Ticino

Ricongiungimenti familiari, ‘troppo oneroso tracciare il profilo formativo e professionale di chi arriva’

È quanto afferma il Consiglio di Stato rispondendo a una consultazione federale che vuole aiutare i migranti a inserirsi nel mondo del lavoro

Sarebbe un nuovo costo, sulle spalle del Cantone
(Ti-Press)
7 settembre 2026
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Ben venga la volontà di voler integrare socialmente ed economicamente la popolazione migrante che arriva nel nostro Paese per ricongiungersi con i propri familiari. L’integrazione deve infatti essere al centro delle politiche migratorie. Questo, però, non deve avere ripercussioni economiche e organizzative eccessivamente onerose per Cantone e Comuni. È quanto sostiene il Consiglio di Stato ticinese che, rispondendo alla consultazione nazionale sulla modifica della legge federale sugli stranieri e la loro integrazione, mette qualche puntino sulle ‘i’.

"Condividiamo l’obiettivo finale del progetto – si legge nella missiva indirizzata al Dipartimento federale di giustizia e polizia –, ma auspichiamo un approccio più prudente con una normativa meno vincolante che preveda la possibilità e non l’obbligatorietà di trasmettere i dati personali”. Per fare un esempio concreto: “L’articolo 57 capoverso 3bis non dovrebbe prevedere che la segnalazione comprenda i dati rilevanti la formazione e l’esperienza professionale delle persone straniere; essa dovrebbe invece essere limitata alla trasmissione dei dati personali e dei loro recapiti telefonici ed elettronici”.

La proposta messa in consultazione vuole, in buona sostanza, incentivare maggiormente l’inserimento di chi arriva in Svizzera per un ricongiungimento familiare e non ha quindi ancora un posto di lavoro nel nostro Paese. I Cantoni dovranno per esempio segnalare all'orientamento professionale queste persone prive di prospettive relative a un posto di lavoro o di formazione. Grazie a questa segnalazione, secondo il Consiglio federale, si potranno aiutare i migranti arrivati in Svizzera senza un impiego a entrare nel mondo del lavoro fornendo loro informazioni dettagliate sulle possibilità d'integrazione professionale e sui relativi requisiti.

Il Consiglio di Stato, per avere un quadro più chiaro della situazione, ha sottoposto la modifica di legge anche all’Ufficio della migrazione, alla Sezione della popolazione, come pure al Servizio per l’integrazione degli stranieri. Ebbene, tutti hanno concordato sul fatto che questa proposta si spinge troppo in là. È stato in particolare fatto notare che all’Ufficio della migrazione prevede il compito di: raccogliere e trasmettere la valutazione del livello linguistico e l’esperienza professionale delle persone che richiedono un permesso nell’ambito del ricongiungimento familiare. Oltre, a ciò, l’Autorità migratoria sarebbe tenuta a effettuare una valutazione, selezionando quali cittadini stranieri necessitano una consulenza in materia di integrazione professionale, in modo che solo tali persone siano segnalate al preposto servizio.

Scrive l’Esecutivo cantonale: “Questa revisione desta alcune perplessità sotto il profilo operativo. Le informazioni richieste risultano infatti, nella sostanza, estranee ai presupposti legali che disciplinano il rilascio del permesso di dimora per ricongiungimento familiare. La loro raccolta comporterebbe pertanto un aggravio amministrativo e un inevitabile rallentamento delle procedure di evasione delle domande, senza che vi siano garanzie in merito alla completezza e correttezza dei dati trasmessi né circa la valutazione dei profili selezionati. Questi aspetti dovrebbero in ogni caso essere successivamente ancora approfonditi e valutati dai servizi competenti in materia di orientamento e formazione professionale”. Il governo cantonale fa poi notare un altro problema: l’Autorità migratoria non ha le competenze per esaminare e valutare formazione e qualifiche professionali. Non si può nemmeno pretendere che queste competenze vengano acquisite, trattandosi di materia molto tecnica e specifica”. C’è poi il tema dei costi. Non è chiaro quale sarebbe l’entità di spesa aggiuntiva che queste modifiche comporterebbero. È invece chiaro che il costo ricadrebbe, quasi totalmente, sulle spalle del Cantone.

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