ULTIME NOTIZIE Culture
Cinema
12 ore

‘Il sergente dell’Altopiano’ sbarca a Venezia

Per l’edizione invernale del Cinema svizzero a Venezia, il 29 novembre doppia proposta Imagofilm Lugano
Letteratura
13 ore

Addio allo scrittore francese Christian Bobin

Le sue opere, tradotte in numerose lingue, annullano i confini tra prosa e poesia, narrazione e contemplazione
Culture
14 ore

I musei pubblicano la ‘Lista rossa d’emergenza’ per l’Ucraina

Per il Consiglio internazionale dei musei, uno strumento essenziale per la lotta contro il traffico illecito e per la protezione del patrimonio culturale
Culture
14 ore

Addio a Hans Magnus Enzensberger, faro del dopoguerra tedesco

La Germania piange l’intellettuale onnivoro che “impersonava libertà d’espressione”
Castellinaria
14 ore

Il sabato di Castellinaria (vademecum)

Aspettando il palmarès, gli appuntamenti conclusivi. Chiude ‘L’ombra del giorno’ di Giuseppe Piccioni, con Riccardo Scamarcio e Benedetta Porcaroli
Spettacoli
17 ore

Gospel & Spirituals, fra chiese e teatri della Svizzera italiana

La rassegna torna da giovedì 8 a venerdì 30 dicembre. Si parte con la Gospel Voices Family, nella chiesa di San Lorenzo a Losone
Concorso
18 ore

La più bella pubblicità è ‘Fortezza di Bellinzona’ di Variante

Premiata l’agenzia bellinzonese, che ha partecipato insieme a lucasdesign di Giubiasco, Newdeco Agency di Sant’Antonino e Visiva di Camorino
Scienze
20 ore

In pandemia prima volta con la depressione per una persona su 8

Il 13% degli over 50 durante la crisi del Covid ha sperimentato per la prima volta la patologia, soprattutto le persone a reddito più basso
Culture
21 ore

‘Musica come cura’, musicoterapia al centro del sesto incontro

‘Musicoterapia per le demenze e la riabilitazione neurologica’ è il titolo dell’incontro in programma lunedì 28 novembre alle 18 al Campus Est dell’Usi
Fuori concorso
1 gior

‘Tori et Lokita’, e i Dardenne d’Onore

Premiata con il Castello d’Onore la coppia di registi, e una storia senza sconti di minori migranti non accompagnati che ha ferito Cannes
Spettacoli
1 gior

Le ‘Fessure’ del Teatro delle Radici, o come riattaccare i cocci

Nuovo spettacolo scritto e diretto da Cristina Castrillo sulle fratture (della vita) e la difficoltà di rimettere assieme ciò che si rompe. A dicembre
Il ragazzo e la tigre
1 gior

Guardandoci col filtro innocente degli animali

A colloquio col documentarista e regista Brando Quilici, che parla della scomparsa delle tigri con il suo recente film. Proiezioni oggi e domani
Pagine scelte
1 gior

‘La fornace’, storia di Konrad che uccise la moglie

Il titolo è il nome dell’assurda abitazione nella quale si rinserra il protagonista del romanzo ossessivo – e come sempre incalzante – di Thomas Bernhard
Cinema
1 gior

L’iniziativa ‘filmo’ presenta film svizzeri con impatto globale

Filmo conta inoltre tre nuovi esperti di cinema, tra cui il ticinese Niccolò Castelli, che da agosto 2022 è direttore artistico delle Giornate di Soletta
Arte
1 gior

Gian Maria Tosatti per il quarto e ultimo ‘NEL’

Martedì 29 novembre alle 18.15, sala 1 del Lac di Lugano, l’artista italiano ospite dell’associazione Fare arte NEL nostro tempo
27.03.2021 - 17:47

Incontri d’arte alla Fondazione Matasci

‘Frammenti di una collezione’, una mostra e un ricco catalogo. Con al centro i ‘Pellegrini’ di Johann Kralewski, esposto fino al 9 maggio

di Claudio Guarda
incontri-d-arte-alla-fondazione-matasci
L'installazione di Johann Kralewski

Giunto ai novant’anni in uno stato di invidiabile salute, riuscendo a sfuggire alle insidie del morbo, Mario Matasci, nel chiuso del suo Deposito, si è occupato durante l’ultimo anno della sua collezione; ne sono usciti un catalogo e una mostra dal titolo “Frammenti di una collezione. Incontri d’arte alla Fondazione Matasci.”  Gratuita e aperta tutte le domeniche dalle 14.00 alle 18.00, l’esposizione allinea solo una parte della sua ricca raccolta; ciononostante sui due piani del Deposito si possono vedere più di cento opere concernenti una settantina di artisti: la maggior parte dei quali tra i protagonisti della nostra storia dell’arte, in particolare quella della pittura tra Otto e Novecento in aree – la Lombardia a Sud, la Svizzera tedesca a Nord – che, per diversificate ragioni sia politiche che culturali, costituiscono i fondamenti della nostra identità non solo artistica. 

Dalmazio Ambrosioni, scrivendone in catalogo, sottolinea la specificità ma anche l’unità di quella collezione in cui ogni ‘frammento’ si relaziona e armonizza nell’insieme, dove ogni immagine è diversa ma si rispecchia nell’altra. “Ogni opera d’arte è ‘auto’, vale per sé” – scrive. “Voglio dire che la Collezione Matasci ha un suo corpo complessivo indipendente dalle singole componenti. La Collezione non è l’insieme delle singole opere, ma è la vera, unica, grande opera d’arte. Ed è un corpo vivo” in continua evoluzione, “senza fine perché l’ultima parola non è ancora detta, nonostante i suoi ripetuti ‘adesso basta’.” Ne sono testimonianza le ripetute (e selezionate) donazioni che vengono fatte alla Fondazione da parte di artisti o collezionisti in segno di stima e considerazione per quella che è l’unica istituzione in cui, a rotazione, vengono permanentemente esposte opere di artisti operanti nel territorio o legati alla sua storia culturale. 

Come si documenta in catalogo, ne risulta uno sguardo d’insieme su periodi, vicende, movimenti e artisti concernenti punti nodali della storia artistica del Cantone, ma non solo data la significativa presenza di opere della Kollwitz, di Schürch e Varlin, di Jürgen Brodwolf e  Johanna Buchmann e di altri ancora che allargano gli orizzonti fino all’area svizzero-tedesca e alla Germania. Tra questi anche Johann Kralewski, nato in Polonia nel 1949, formatosi all’Università di Marburg, e operante a Isliberg, nel Canton Argovia, ma spesso anche in Ticino. Conosciuto l’artista e visitato l’atelier di Ascona, il gallerista gli ha chiesto di poter esporre – limitatamente nel tempo – la sua installazione titolata “Pellegrini”. Consta di ben 17 figure in scala reale, raffiguranti un momento di sosta di un gruppo di pellegrini in viaggio verso un lontano luogo di raccoglimento e preghiera. Diciamo… il Cammino per Compostela.  

Si può ben capire come un’opera del genere abbia subito attratto l’attenzione di Mario Matasci: il significato del pellegrinaggio sui luoghi di culto non ha solo un ruolo fondamentale in tutte le religioni, ha in se stesso un significato simbolico e spirituale che riguarda ogni uomo dal momento che rappresenta il viaggio verso la verità ultima, il momento della riflessione, dell’autoanalisi e del bilancio. La vita è un pellegrinaggio che comincia con il concepimento e termina là: dove esattamente non si sa e neppure quando, ma più ci si avvicina più non si può non pensarvi.  Sensazioni e pensieri che la pandemia ha certamente contribuito a propalare, e che forse si percepiscono anche in gesti, pose e atteggiamenti di questi anonimi pellegrini.

Non hanno volto, non hanno quindi identità, ma sono uomini e donne colti in un momento di pausa: c’è chi parla e gesticola, chi si alza e chi osserva, chi sembra appesantito e stanco, chi tace chiuso nei propri pensieri con gli occhi persi nel vuoto. Sono un gruppo, forse anche una comunità, ma ognuno è anche solo con se stesso e vive il proprio momento, trae le proprie conclusioni. Perché proprio 17? Perché, per quanto poco citato, quel numero è ricco di significati simbolici che vengono da molto lontano: è infatti formato da 1+7 che sommati danno il numero 8. L’uno è l’Essere Unico nella sua entità individuale, ma in definitiva è anche ogni singolo uomo; il 7 è quello dei giorni, dei cicli del tempo e quindi anche delle regole e delle rotazioni su cui si fonda l’universo; ma è anche il numero dei vizi e delle virtù, dei sacramenti che dovrebbero governare la vita dell’uomo. Nella simbologia cristiana l’ottavo giorno è quello senza fine che segue la creazione dei giorni finiti e durerà in eterno. Nella sua valenza criptica il 17 contiene  pertanto al suo interno anche l’idea di viaggio dello spirito che dall’uno arriva al tutto, dal finito all’infinito, dal corporeo e terreno all’immateriale e celeste.  

Posizionata in un angolo silenzioso del Deposito quest’opera è un po’ come il punto gravitazionale per quanto temporaneo della intera esposizione: un luogo di silenzio che attira e in cui ci si specchia. Vi resterà solo fino al 9 maggio, poi partirà in pellegrinaggio per altre sedi e altre istituzioni che la accoglieranno. Prossima tappa la Predigerkirche ("Chiesa dei predicatori") a Zurigo, fondata dai domenicani nel XIII secolo, seguirà poi il Museo di Aarau. 

Potrebbe interessarti anche
© Regiopress, All rights reserved