22.03.2022 - 15:49

Collezione Olgiati, il rosso e il suo universo simbolico

Il prossimo 26 marzo al Masi si apre ‘Vedo Rosso’, il nuovo allestimento della Collezione Giancarlo e Danna Olgiati, fino al 12 giugno

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Luigi Russolo, ‘Aurora boreale’, 1938 - olio su tela, 60x91

Il rosso e il suo universo simbolico, che scaturisce dal dialogo tra 35 artisti di generazioni, nazionalità e culture differenti, per complessive 39 opere tra dipinti, fotografie, sculture e installazioni. Accade in ‘Vedo Rosso’, il nuovo allestimento della Collezione Giancarlo e Danna Olgiati, visitabile al Masi di Lugano dal 26 marzo al 12 giugno 2022, frutto di una selezione delle opere provenienti dalla Collezione, principalmente dagli anni 60 a oggi, alcune delle quali in mostra per la prima volta.

Questa indagine sulla valenza simbolica del rosso, articolata secondo associazioni visive e semantiche, si apre con una riflessione sul colore in questione in termini metafisici, con i calchi in gesso dipinti da Claudio Parmiggiani accostati a quadri di Mimmo Paladino e Francesco Clemente. Il rosso esuberante è nell’iconografia automobilistica del futurista Fortunato Depero, di Michelangelo Pistoletto, fino allo scultore Jimmie Durham, recentemente scomparso. Il rosso nel Nouveau Réalisme è un capitolo che ospita i francesi Arman e Martial Raysse; quello astrattista nelle opere di Ettore Colla e Piero Dorazio, nei collage dell’americano Conrad Marc-Relli e nelle impronte di pennello del ticinese Niele Toroni.

Nucleo a sé fanno le tre opere dell’anglo-indiano Anish Kapoor. E così, nella sezione successiva, l’immaterialità di Yves Klein e Lucio Fontana, quest’ultimo – dalle superfici monocrome costellate di buchi – presentato in relazione a opere di Gino De Dominicis e Mario Merz. A seguire, un omaggio al rosso nell’arte concettuale di Giulio Paolini, e a quello delle opere di Tano Festa e Mario Schifano, in dialogo con Luigi Russolo.

L’ultima sezione della mostra si occupa del rosso calato nell’attualità, dalle sculture ispirate al colore e alla forma delle gocce di sangue dell’italiana Chiara Dynys e della palestinese Mona Hatoum, al rosso come evocazione della violenza fisica o psicologica dell’operazione artistica degli americani Kelly Walker e Wade Guyton (www.collezioneolgiati.ch).

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