Il 20 lo sciopero giovanile, il 24 la manifestazione sindacale. Gli organizzatori si scambiano il reciproco sostegno per farsi sentire ‘due volte’

Giovani che sostengono i dipendenti pubblici e dipendenti pubblici che sostengono i giovani. È quanto succederà il 20 e il 24 novembre quando, nel giro di pochi giorni, sono state organizzate due manifestazioni a Bellinzona. Una vicinanza che ha fatto sorgere qualche dubbio (non si potevano unire le forze?) ma che secondo i promotori dei due eventi potrà diventare l'occasione per far sentire la propria voce due volte. I primi a scendere in piazza, venerdì 20 novembre nel pomeriggio, saranno i ragazzi dello sciopero giovanile. Lunga la lista di rivendicazioni: formazione accessibile e di qualità, lavoro dignitoso e autonomia, alloggi e cure accessibili, servizi pubblici e protezione sociale, giustizia climatica e pace. Martedì 24, in concomitanza con la seduta di Gran Consiglio, a farsi sentire saranno invece i dipendenti pubblici e parapubblici con la manifestazione convocata dai sindacati Vpod, Ocst e Sit. Al centro delle richieste: la rinuncia ai tagli contenuti nel Preventivo, il recupero del carovita del personale.
Tra le due manifestazioni, come detto, si è creato un “ponte”. Ovvero un sostegno reciproco. “Invitiamo il personale della scuola a partecipare alla manifestazione al fianco delle studentesse e degli studenti”, scrive il sindacato Vpod che rilancia lo slogan ‘docenti e studenti, stessa lotta’. Scrive sempre la Vpod: “I tagli all’istruzione peggiorano le condizioni di lavoro e di apprendimento, colpendo direttamente chi insegna e chi apprende. Rivendichiamo pertanto maggiori investimenti nella scuola pubblica, classi meno affollate, personale adeguato ai crescenti bisogni educativi e un’edilizia scolastica di qualità”. Sulla stessa lunghezza d’onda anche l’Ocst: “Per troppi giovani ticinesi, la possibilità di rimanere nel Cantone dopo gli studi o di ritornarvi dopo un’esperienza formativa altrove rimane un obiettivo difficile da realizzare. Non possiamo continuare a formare giovani qualificati e poi costringerli a cercare altrove le opportunità professionali e salariali che il Ticino non riesce a offrire. Il problema non riguarda soltanto la disponibilità di posti di lavoro, ma anche la qualità dell’occupazione e il potere d’acquisto. In Ticino i salari sono sensibilmente inferiori alla media svizzera, mentre i premi di cassa malati sono tra i più elevati del Paese. Una combinazione che penalizza soprattutto chi cerca di raggiungere la propria indipendenza economica”. E ancora: “Un Cantone attrattivo deve offrire non soltanto opportunità di formazione e lavoro, ma anche salari che permettano di vivere dignitosamente. Lavorare in Ticino deve significare poter costruire il proprio futuro in Ticino”.
A ricambiare il sostegno, sull’altro fronte, è anche la coalizione ticinese dello sciopero giovanile composta da un ampio fronte di esenzioni politiche e associazioni giovanili. “Le condizioni di studio delle giovani generazioni e le condizioni di lavoro di chi insegna, cura e garantisce i servizi alla popolazione sono strettamente legate. Difendere il personale significa difendere anche la qualità dei servizi sui quali tutti dobbiamo poter contare”. Ricorda sempre la coalizione, anche in risposta a chi teme una deriva violenta della manifestazione dopo quanto visto nelle scorse settimane a Milano e in Francia: “Il nostro percorso si fonda sulla partecipazione e sulla costruzione di una mobilitazione pacifica e accessibile. È con questo spirito che proponiamo la giornata del 20 novembre, affinché studenti e apprendisti, ma anche i lavoratori possano far sentire la propria voce”.
A ostacolare la possibilità di una sola manifestazione congiunta, ci è stato spiegato dagli organizzatori, sono anche i calendari. Lo sciopero giovanile si inserisce infatti in un movimento che riguarda tutta la Svizzera e l’Europa. Oltre che a Bellinzona, infatti, altri appuntamenti sono in programma in diverse altre città il 20 novembre durante l'orario scolastico. La manifestazione sindacale, convocata prima della manifestazione dei giovani e dopo una mobilitazione intersettoriale, è invece legata alla seduta di Gran Consiglio che inizierà proprio martedì 24 novembre.