La commissione ‘Gestione e finanze’ sta valutando un mandato esterno per capire come applicare nella pratica la legge

Limiti, obblighi, circostanze e tempistiche. Insomma, quali sono i paletti concreti entro i quali un alto funzionario, ad esempio un consigliere di Stato, ha l’obbligo di segnalare un potenziale reato. Limiti sui quali, secondo la commissione parlamentare ‘Gestione e finanze’, serve maggiore chiarezza. Ecco perché il gremio presieduto dal deputato del Centro Fiorenzo Dadò sta valutando la possibilità di chiedere un parere giuridico, magari affidando un mandato esterno a uno o più specialisti. «Su quelli che sono gli obblighi di segnalazione e i limiti che ha un politico nella sua attività, ad esempio fino a dove può spingersi nella tutela delle fonti, la commissione sta valutando la possibilità di chiedere un parere giuridico», spiega Dadò. «Vogliamo capire dove e come si applica l’obbligo di segnalazione, anche perché la legge nel corso degli anni è cambiata. Questo aspetto non è esattamente chiaro».
La necessità di fare chiarezza si lega a doppio filo al ‘caso Zali’ e, in particolare, alle segnalazioni ricevute nel 2021 dal consigliere di Stato Norman Gobbi e dal municipale di Lugano Lorenzo Quadri. Questo perché, come afferma la legge concernente le competenze organizzative del Consiglio di Stato e dei suoi dipartimenti modificata nel 2021 dal Gran Consiglio all'articolo 4quater, “il membro del Consiglio di Stato è tenuto a denunciare alle autorità di perseguimento penale o al Consiglio di Stato i crimini e i delitti perseguibili d’ufficio che constata o gli sono segnalati nell’esercizio della sua funzione”. La volontà della commissione di chiarire il tema di tutela delle fonti per i granconsiglieri si lega invece alla vicenda che tocca lo stesso Dadò, ovvero alla lettera anonima che l’allora presidente della commissione ‘Giustizia e diritti’ ha condiviso con i colleghi.
Ci sono poi le due sottocommissioni che stanno esercitando l'alta vigilanza sul caso della riunione convocata da Zali per il 14enne rinchiuso alla Farera: la ‘Finanze’ diretta da Dadò e la ‘Vigilanza’ guidata dalla deputata Plr Cristina Maderni. «Abbiamo preparato una bozza iniziale del rapporto che verrà poi portato nelle due commissioni – spiega Maderni –. Prima però serviranno ancora almeno una, se non due, riunioni delle sottocommissioni. Alla fine nel rapporto saranno contenuti auspici e proposte». Una data di scadenza certa ancora non c’è, sicuramente non si arriverà con il rapporto finale in Gran Consiglio nella prossima seduta.