Ticino

‘Cari deputati, votate il Pecc: è anche una scelta economica’

Organizzazioni economiche, dei consumatori e ambientaliste scrivono ai 90 granconsiglieri in vista del voto della prossima settimana

Si vedrà
(Ti-Press)
10 settembre 2026
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Si continua a combattere per il Piano energetico e climatico cantonale, in votazione in Gran Consiglio la prossima settimana. Eccome se si continua: con una lettera inviata a tutti e 90 i deputati, infatti, Wwf, Aeeticino, Acsi, Federlegno, Swissolar, App e ProNatura, chiedono che il Pecc proceda dritto spedito in porto.

“La canicola e la siccità di quest'estate sono state un segnale che non possiamo ignorare”, scrivono queste associazioni. E quindi “accelerare la transizione energetica non è soltanto una necessità climatica: è anche una scelta economica, strategica e che va a beneficio delle economie domestiche. Ridurre il consumo di combustibili fossili significa diminuire le emissioni, ma anche investire in Svizzera miliardi che oggi defluiscono all'estero, aumentare l’indipendenza energetica e dare un impulso a economia, impieghi e innovazione. Ecco perché vi invitiamo a sostenere il Pecc e la modifica della Legge sull’energia proposte dal Consiglio di Stato, che accelera il passaggio a riscaldamenti e fonti energetiche rinnovabili”. La Svizzera, oggi, “importa ogni anno energie fossili per circa 8 miliardi di franchi. La dipendenza energetica dall'estero si situa così attorno al 68%, essenzialmente a causa delle energie fossili, al 100% importate. Completare la transizione significa reindirizzare i miliardi che oggi destiniamo all’importazione di energie dannose verso fonti energetiche locali e settori che generano valore aggiunto in Ticino”. In più, “le reti di teleriscaldamento vanno pianificate e mantenute, le pompe di calore e le auto elettriche si alimentano con elettricità prodotta nelle nostre valli e sui nostri tetti, mentre gli impianti fotovoltaici e i risanamenti energetici fanno lavorare installatori ed edilizia locale. Il petrolio e i suoi derivati vengono solo importati a caro prezzo”.

Senza dimenticare che “assistiamo all’ennesima esplosione dei prezzi delle energie fossili, mentre i prezzi medi dell’elettricità sono calati in Svizzera del 10% nel 2025, del 4% nel 2026, e un'ulteriore riduzione del 4% è prevista anche per il 2027. A questi elementi, già di per sé sufficienti, si somma la necessità di dare il nostro apporto alla mitigazione del cambiamento climatico. In Svizzera quest’ultimo si manifesta con una velocità doppia rispetto alla media mondiale e comporta danni crescenti ad agricoltura, salute, biodiversità e sicurezza, come la siccità e la canicola del 2026 e i tragici eventi del 2024 in Valle Maggia e Mesolcina ci hanno ricordato”.

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