Con due mozioni Boscolo e Valsangiacomo mirano a ‘garantire a tutti la possibilità di tutelare la propria salute sessuale, indipendentemente dalle disponibilità finanziarie’

“Il sesso non è un lusso”. A rimarcarlo con forza sono le deputate Lisa Boscolo (Ps) e Nara Valsangiacomo (Verdi) che con due mozioni chiedono rispettivamente di rendere la contraccezione gratuita e di ampliare l’accesso ai test gratuiti e anonimi per le infezioni sessualmente trasmissibili. “L’obiettivo – si legge in una nota congiunta – è garantire a tutte e tutti la possibilità di tutelare la propria salute sessuale, indipendentemente dalle disponibilità finanziarie”.
La salute sessuale, spiega il comunicato, “è una componente fondamentale del benessere individuale e collettivo. Eppure, in Ticino, i costi della contraccezione e dei test per le infezioni sessualmente trasmissibili (Ist) possono ancora rappresentare un ostacolo concreto, soprattutto per le persone con risorse economiche limitate”. Ed è proprio per rispondere a questa situazione che i due atti parlamentari chiedono al Cantone di rafforzare le misure di prevenzione e di rendere più equo l’accesso agli strumenti necessari per vivere la propria sessualità in modo consapevole e responsabile.
Più precisamente, la mozione ‘Contraccezione gratuita: il sesso non è un lusso!’, presentata da Boscolo, propone di assumere a livello cantonale i costi dei metodi contraccettivi di comprovata efficacia, dal preservativo alla pillola, dalla contraccezione d’emergenza alla spirale e agli impianti. “Oggi – rileva la socialista – queste spese non sono generalmente coperte dalle assicurazioni sociali e possono raggiungere diverse centinaia di franchi. Una situazione che rischia di limitare la libertà di scelta e di gravare in modo sproporzionato sulle donne, sulle quali ricadono spesso sia i costi sia la responsabilità della contraccezione”. Per la granconsigliera, “garantire la gratuità significa promuovere l’autonomia individuale, prevenire le infezioni e le gravidanze indesiderate e favorire una condivisione più equa delle responsabilità nella salute riproduttiva”. La proposta fa seguito al recente voto di Ginevra, che lo scorso 27 settembre ha approvato il principio della gratuità universale della contraccezione con il 58,46% dei consensi. Risultato che a detta di Boscolo “dimostra che questo obiettivo può trovare un ampio sostegno nella popolazione”.
La seconda mozione, ‘Test Ist gratuiti: dalla responsabilità individuale alla prevenzione collettiva’ di Valsangiacomo, chiede di promuovere una campagna cantonale di test gratuiti e anonimi per le infezioni sessualmente trasmissibili più diffuse, ampliando la cerchia delle persone che possono beneficiarne. Attualmente, rileva l’ecologista, “in Ticino sono disponibili test gratuiti per le persone fino ai venticinque anni presso i consultori dell’Ente ospedaliero cantonale e alcune associazioni specializzate nella prevenzione; oltre questa fascia d’età, i costi variano in funzione degli esami”. Valsangiacomo propone quindi di estendere l’accesso, per esempio alle persone con redditi bassi, a ulteriori fasce d’età o attraverso campagne periodiche di test gratuiti. L’urgenza di rafforzare la prevenzione, mette in luce la parlamentare, è evidenziata anche dai dati epidemiologici. Tra il 2020 e il 2024, in Ticino l’incidenza della clamidia è passata da 119 a 138,7 casi ogni 100mila abitanti, mentre quella della gonorrea è quasi triplicata, passando da 17,7 a 49,8 casi ogni 100mila abitanti. “Poiché alcune infezioni possono essere asintomatiche, facilitare l’accesso ai test è essenziale per favorire diagnosi tempestive, tutelare la salute delle persone e ridurre il rischio di trasmissione”.
I due atti parlamentari, sottolinea in chiusura la nota, condividono una visione della salute sessuale come responsabilità collettiva e questione di equità: “Non basta invitare le persone ad adottare comportamenti responsabili. Occorre anche mettere concretamente a loro disposizione gli strumenti per farlo. La possibilità di proteggersi da una gravidanza indesiderata o di sottoporsi a un test non dovrebbe dipendere dalla capacità di pagare. Rendere più accessibili contraccezione e test significa investire nella prevenzione, ridurre le disuguaglianze e riconoscere a tutte e tutti il diritto di prendersi cura della propria salute sessuale”.