Ticino

Amministrazione cantonale, la ricetta antispreco dell’Udc

Con cinque interpellanze i democentristi mirano a ‘individuare inefficienze, burocrazie ridondanti e spese inutili all’interno dello Stato e del settore para-pubblico’

‘Solo la punta dell’iceberg?’
(Ti-Press)
21 settembre 2026
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“Individuare inefficienze, burocrazie ridondanti e spese inutili all’interno dell’Amministrazione cantonale e del settore para-pubblico”. Sono questi gli obiettivi della campagna ‘Basta sprechi!’ lanciata ieri dall’Udc con cinque interpellanze. Cinque atti parlamentari – a cui ne seguiranno presumibilmente altri – “preparati grazie a delle segnalazioni di privati cittadini e impiegati dello Stato infastiditi per i continui sprechi di denaro pubblico”, scrive l’Udc. In tal senso, fanno sapere i democentristi nel relativo comunicato stampa, “sul nostro sito tutti possono inoltrare le proprie segnalazioni”.

‘Grazie a segnalazioni di privati cittadini e dipendenti dello Stato’

Nel nostro Cantone, argomenta quindi l’Udc, “ogni anno vengono impiegate decine di milioni di franchi di denaro pubblico in procedure inutilmente complesse, doppioni amministrativi, utilizzo inefficiente di materiali e infrastrutture all’interno dell’Amministrazione cantonale e del settore para-pubblico”. E osserva: “Le imposte e le tasse pagate dai cittadini e dalle imprese ticinesi non sono un libero bancomat dello Stato, il quale deve servire i cittadini, non sprecare il loro denaro. Una riduzione degli sprechi attraverso un utilizzo più mirato delle risorse pubbliche si concretizza in meno imposte e in un’Amministrazione più efficiente”, rimarca la nota. Come detto, sottolineano i democentristi, “è grazie ad alcune segnalazioni da parte di cittadini e impiegati cantonali che l’Udc ha potuto presentare al Consiglio di Stato cinque interrogazioni che dimostrano quanto gli sprechi possano assumere forme diverse e nascondersi anche in costi apparentemente marginali che, sommati nel tempo, gravano considerevolmente sulle finanze cantonali”.

Locali inutilizzati, veicoli di servizio e procedure ‘ormai anacronistiche’

Più concretamente, le cinque interpellanze riguardano innanzitutto gli spazi amministrativi cantonali inutilizzati o scarsamente occupati, comprese alcune superfici che sarebbero state affittate e arredate durante la pandemia. In tal senso, per l’Udc “il governo dovrà chiarire quanti siano e quali costi comportino”. I democentristi chiedono inoltre trasparenza sul parco veicoli cantonale, per conoscere il numero delle auto di servizio, il loro effettivo utilizzo e i possibili risparmi derivanti da una gestione più centralizzata e condivisa. Non solo. Tra gli aspetti da appurare, anche alcune procedure considerate “ormai anacronistiche”, come l’invio postale delle buste paga ad alcune categorie di dipendenti cantonali e delle indennità ai membri del Gran Consiglio, oppure il ricorso a moduli cartacei, posta e telefono ancora imposto ai circa 30mila indipendenti ticinesi. In altri Cantoni, infatti, indica l’Udc, “diverse pratiche assicurative possono già essere gestite digitalmente attraverso la piattaforma AVSeasy”. L’Udc chiede non da ultimo di fare luce sulla prevista sostituzione dell’arma di servizio della Polizia giudiziaria con la Glock 43X Rail, “chiarendo sia le ragioni del cambiamento sia il costo complessivo dell’operazione, comprensivo di armi, accessori, munizioni e formazione”.

Questi cinque casi, avverte l’Udc, “potrebbero rappresentare soltanto la punta dell’iceberg. Chi entra in contatto con l’apparato pubblico o ne conosce il funzionamento dall’interno sa spesso dove si annidano procedure superflue, doppioni, infrastrutture sottoutilizzate e spese prive di una reale utilità”.

Presto altri atti parlamentari

Come detto, a dare il la alle interpellanze sono state alcune segnalazioni di privati cittadini. Attraverso la pagina ‘Basta sprechi!’ sul sito dell’Udc, “cittadini, professionisti, collaboratori dell’Amministrazione cantonale, dipendenti di enti para-pubblici e operatori di organizzazioni sussidiate potranno trasmettere le proprie segnalazioni”, mette in evidenza la nota. “L’obiettivo – tengono a precisare i democentristi – non è intervenire su singole situazioni personali, ma raccogliere e confrontare le informazioni ricevute per individuare inefficienze ricorrenti e problemi di carattere generale”. Le segnalazioni, si assicura poi, “saranno trattate con la massima riservatezza e potranno servire da base per elaborare proposte e atti parlamentari ad ampio spettro, finalizzati a migliorare il funzionamento dell’apparato pubblico”.

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