Il motivo sarebbe la violazione del segreto d'ufficio. Matteo Pronzini e Fiorenzo Dadò sentiti come persone informate sui fatti

Era il 14 aprile quando uscì la notizia di tre agenti della Polizia cantonale indagati per violazione del segreto d'ufficio, reato ipotizzato in relazione alle fughe di notizie sull'incidente in cui era rimasto coinvolto il consigliere di Stato Norman Gobbi sull'A2 nel novembre 2023. L'indagine, coordinata dal procuratore generale Andrea Pagani, era partita dall'analisi dei contenuti nei cellulari di uno dei tre agenti, quello sotto inchiesta per aver sparato nel novembre 2024 a un radar semi-stazionario a Monteggio.
Stando alla Rsi, a due di questi poliziotti sarebbe stato prospettato il licenziamento. E sempre stando all'emittente di Comano, i destinatari delle informazioni coperte comunque dal segreto d'ufficio sarebbero quattro persone: un giornalista, un assicuratore e due politici. Vale a dire il deputato del Movimento per il socialismo Matteo Pronzini e il presidente del Centro Fiorenzo Dadò che, sull'incidente in Leventina del direttore del Dipartimento istituzioni, avevano inoltrato alcune interpellanze al Consiglio di Stato.
Dall'esame del telefonino in questione, sarebbero emersi più contatti con Pronzini afferma la Rsi. Già prima che il caso Gobbi diventasse pubblico, il poliziotto lo cercò scrivendogli “Roba che scotta. Insabbiato”. Sempre Pronzini fu sentito poco prima di una sua interpellanza. Idem dicasi per quella inoltrata da Fiorenzo Dadò. Anche se, per quanto riguarda Dadò, parrebbe che le verifiche chieste da Pagani non hanno portato a qualcosa di concreto.
Queste ipotesi sono state respinte dai poliziotti, mentre Pagani ha sentito anche Pronzini e Dadò interrogandoli come persone informate sui fatti. Entrambi hanno negato di aver ricevuto dati riservati.
Nei confronti dei tre agenti della Polizia cantonale è ancora in corso l'inchiesta. Ma, come detto, a due di loro sarebbe nel frattempo stato prospettato il licenziamento.