conservatorio a Lugano i primi due eventi di una serie di anteprime alla 27esima edizione, che si svolgerà dal 18 al 31 luglio
Scienze
16 ore

Guardi serie tv? Puoi dormire sonni tranquilli

Secondo uno studio dell’Università di Friburgo, anche maratone da molti episodi con finali carichi di suspense non influenzano il riposo notturno
Spettacoli
16 ore

Sergio Castellitto a Chiasso è ‘Zorro, eremita sul marciapiede’

L’attore riporta sul palco il vagabondo che ripercorre vita e scelte che lo hanno potato a vivere sulla strada. Dal romanzo di Margaret Mazzantini
Sanremo
17 ore

Mattarella in sala, Benigni sul palco: Sanremo apre col botto

Conferenza n. 2: sarà la notte della Repubblica (in senso positivo) ma anche quella di Chiara Ferragni co-conduttrice
animazione
20 ore

Gli effetti psichedelici in ‘The Freakouts’ di Bruno Machado

Insieme a una manciata di musicisti, l’illustratore ha realizzato un progetto indipendente che parla del consumo di sostanze attraverso sei facce
Sogno o son festival
23 ore

Il Festival di Rapallo

Inizia questa sera. Che piaccia oppure no, Sanremo è cambiato. Non ora e nemmeno ieri; comunque, mai quanto quest’anno
13.05.2022 - 07:21
Aggiornamento: 15:40

L’arte politica di Malina Suliman a Casa Rusca

La giovane artista afghana sta realizzando un’esposizione site-specific a Locarno

di Ivo Silvestro
l-arte-politica-di-malina-suliman-a-casa-rusca

L’esposizione della giovane artista afghana Malina Suliman a Casa Rusca a Locarno è un progetto interessante che si muove su più livelli: c’è l’aspetto più artistico, con un’estetica vicina all’arte concettuale ma al contempo popolare; c’è la dimensione della fruizione, soprattutto per quanto riguarda i progetti di street art; c’è la dimensione sociale con un’importante riflessione sui ruoli di genere; ci sono la politica e la geopolitica, con l’Afghanistan tornato in mano talebana dopo la fallimentare esperienza statunitense.

Purtroppo prima dell’inaugurazione – che si terrà sabato alle 17.30 con una "spettacolare performance dell’artista", riporta l’invito – è difficile mettere insieme queste dimensioni e, soprattutto, esprimere un giudizio sulla parte più artistica del lavoro di Malina Suliman: trattandosi di una mostra ‘site-specific’, sia l’allestimento della mostra sia la realizzazione del catalogo sono operazioni complesse che ci si ritrova a completare all’ultimo e al momento della conferenza stampa, ieri mattina, non erano completati né l’uno né l’altro. Abbiamo qualche impressione, indizi di un lavoro artistico interessante per come la riflessione artistica si rispecchia nella lotta sociale. Prendiamo l’installazione ‘Oltre il velo’ (che comprende una parte audio e video purtroppo non ancora attiva), realizzata a partire da pezzi di burqa, realizzati con grande perizia dalle donne che poi in quegli indumenti si ritrovano segregate. O il progetto ‘Il turbante come simbolo di supremazia totale’, dove la complessa dimensione sociale di questo accessorio maschile viene decostruita impiegandone il tessuto per realizzare della lingerie femminile. Intriganti, per quel che si è riusciti a vedere, i dipinti murali che l’artista stava ancora realizzando negli spazi di Casa Rusca.

Come si vede, la dimensione artistica si interseca con quella sociale e politica: in conferenza stampa il giornalista Filippo Rossi ha riassunto la situazione in Afghanistan, terra da sempre oggetto d’invasioni e di sfruttamento, invitando in particolare a non confondere la situazione a Kabul, centro in cui in alcuni periodi storici c’è stata una tensione verso la modernità, e le zone rurali dove invece questa apertura al progresso è completamente assente; ancora più indicativo l’intervento dell’artista che, con passione, ha sottolineato l’importanza di questa mostra e in generale dell’arte per far sentire la voce di un popolo che ha bisogno di aiuto e di un cambiamento di mentalità.

Malina Suliman è nata nel 1990 a Kandahar, ma ancora bambina ha dovuto lasciare l’Afghanistan trasferendosi in Pakistan, dove ha studiato Belle Arti. Nel 2009 è rientrata in Afghanistan immergendosi nell’arte contemporanea e di strada, impegnandosi a rafforzare tra i giovani e le donne la consapevolezza dei propri diritti. Malina Suliman ha ricevuto minacce e subito aggressioni ed è stata obbligata a lasciare nuovamente l’Afghanistan, trasferendosi nei Paesi Bassi dove attualmente risiede.

Potrebbe interessarti anche
© Regiopress, All rights reserved