Ticino

‘Rette di casa anziani, per i Comuni un aggravio oltre il previsto. Va fatta chiarezza’

Lo segnalano i deputati del Plr Patrick Rusconi e Matteo Quadranti. ‘I casi di rigore potrebbero essere problematici dal profilo economico’

C’è da fare bene i calcoli
(Ti-Press)
22 settembre 2026
|
Aggiungi laRegione alle tue fonti di Google

Come sta andando, nella pratica, l’applicazione del nuovo calcolo per le rette nelle case anziani? A sollevare la questione sono i deputati del Partito liberale radicale Patrick Rusconi e Matteo Quadranti con un’interrogazione inoltrata al Consiglio di Stato. Già, perché dall’introduzione del nuovo calcolo – un sistema presentato a fine maggio per garantire più trasparenza e non penalizzare i proprietari di immobili, attraverso una franchigia di 300mila franchi per evitare che avere una casetta o un appartamento incida in maniera sproporzionata nel calcolo della retta giornaliera – le indicazioni non sono proprio positive. “Per quanto concerne le finanze dei principali Centri cantonali – scrivono Rusconi e Quadranti – le prime stime relative all’impatto della misura transitoria prevista per gli anni 2026 e 2027 evidenziano un impatto finanziario superiore di circa il 20% rispetto a quanto inizialmente previsto”. La misura transitoria, va ricordato, prevede che gli ospiti già presenti in una struttura alla fine del 2025 non si vedranno alzare la retta nel 2026 e nel 2027 se con il nuovo calcolo sarebbero tenuti a pagare un importo superiore a quello precedente. “Si tratta di una prima stima – mettono in chiaro Rusconi e Quadranti – riferita esclusivamente agli ospiti accolti negli istituti di proprietà dei Comuni interessati, che evidenzia tuttavia già uno scostamento significativo rispetto alle previsioni e merita pertanto un’attenta valutazione nell’ambito della modifica del regolamento”. Durante la presentazione della modifica era stato spiegato che il costo di questa operazione, ovvero della fase transitoria, sarebbe stato di 2 milioni di franchi per il 2026 e di 1,5 milioni per il 2027. Costo assorbito dall’ente pubblico seguendo la chiave di riparto già in uso per le case anziani: 80% Comuni, 20% Cantone.

Segnalano sempre i due granconsiglieri: “Dopo i primi mesi di applicazione stanno infatti emergendo dati e situazioni che sembrano discostarsi dalle valutazioni inizialmente presentate. Il sistema, che avrebbe dovuto semplificare e rendere più trasparente il calcolo delle rette, rischia invece di generare situazioni nuove, di non facile comprensione, con decisioni di rette giornaliere inferiori alla retta minima stabilita di 84 franchi, nuove disparità di trattamento e un importante aggravio finanziario per i Comuni, burocratico per le strutture e per l’amministrazione cantonale”.

C’è poi un altro tema che preoccupa non poco i due interroganti del Plr: la situazione dei ‘casi di rigore’, ossia quelle situazioni per le quali dal calcolo della retta risulta una capacità di pagamento inferiore alla retta minima, per il finanziamento della quale l’ospite non beneficia di prestazioni complementari e, in particolare, la possibilità che una situazione economicamente peggiorativa diventi strutturale anche dopo la fine della fase transitoria. Dalle indicazioni assunte – segnalano i due deputati – all’ospite è fatturato l’importo del calcolo, quindi inferiore alla retta minima di 84 franchi. Le indicazioni fornite agli istituti indicano che la differenza sarà riconosciuta nel contributo globale e quindi presa a carico per i 4/5 dai Comuni”. E qui arriva l’inghippo: “Se da un lato la misura transitoria è limitata agli anni 2026 e 2027, e quindi anche con un importo maggiore rispetto alle previsioni potrebbe risultare sostenibile dal punto di vista degli effetti della nuova modalità di calcolo per gli ospiti già presenti nelle strutture; dall’altro l’effetto dei casi di rigore continuerà a persistere con il rischio di ripresentarsi in maniera strutturale, senza che il sistema abbia nel frattempo trovato una risposta definitiva. Per i nuovi ospiti, infatti, il nuovo sistema trova immediata applicazione”. Ecco quindi la preoccupazione dei liberali radicali: in presenza di situazioni particolari o di errori ‘di gioventù’ del sistema, nella determinazione della retta, il rischio è quello di dover successivamente procedere a correzioni e recuperi finanziari complessi, con conseguenze sia per gli ospiti sia per le strutture.

Altro cruccio: il coordinamento tra il nuovo sistema di calcolo delle rette, le prestazioni complementari e gli altri strumenti di sostegno sociale. Anche qui, secondo Rusconi e Quadranti, c’è da fare attenzione: “Il fatto che determinati elementi non entrino più nel calcolo della retta secondo le modalità precedenti impone di verificare attentamente la coerenza dell’intero sistema. Non appare infatti accettabile – si legge nell’atto parlamentare – che Cantone, istituti, autorità competenti in materia di prestazioni complementari e altri servizi coinvolti operino secondo procedure o criteri non sufficientemente coordinati. Una riforma che dovrebbe alleggerire e rendere più comprensibile il sistema rischia così di produrre l’effetto opposto: più verifiche, più richieste di documentazione, più controlli e una maggiore centralizzazione delle responsabilità. Un esempio concreto: “Le nuove disposizioni relative alle variazioni patrimoniali, alle donazioni, alle rinunce ereditarie e alla necessità di verificare eventuali diminuzioni di sostanza potrebbero comportare un significativo aumento degli accertamenti amministrativi. Si pone quindi anche la questione delle risorse necessarie presso gli uffici cantonali per gestire un sistema che, invece di responsabilizzare maggiormente gli attori direttamente coinvolti, rischia di accentrare ulteriormente procedure e controlli, con aumenti di carico di lavoro”. Da qui una lunga serie di domande, ben diciannove, inoltrate al Consiglio di Stato per capire quali sono i primi effetti di questo importante cambiamento e, soprattutto, quale sarà l’impatto nei prossimi anni.

Segui laRegione su: WhatsApp oppure Telegram e ricevi ogni mattina le notizie principali