Ticino

La manifattura va meglio del previsto, le banche reggono ma cala l'occupazione

Sono i risultati che emergono dalle indagini congiunturali del Kof. Nel settore bancario ticinese i posti di lavoro in contrazione da sei mesi

La manifattura va meglio del previsto, le banche reggono ma cala l'occupazione
Un franco un po’ meno forte
(Ti-Press)
8 ottobre 2026
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Il settore bancario si conferma solido e con prospettive ottimistiche a breve termine ma, soprattutto in Ticino, l’occupazione continua a registrare una tendenza negativa. È quanto afferma l’indagine congiunturale del Kof di Zurigo presentata dall’Ufficio cantonale di statistica (Ustat). “La congiuntura favorevole – scrive l’Ustat – è sostenuta da una domanda in espansione su tutti i segmenti: privati, imprese ed estero. Questa domanda alimenta la crescita dei volumi in termini di patrimoni gestiti, crediti accordati e operazioni in titoli”. Meno positivo, come detto, il bilancio per quanto riguarda la voce ‘personale’. Scrive l’Ufficio di statistica cantonale: “In termini di occupazione emergono maggiori elementi di cautela. A livello cantonale una quota relativamente alta di istituti giudica eccessivo il livello attuale di occupazione, percezione che si è accentuata rispetto all’inizio dell’anno”. Va invece un po’ meglio a livello nazionale. “Queste valutazioni si riflettono nei risultati dell’ultimo trimestre: il saldo cantonale è negativo da quasi sei mesi, a testimonianza di un effettivo calo della manodopera”. E non andrà meglio in futuro. “Nonostante la contrazione in una maggioranza degli istituti ticinesi, le previsioni per i prossimi tre mesi sono ancora negative. Quasi quattro istituti bancari su dieci prevedono un’ulteriore contrazione”.

L’industria manifatturiera ticinese va invece meglio di quanto ci si poteva aspettare. Nonostante un quadro sempre più complesso – il conflitto in Ucraina e quello in Medio Oriente con la chiusura dello stretto di Hormuz – i pareri espressi negli ultimi mesi dagli imprenditori del manifatturiero sono infatti incoraggianti. “Per diverse ragione – scrive l’Ustat – i prezzi sono aumentati un po’ meno del previsto, mentre gli scambi commerciali sono tornati progressivamente a crescere”. Tendenza positiva in tutta la Svizzera ma un po’ meno marcata in Ticino. “I dati cantonali appaiono un po’ meno brillanti, soprattutto in termini generali di clima degli affari. Sottotraccia, tuttavia, ci sono diverse tendenze positive e piuttosto coerenti tra loro. In particolare – fa notare l’Ustat – si nota un miglioramento degli indici che riguardano il volume degli ordini, la produzione e anche i livelli occupazionali”.

Citato nel notiziario statistico, il direttore dell’Associazione industrie ticinesi (Aiti) Stefano Modenini commenta: “L’indebolimento del franco dell'ultimo periodo favorisce anche l’esportazione. Ma non è comunque il caso di lasciarsi andare a facili entusiasmi. Innanzitutto la ripresa congiunturale è trainata in primo luogo dalle grandi aziende e dal settore chimico-farmaceutico, che evidenzia una certa volatilità”.

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