Il Consiglio di Stato chiede interventi concreti sia per la rete ferroviaria, sia per quella autostradale: ‘Garantire l'equilibrio fra le regioni della Svizzera’

Il programma ‘Trasporti '45’ è “un passo nella giusta direzione, ma ancora insufficiente per rispondere alle esigenze del Ticino”. A metterlo nero su bianco è il Consiglio di Stato, che con una presa di posizione pubblica evidenzia “limiti e lacune, in particolare di fronte alla crescente pressione sulle infrastrutture ferroviarie, autostradali e degli agglomerati al collasso”. E per questo chiede alla Confederazione “interventi concreti, indispensabili e urgenti. Per il Ticino, alcune opere non possono più essere rinviate: sono necessarie per garantire una mobilità efficace e sostenibile e per rispondere alla crescita della domanda”.
Il governo ricorda come Berna intenda sottoporre “al parlamento nei primi mesi del 2027 le richieste di crediti per l’attuazione delle misure infrastrutturali ferroviarie e autostradali e per i contributi ai programmi d’agglomerato. A tal scopo ha elaborato un quadro comprendente tutte le modalità di trasporto e ha posto in consultazione una corposa documentazione sulla quale il Consiglio di Stato ha recentemente preso posizione. Nel suo complesso, la proposta manca di una visione strategica unitaria e appare piuttosto come la somma di misure diverse che, pur essendo importanti e in parte condivisibili, non restituiscono ancora un disegno complessivo sufficientemente chiaro e convincente, soprattutto per quanto riguarda il settore ferroviario”.
E proprio dalla rete ferroviaria parte la critica del Ticino: “Le esigenze infrastrutturali in tutto il Paese sono molto elevate, a fronte della disponibilità finanziaria per i prossimi 20 anni. Il Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni (Datec) propone una riduzione degli oggetti da realizzare entro il 2035 e in Ticino prevede solo due puntuali nuovi investimenti che il Consiglio di Stato ritiene insufficienti. Considerato che le analisi svolte dal Dipartimento del territorio hanno mostrato che la capacità della rete non sarà sufficiente senza ulteriori interventi”, il Consiglio di Stato chiede “per l’orizzonte 2035 il raddoppio dei binari tra Cadenazzo e Locarno in attraversamento dei fiumi Ticino e Verzasca e il potenziamento delle capacità nei nodi molto sollecitati di Bellinzona, Lugano e Mendrisio. Si tratta di investimenti nell’ordine di 500 milioni di franchi che possono trovare spazio nel quadro finanziario stabilito. Il Consiglio di Stato chiede anche che nella pianificazione dell’offerta e delle infrastrutture venga rafforzato il ruolo dell’Ufficio federale dei trasporti come pure quello dei Cantoni”.
Per l’orizzonte 2050 il Consiglio di Stato, invece, “si attende la presentazione di una strategia ampia e coordinata per lo sviluppo dell’asse nord-sud, analogamente a quanto previsto per l’asse est-ovest, volta a rafforzare ulteriormente le capacità e a garantire la crescita, per ora inarrestabile, dell’utenza ferroviaria. A tale scopo chiede che già nel Messaggio 2027 siano integrati i necessari crediti di pianificazione e progettazione. In tale contesto devono trovare spazio interventi nei nodi principali che si configureranno come una prima tappa del completamento della rete AlpTransit in aggiramento di Bellinzona e lungo la linea Lugano-Chiasso”.
Per quanto concerne la rete autostradale, invece, “il Datec ha previsto l’inserimento del potenziamento della N2 tra Lugano e Mendrisio (PoLuMe) tra le opere prioritarie nell’orizzonte 2045, una scelta condivisa dal governo”. Però... “Il collegamento N13 Bellinzona-Locarno (Cobello) sarebbe per contro posticipato all’orizzonte 2055 a causa delle valutazioni in corso sull’impatto sulla zona palustre del Piano di Magadino. Questa scelta – unita alla novità annunciata alcuni giorni fa dall’Ufficio federale delle strade (Ustra) di un nuovo confronto di varianti di tracciato – è sorprendente, considerato il consenso costruito pochi anni or sono attorno alla soluzione consegnata alla Confederazione nel 2020. Il Consiglio di Stato esprime preoccupazione per un ulteriore rinvio di quest’opera e auspica che il Consiglio federale ne riveda la priorità riportandola al 2045. Il governo chiede quindi che Ustra concluda senza indugio la progettazione sia di PoLuMe sia di Cobello e avvii al più presto il relativo iter autorizzativo”.
Al capitolo Programmi d'agglomerato, invece, il Consiglio di Stato si dice soddisfatto per il sostegno ai Pal5 di Bellinzonese, Locarnese e Mendrisiotto nonché alla galleria Moscia-Acapulco. “Il governo ha chiesto all’autorità federale di prevedere anche il finanziamento per le misure prioritarie del programma d’agglomerato del Luganese, poiché ritenute efficaci per la mobilità lenta e il trasporto pubblico. La richiesta ammonta a 22,63 milioni di franchi, sulla base di un tasso di contribuzione federale del 35%”.
In conclusione, “l’insieme del progetto Trasporti ’45 sarà verosimilmente oggetto di impegnative discussioni in sede parlamentare. Il Consiglio di Stato auspica che le richieste presentate ora al Datec vangano accolte, così da garantire il necessario equilibrio fra le regioni della Svizzera e costruire il dovuto consenso attorno a una tematica di primaria importanza per la popolazione, l’economia e l’intero territorio”.