Quest'anno ricorre il centenario dalla morte di Rainer Maria Rilke, autore di innumerevoli prose, epistolari, diari e poesie, scritti in diverse lingue. Un festival che partirà da Soglio in Val Bregaglia rivisiterà i luoghi che lo hanno ospitato.
Il celebre scrittore, poeta e drammaturgo di origine boema giunse in Svizzera nel giugno del 1919. Si recò a Soglio su consiglio dell'amica Lotti von Wedel, una scrittrice tedesca. Rilke trascorse due mesi in Bregaglia. Un periodo che però non lo aiutò a ritrovare la vita poetica attiva. "Mi è stata promessa una natura più meridionale", scrisse all'amica.
Il paesaggio non riusciva a ispirarlo abbastanza, come accadrà invece nelle successive tappe in Svizzera. Rilke cercava un luogo dove scrivere e quando si allontanò dalla Bregaglia provò nostalgia per quella stanza della biblioteca e quei castagneti, che tuttavia aveva sentito come estranei.
Partirà proprio da Soglio il festival plurilingue dedicato al centenario della morte di Rainer Maria Rilke, intitolato "Io cammino e camminando mi trasformo". Il programma è suddiviso in quattro momenti: una prima parte a Soglio e dintorni, tra il 28 e il 30 agosto, una seconda a Winterthur e Berg am Irchel dal 3 al 4 ottobre, una terza a Locarno e dintorni dal 23 al 25 ottobre che costituisce anche la 22esima edizione del festival-pellegrinaggio "La Via Lattea". Si concluderà a Sierre, Raron e dintorni tra il 4 e il 6 dicembre, dove per tre settimane, nel febbraio 1922, Rilke, dopo un lungo e travagliato vagabondaggio, raggiunse l'apice della sua creatività nell'antica torre chiamata Château de Muzot.
Protagonisti del festival saranno i testi di Rilke, ma anche quelli di autori coevi e del nostro tempo. Saranno presentate nuove creazioni - musicali, teatrali e coreografiche - concepite per la prima edizione di questo evento. La poesia "An die Musik" sarà musicata da cinque compositori e si potrà assistere al doppiaggio dal vivo dell'opera-film "Mitsou". Per la realizzazione del programma musicale è stato creato appositamente l'Ensemble Rainer Maria Rilke.
Il progetto è promosso e sostenuto dalla Fondation Rilke, dalla Fondazione svizzera per la protezione del paesaggio e dal Teatro del Tempo. L'iniziativa sarà coordinata da Raimund Rodewald, ex direttore della Fondazione svizzera per la protezione del paesaggio.
René Karl Wilhelm Johann Josef Maria Rilke, questo il nome completo, nacque a Praga nel 1875. I primi anni della sua vita trascorsero tra l'amore soffocante della madre e la severità del padre, che lo costrinse a scuole militari che non lasciavano spazio alla sua creatività. Questo terreno fertile di introspezione contribuì a renderlo, dopo una lunga serie di viaggi e incontri artistici, uno dei massimi esponenti della letteratura di lingua tedesca.
Visitò la Russia, dove conobbe lo scrittore Lew Nikolajewitsch Tolstoj, la colonia di artisti Worpswede, dove incontrò la sua futura moglie, Clara Westhoff, grazie alla quale conobbe il famoso scultore e pittore francese Auguste Rodin. Rilke visse principalmente a Parigi, da qui partì per Brema, l'Africa e l'Italia: fu a Trieste, ospite nel Castello di Duino, a Roma, Venezia, Napoli e Firenze che gli furono d'ispirazione per le opere "Elegie duinesi" e "Diario fiorentino".
La sua scrittura si contraddistingue per una minuziosa ricerca di pulizia formale; è considerato il maestro del genere poetico "Dinggedicht", in cui la descrizione sensoriale suggerisce, senza menzionarlo, qualcosa di più profondo e universalmente riconoscibile. Tra i temi più rappresentativi vi è una religiosità personale e assolutamente distante dalla confessionalità canonica che lo spinge a cercare il "Weltinnerraum", ovvero un'unità tra il mondo interiore e l'universo.
La vita e la poesia, osservava Rilke ne "I quaderni di Malte Laurids Brigge", necessitano di tempo, per disimparare ciò che ci accade e ritrovarlo nel tempo. Lo scoppio della guerra sconvolse la sua esistenza, rendendogli impossibile il ritorno a Parigi. Dopo alcuni anni trascorsi tra Monaco e Berlino si trasferì in Svizzera, dove rimase fino al sopraggiungere della sua morte, per leucemia. Morì il 29 dicembre 1926 nel sanatorio Valmont nei pressi di Montreux.