Arte
16.03.2018 - 05:000
Aggiornamento 11:36

Scoprirsi, ovvero 'Una sorella' di Vivès

Un libro che parla di due ragazzini, della loro curiosità sul sesso e del passaggio epocale da bambini a giovani adulti

Potrebbe essere un film di Eric Rohmer. Magari una riscrittura differente (molto) di Pauline à la plage.
Il fatto è che una storia che racconti la scoperta del proprio corpo che cambia, la nascita della curiosità del sesso da parte di una coppia di ragazzini, beh che questa storia sia anche così piena di poesia e delicatezza, un po’ sorprende. Ed è difficile che possa farci pensare al cinema smaliziato e voyeuristico cui il cinema italiano tra gli anni 70 e 80 ci ha abituati. No. Bisogna proprio andare a cercare il maestro Rohmer per trovare un riferimento cinematografico che sia affine a questa graphic novel. Perché si sa che cinema e fumetto usano lo stesso linguaggio.
Ed è un bellissimo fumetto il libro che vi consiglio questa settimana: Una sorella di Bastien Vivès.
Ho parlato di sesso, è vero. Se siete tornati alla riga cinque per controllare ve lo posso confermare: sì, questo fumetto mostra anche un tredicenne e una sedicenne che si “toccano”, si scoprono a vicenda. Orrore? Scandalo e sconcezza? Niente affatto. Perché non c’è solo il sesso, ovviamente. C’è l’incontro con l’altro. Con chi è diverso. Diverso per esperienza, per età, per carattere, per vissuto. C’è il passaggio epocale dal bambino al ragazzo, perfettamente rappresentato da questa figura-ponte del protagonista Antoine, che si divide tra il gioco con il fratellino più piccolo, Titi, e le passeggiate e le conversazioni con lei, l’amica inaspettata, Hélène, anche lei un po’ bambina e un po’, consapevolmente, già donna.
Una storia in cui c’è tutta la memoria agrodolce delle estati bambine: la musica, il gioco, il primo alcolico (di nascosto), le serate a ballare, la prima sigaretta (sempre di nascosto), le fughe da casa, le corse in bicicletta, la paura di guardarsi negli occhi, quelle mani che corrono e che si fermano, non sanno se continuare, sanno dove andare ma hanno il terrore di arrivarci...
Il tutto con dolcezza, con innocenza, senza pruderie. E senza neanche giudicare.
Bastien Vivès dipinge questa storia come il ritratto che Antoine vorrebbe fare di Hélène per tutte le vacanze e che forse solo alla fine, quando si devono separare, riesce davvero a completare. Grazie a quel distacco che non significa lontananza, ma è il passo indietro che a volte fa il pittore dalla sua tela per osservarne, con amore, l’insieme.

Una sorella
di Bastien Vivès
Bao Publishing, 2018
212 pagine

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storia
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