Mendrisiotto

Da ottobre niente più ufficio postale a Novazzano

Il servizio sarà trasformato in una filiale in partenariato. E il Municipio non le manda a dire alla Posta: ‘Non siamo mai stati ascoltati davvero’

Nel 2001 si era celebrata l’inaugurazione del servizio
(Ti-Press/Archivio)
27 agosto 2026
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Nella lista dei 12 uffici postali che in Ticino sono destinati a chiudere entro il 2028 ci è finito anche quello di Novazzano. E la notizia era risultata da subito indigesta al Municipio locale, che nel tempo lo ha fatto capire in tutti i modi. Poi, di recente, è arrivata la conferma: il servizio non sarà più tale e dal 12 ottobre prossimo sarà convertito in una filiale in partenariato. Anzi, saranno anche eliminate le caselle postali, di cui, si fa notare, si serve pure l’Amministrazione comunale. L'autorità comunale ha preso atto della comunicazione della Posta, ma non ha mancato, fa sapere in una nota, di manifestare "il proprio disappunto per le modalità e le tempistiche con cui la misura verrà attuata". Tant’è che nei mesi scorsi ci si è appellati alla PostCom, l’autorità indipendente chiamata a vigilare sul mercato postale svizzero e sulla qualità del servizio postale universale. La percezione, si esterna, è che battersi per il proprio sportello sia un po' come combattere con i mulini a vento.

"Nel Municipio – si legge ancora nello scritto del Comune – è forte la sensazione di non essere mai stato realmente ascoltato e di non aver mai avuto l’occasione di confrontarsi con un interlocutore serio e realmente disposto a recepire le esigenze locali. L'impressione è che la decisione di chiudere l'ufficio postale fosse già stata presa a monte e che l'intera procedura sia stata, nei fatti, solo un mero passaggio formale, per dare la falsa illusione di poter esprimere la propria opinione". A questo punto Novazzano rimprovera di "non essere stato adeguatamente coinvolto e informato preventivamente sulla tempistica dell’entrata in vigore della nuova organizzazione, nonostante le importanti ripercussioni che tale cambiamento avrà per il Comune e per la popolazione". Non a caso sin nel 2017 era stata lanciata una raccolta firme – sottoscritta da 1'316 persone – a difesa dell'ufficio postale.

Davanti a trasformazioni che vanno a incidere su dei servizi di prossimità, si ribadisce, è "fondamentale garantire un dialogo tempestivo e un adeguato coinvolgimento delle autorità locale". All'Esecutivo non è rimasto, quindi, che dichiarare in modo ufficiale la sua posizione, "auspicando che le preoccupazioni espresse possano ancora essere debitamente considerate".

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