Ticino

‘Quello che so l'ho letto sui giornali, ma sono considerazioni fatte in mia assenza’

Così l'ex giudice Siro Quadri dopo la sentenza della Corte dei reclami penali su Fiorenzo Dadò

‘Quello che so l'ho letto sui giornali, ma sono considerazioni fatte in mia assenza’
Siro Quadri
(Ti-Press)
6 ottobre 2026
|
Aggiungi laRegione alle tue fonti di Google

«Ho letto quello che è stato pubblicato sui giornali, ma sono tutte considerazioni fatte in mia assenza: fino ad oggi non sono stato sentito né dal procuratore generale, né dalla polizia» afferma, da noi contattato, Siro Quadri, destituito dalla carica di giudice nel dicembre 2024 dal Consiglio della magistratura, insieme con la collega Francesca Verda, in relazione al cosiddetto ‘Caos Tpc’, la vicenda che aveva interessato il Tribunale penale cantonale con sullo sfondo il mobbing che avrebbe subìto una segretaria da parte di una collega. «Il procuratore generale – riprende Quadri – mi aveva convocato nel gennaio di quest’anno per essere interrogato, ma ero ammalato, come comunicatogli allegando il certificato medico. Da allora, ripeto, non sono mai stato sentito». Altro, l’ex giudice non aggiunge, se non per puntualizzare che «al momento quello che so l’ho appreso dai media». In particolare dal ‘Corriere del Ticino’, che ha riferito della sentenza con cui la Corte dei reclami penali, accogliendo il reclamo del già presidente del Tpc Mauro Ermani, ha annullato il decreto d’abbandono firmato dal procuratore generale Andrea Pagani nei confronti del deputato e presidente del Centro Fiorenzo Dadò per il reato di denuncia mendace, e ordinato al pg nuovi approfondimenti. Si tratta di un altro capitolo del ‘caos Tpc’. Tra i passaggi del verdetto citati dal CdT quello in cui la Corte scrive che “appare verosimile che, come peraltro assume lo stesso procuratore generale, la lettera ‘anonima’ sia stata redatta da Siro Quadri e consegnata da quest’ultimo, unitamente alle note immagini, all’imputato, che si è poi fatto carico di portare questi atti in Commissione giustizia e diritti millantando, contrariamente al vero, di averli ritrovati nella bucalettere”.

«Non dovrei più stupirmi di nulla e invece…», dice a sua volta Francesca Verda, pure lei interpellata dalla ‘Regione’. «Anch’io – aggiunge – ho letto quanto riportato tra ieri e oggi dai media. Ero stata convocata pure io dal pg ma l’interrogatorio è saltato per ragioni mie di salute. Da allora non sono stata sentita».

Segui laRegione su: WhatsApp oppure Telegram e ricevi ogni mattina le notizie principali