La lista per il Consiglio di Stato dovrebbe essere completata da Cristina Maderni, Omar Pedrini e Samuel Maffi. Comitato cantonale il 14 novembre

Cinque nomi per uno (o due) posti. Si avvicinano le Elezioni cantonali dell’11 aprile 2027 e, tra voci e conferme, cominciano a prendere forma le liste per Consiglio di Stato e Gran Consiglio. In casa Plr si attende ancora l’ufficialità sui quattro nomi che accompagneranno quello di Alex Farinelli, che ha già pubblicamente detto di essere pronto a giocarsela per ereditare il posto lasciato libero da Christian Vitta e aiutare i liberali radicali a ottenere un raddoppio che non è più una parola tabù. Insieme a lui sulla lista, stando a quanto scritto dal ‘CdT’, dovrebbero esserci: Cristina Maderni, deputata al Gran Consiglio e vicepresidente della Camera di commercio; Samuel Maffi, municipale di Mendrisio; Omar Pedrini, presidente dell’Unione contadini; e, soprattutto, Nicola Pini. Il sindaco di Locarno dovrebbe quindi ricoprire il ruolo di ‘seconda carta forte’ per cercare il raddoppio. I nomi verranno presentati al comitato il prossimo 14 novembre. Al momento, ci fanno sapere dal partito, “i lavori sono ancora in corso in vista del comitato dove saranno fatte le presentazioni all’organo competente”.
A parlare apertamente di raddoppio, d’altra parte, è stato Giovanni Poloni, incaricato di coordinare i lavori del gruppo che sceglierà la cinquina per il Consiglio di Stato. “Sì, ci crediamo”, aveva dichiarato a ‘laRegione’ a fine settembre, pochi giorni dopo l'annuncio della non disponibilità del consigliere nazionale Simone Gianini a candidarsi. “Sarebbe curioso chiedere entusiasmo ai nostri elettori senza avere noi per primi un’ambizione chiara. Il secondo seggio va conquistato, e nessuna combinazione fra gli altri partiti ce lo consegnerà automaticamente, ma è altrettanto vero che non lo preclude nemmeno a priori”. A proposito dei profili da ricercare, affermava Poloni: “Cerchiamo credibilità, affidabilità, impegno e coraggio. La notorietà aiuta, ma bisogna anche saper decidere, lavorare insieme e sostenere le proprie scelte quando diventano scomode. Sul piano politico vogliamo un Ticino in cui il lavoro permetta di vivere bene, le imprese possano investire e innovare, la scuola dia basi solide e la sanità garantisca qualità con costi sostenibili”.