Ticino

Un ‘ponte’ tra le due manifestazioni di novembre: ‘Le rivendicazioni sono strettamente legate’

Il 20 lo sciopero giovanile, il 24 la manifestazione sindacale. Gli organizzatori si scambiano il reciproco sostegno per farsi sentire ‘due volte’

Un ‘ponte’ tra le due manifestazioni di novembre: ‘Le rivendicazioni sono strettamente legate’
Pronti a farsi sentire
(Ti-Press)
29 ottobre 2026
|
Aggiungi laRegione alle tue fonti di Google

Giovani che sostengono i dipendenti pubblici e dipendenti pubblici che sostengono i giovani. È quanto succederà il 20 e il 24 novembre quando, nel giro di pochi giorni, sono state organizzate due manifestazioni a Bellinzona. Una vicinanza che ha fatto sorgere qualche dubbio (non si potevano unire le forze?) ma che secondo i promotori dei due eventi potrà diventare l'occasione per far sentire la propria voce due volte. I primi a scendere in piazza, venerdì 20 novembre nel pomeriggio, saranno i ragazzi dello sciopero giovanile. Lunga la lista di rivendicazioni: formazione accessibile e di qualità, lavoro dignitoso e autonomia, alloggi e cure accessibili, servizi pubblici e protezione sociale, giustizia climatica e pace. Martedì 24, in concomitanza con la seduta di Gran Consiglio, a farsi sentire saranno invece i dipendenti pubblici e parapubblici con la manifestazione convocata dai sindacati Vpod, Ocst e Sit. Al centro delle richieste: la rinuncia ai tagli contenuti nel Preventivo, il recupero del carovita del personale.

Tra le due manifestazioni, come detto, si è creato un “ponte”. Ovvero un sostegno reciproco. “Invitiamo il personale della scuola a partecipare alla manifestazione al fianco delle studentesse e degli studenti”, scrive il sindacato Vpod che rilancia lo slogan ‘docenti e studenti, stessa lotta’. Scrive sempre la Vpod: “I tagli all’istruzione peggiorano le condizioni di lavoro e di apprendimento, colpendo direttamente chi insegna e chi apprende. Rivendichiamo pertanto maggiori investimenti nella scuola pubblica, classi meno affollate, personale adeguato ai crescenti bisogni educativi e un’edilizia scolastica di qualità”. Sulla stessa lunghezza d’onda anche l’Ocst: “Per troppi giovani ticinesi, la possibilità di rimanere nel Cantone dopo gli studi o di ritornarvi dopo un’esperienza formativa altrove rimane un obiettivo difficile da realizzare. Non possiamo continuare a formare giovani qualificati e poi costringerli a cercare altrove le opportunità professionali e salariali che il Ticino non riesce a offrire. Il problema non riguarda soltanto la disponibilità di posti di lavoro, ma anche la qualità dell’occupazione e il potere d’acquisto. In Ticino i salari sono sensibilmente inferiori alla media svizzera, mentre i premi di cassa malati sono tra i più elevati del Paese. Una combinazione che penalizza soprattutto chi cerca di raggiungere la propria indipendenza economica”. E ancora: “Un Cantone attrattivo deve offrire non soltanto opportunità di formazione e lavoro, ma anche salari che permettano di vivere dignitosamente. Lavorare in Ticino deve significare poter costruire il proprio futuro in Ticino”.

A ricambiare il sostegno, sull’altro fronte, è anche la coalizione ticinese dello sciopero giovanile composta da un ampio fronte di esenzioni politiche e associazioni giovanili. “Le condizioni di studio delle giovani generazioni e le condizioni di lavoro di chi insegna, cura e garantisce i servizi alla popolazione sono strettamente legate. Difendere il personale significa difendere anche la qualità dei servizi sui quali tutti dobbiamo poter contare”. Ricorda sempre la coalizione, anche in risposta a chi teme una deriva violenta della manifestazione dopo quanto visto nelle scorse settimane a Milano e in Francia: “Il nostro percorso si fonda sulla partecipazione e sulla costruzione di una mobilitazione pacifica e accessibile. È con questo spirito che proponiamo la giornata del 20 novembre, affinché studenti e apprendisti, ma anche i lavoratori possano far sentire la propria voce”.

A ostacolare la possibilità di una sola manifestazione congiunta, ci è stato spiegato dagli organizzatori, sono anche i calendari. Lo sciopero giovanile si inserisce infatti in un movimento che riguarda tutta la Svizzera e l’Europa. Oltre che a Bellinzona, infatti, altri appuntamenti sono in programma in diverse altre città il 20 novembre durante l'orario scolastico. La manifestazione sindacale, convocata prima della manifestazione dei giovani e dopo una mobilitazione intersettoriale, è invece legata alla seduta di Gran Consiglio che inizierà proprio martedì 24 novembre.

Segui laRegione su: WhatsApp oppure Telegram e ricevi ogni mattina le notizie principali