Il governo svizzero, basandosi sul rapporto SISI, afferma che le anomalie e il poco tempo a disposizione impedirono al responsabile di Pollegio di ridurre i danni.
Pur senza conoscere il contenuto della perizia del Ministero pubblico ticinese sul deragliamento del 2023 all'interno del tunnel ferroviario del San Gottardo, il capomovimento operante a Pollegio non avrebbe avuto alcuna possibilità di adottare misure che potessero ridurre l'entità del danno, secondo il Consiglio federale.
In risposta a un'interrogazione del consigliere nazionale Simone Gianini (PLR/TI), il governo - che si basa sul rapporto del Servizio d'inchiesta svizzero sugli infortuni (SISI) e sulle informazioni di cui dispone diffuse dai media in merito alla perizia citata da Gianini - sostiene che le anomalie evidenziate nel centro d'esercizio non consentivano di capire a cosa fossero dovute; inoltre, il poco tempo a disposizione non avrebbe permesso di chiarire ipotesi e possibili interpretazioni e di intervenire.
Per quanto attiene alle cause e alla sicurezza, l'esecutivo si rifà al rapporto del SISI, secondo cui l'incidente è dovuto alla rottura di una ruota di un carro; l'esecutivo rammenta inoltre che dopo l'incidente le FFS hanno installato rilevatori di deragliamento, entrati in servizio lo scorso maggio.
Attualmente, aggiunge il Consiglio federale, le ferrovie federali stanno valutando ulteriori misure il cui effetto non si limita all'area dei portali che potrebbero ridurre l'entità dei danni arrestando la corsa dei treni.