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01.10.2021 - 18:35
Aggiornamento: 18:52

Ciseri in progress a Palazzo Reali a Lugano

Inaugurata la mostra che il Museo della Svizzera italiana dedica al pittore ticinese nell’ambito delle celebrazioni per i 200 anni dalla nascita

di Ivo Silvestro
ciseri-in-progress-a-palazzo-reali-a-lugano
Studio per il ritratto della figlia Maria Pia, 1884

Le iniziative dell’anniversario ciseriano – duecento anni dalla nascita del pittore originario di Ronco sopra Ascona – entrano nel vivo con la prima esposizione. Nella sede di Palazzo Reali il Masi, Museo della Svizzera italiana, presenta fino al 13 febbraio le opere presenti nella collezione della Città di Lugano in un allestimento curato da Cristina Sonderegger che ben valorizza la particolare selezione a disposizione, con disegni preparatori e bozzetti.

Alcune opere – come il celebre ‘Autoritratto’ – sono in prestito a lungo termine al museo di Orselina, ma il motivo principale di questa singolare collezione lo ha spiegato Sonderegger durante la visita in anteprima per la stampa: è fondamentalmente negli anni Trenta del Novecento che la Fondazione Caccia (è al lascito di Antonio Caccia che si deve l’allora Museo civico di belle arti) entra nell’ottica di una collezione rappresentativa dell’arte ticinese, collezione che doveva quindi includere anche le opere di Antonio Ciseri. Si va a Firenze nell’atelier del figlio Francesco ma il pittore è ormai morto da una quarantina d’anni, non c’è molto: perlopiù disegni, bozzetti e studi preparatori, come detto, oggetto di una vasta campagna di restauri conservativi e preventivi in occasione dell’anniversario.

Ad aprire il percorso c’è tuttavia una grande opera: la ‘Partenza di Giano della Bella per il volontario esilio’ realizzata da Ciseri poco dopo la fine degli studi accademici partendo da una pagina di storia fiorentina da rileggere alla luce della situazione politica dell’epoca, ovvero il Risorgimento in Italia e la guerra del Sonderbund in Svizzera: il guelfo Giano della Bella, per evitare lo scoppio di una guerra civile dopo la scomunica da parte di Bonifacio VIII decide nel 1295 di lasciare volontariamente Firenze per la Francia. Politica a parte, nella grande tela già si vede l’attenzione compositiva di Ciseri: quella che abbiamo di fronte è una grande messa in scena dal sapore teatrale.

Il percorso prosegue con due ritratti, un genere al quale Ciseri si è dedicato anche per questioni economiche. Infatti uno dei due dipinti, il ‘Ritratto della signora Anna Walter’, è una committenza, mentre l’altro appartiene a quella che potremmo definire “produzione intima”: il ‘Ritratto di Cesina Bianchini’ all’epoca fidanzata e poi moglie di Ciseri. Le sorprese, tuttavia, arrivano nelle due sale. Restando alla ritrattistica, troviamo uno stupendo studio per il ritratto della figlia Maria Pia: un lavoro più maturo (siamo nel 1884; Ciseri morirà nel 1891) che colpisce innanzitutto per la bravura di disegnatore, e poi anche per quel “non finito”, con la sagoma di un neonato appoggiato alla spalla solo accennata che valorizza ancora di più i tratti del viso della donna.

Gli studi e i disegni permettono poi di studiare in lavori più celebri quell’aspetto di “messa in scena teatrale” di cui si diceva a proposito dell’esilio volontario di Giano della Bella. Prima di approcciare la tela definitiva, Ciseri – e ovviamente non solo lui – lavorava a numerosi schizzi e bozzetti a olio della scena e dei personaggi ed è interessante vedere ripensamenti e approfondimenti. Ne sono un esempio la figura del Cristo in ‘Ecce Homo’, opera commissionata nel 1871 e conclusa solo nel 1890, o le figure del ‘Martirio dei Maccabei’ del 1863; in mostra troviamo anche il volto della Vergine nel celebre ‘Trasporto di Cristo al sepolcro’. Mancano ovviamente le opere conclusive – ‘Ecce Homo’ e i Maccabei si trovano a Firenze, a Palazzo Pitti e nella chiesa di Santa Felicita –; se ne trova una riproduzione in piccolo sul foglio di sala ma conviene fare quella cosa solitamente poco educata di prendere lo smartphone e cercarne delle versioni ‘zoomabili’.

Da segnalare che all’ultimo piano di Palazzo Reali la collezione del Masi riserva altre sorprese con un nuovo allestimento dedicato alle artiste donne.

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