Ticino

Caro carburanti, la Lega propone sette misure per attenuare l'impatto

Con una mozione il deputato e coordinatore Piccaluga chiede al Consiglio di Stato una serie di provvedimenti di natura fiscale

Un pieno di... soldi
(Ti-Press)
20 settembre 2026
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Per cercare di contenere l'impatto su famiglie e aziende del rincaro dei carburanti la Lega dei Ticino chiede al Consiglio di Stato una serie di misure, principalmente di carattere fiscale. Il sollecito arriva da una mozione del deputato e coordinatore del movimento Daniele Piccaluga. Concretamente si invita il governo a varare “in tempi rapidi” un messaggio all’indirizzo del Gran Consiglio.

Un messaggio contenente sette misure. Le seguenti: adeguare le deduzioni fiscali cantonali per le spese professionali di trasporto, “affinché tengano maggiormente conto dei costi effettivi sostenuti dai lavoratori obbligati a utilizzare il veicolo privato”; introdurre, almeno temporaneamente, una deduzione supplementare o un credito fiscale mirato a favore dei lavoratori a reddito medio-basso che devono utilizzare l’automobile per raggiungere il posto di lavoro; prevedere misure fiscali o contributi mirati per le Pmi (le piccole e medie imprese, ndr) maggiormente esposte all’aumento dei carburanti, in particolare artigiani, trasportatori, servizi di consegna e aziende che operano quotidianamente sul territorio; valutare una riduzione temporanea e selettiva dell’imposta di circolazione per le categorie professionali maggiormente colpite, definendo criteri che evitino agevolazioni indiscriminate; introdurre incentivi semplici e accessibili anche alle piccole imprese per il rinnovo dei veicoli aziendali e per soluzioni capaci di ridurre durevolmente i consumi, senza creare nuovi obblighi burocratici; istituire un monitoraggio regolare e trasparente dei prezzi dei carburanti praticati in Ticino, confrontandoli con quelli degli altri Cantoni e delle regioni italiane confinanti; intervenire presso la Confederazione, anche attraverso un’iniziativa cantonale o un’azione coordinata con altri Cantoni, “affinché in presenza di aumenti eccezionali siano temporaneamente ridotti o compensati gli oneri fiscali federali gravanti sui carburanti”.

‘Il Cantone dispone di margini di manovra’

Queste dunque le richieste della Lega. “Benché la fiscalità sui carburanti sia principalmente di competenza federale, il Cantone – rileva Piccaluga – dispone di strumenti fiscali e di politica economica attraverso i quali può attenuare l’impatto del rincaro. Non si tratta di introdurre sussidi generalizzati, bensì – puntualizza – di adottare misure mirate a favore di chi utilizza il veicolo per necessità professionali e non dispone di valide alternative”.

E il nuovo aumento dei prezzi dei carburanti incide “pesantemente sui bilanci delle economie domestiche e delle piccole e medie imprese ticinesi”, sottolinea il granconsigliere leghista: “Per molte persone l’automobile non costituisce un lusso, bensì una necessità per raggiungere il posto di lavoro, accompagnare i figli, accedere ai servizi essenziali o spostarsi dalle regioni periferiche verso i centri. Sono particolarmente penalizzati i lavoratori a turni e coloro che risiedono in zone dove il trasporto pubblico non rappresenta un’alternativa concretamente praticabile”. Le conseguenze, avverte il coordinatore del movimento, “sono altrettanto importanti per le Pmi”: artigiani, trasportatori, commercianti, servizi di consegna e aziende attive sul territorio “dipendono quotidianamente dai propri veicoli”. L’aumento dei costi di benzina e diesel, sottolinea Piccaluga, “riduce i margini aziendali e finisce inevitabilmente per ripercuotersi sui prezzi di beni e servizi”. Non solo: “La realtà geografica del Ticino, caratterizzata da insediamenti dispersi, vallate e distanze importanti, accentua ulteriormente il problema”. A ciò, scrive ancora Piccaluga, “si aggiunge la concorrenza transfrontaliera, che espone molte imprese ticinesi a condizioni più difficili rispetto agli operatori italiani”.

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