Ticino

L'appello nero su bianco dell'Mps: ‘Zali si dimetta’

Il documento è stato trasmesso a tutti i deputati con l'invito ad aderire alla richiesta

Una seduta del Gran Consiglio
(Ti-Press)
23 luglio 2026
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Una richiesta, sotto forma di appello, a Claudio Zali perché dimissioni dalla carica di consigliere di Stato. L'iniziativa è dei deputati dell'Mps Matteo Pronzini e Giuseppe Sergi, che nelle scorse ore hanno scritto a tutte le granconsigliere e a tutti i granconsiglieri invitandole/i ad aderire alla richiesta.

Di seguito il testo dell'appello proposto da Pronzni e Sergi. "Le sottoscritte deputate ed i sottoscritti deputati ritengono che gli sviluppi emersi negli ultimi giorni abbiano irrimediabilmente compromesso la credibilità politica e istituzionale del consigliere di Stato Claudio Zali. Le registrazioni audio rese pubbliche contengono espressioni di una gravità estrema e profondamente degradanti nei confronti delle donne. Al di là delle modalità con cui tali registrazioni sono state diffuse, il loro contenuto è ormai noto all'opinione pubblica e non è mai stato smentito”. Il consigliere di Stato "ha scelto di non confrontarsi con quelle parole, limitandosi a denunciare la violazione della propria sfera privata, senza fornire alcuna spiegazione sul loro contenuto. Un silenzio che non può che aggravare il venir meno della sua credibilità istituzionale". A questo, prosegue il documento, "si aggiunge un secondo elemento di estrema rilevanza: la notizia, resa pubblica oggi (anticipata stamattina dalla ‘Regione’, ndr), secondo cui il consigliere di Stato risulta indagato (per abuso di autorità e tentata coazione) nell'ambito della vicenda del quattordicenne finito in carcere. Anche in questo caso (sul quale è stata attivata l’alta vigilanza da parte del Gran Consiglio) valgono pienamente la presunzione d'innocenza e le garanzie dello Stato di diritto. Tuttavia, sul piano della responsabilità politica, il cumulo di questi fatti determina una perdita di credibilità che non può più essere ignorata.

Un membro del Consiglio di Stato "non esercita soltanto competenze amministrative: rappresenta le istituzioni, ne incarna i valori e gode dell'autorevolezza necessaria per guidare l'azione pubblica. Tale autorevolezza presuppone fiducia, credibilità e capacità di rappresentare l'intera popolazione. Particolarmente grave è il contrasto tra le espressioni attribuite al consigliere di Stato e l'impegno che il governo dichiara di assumere nella prevenzione della violenza e delle discriminazioni nei confronti delle donne. Non è credibile promuovere campagne istituzionali sul rispetto, sull'uguaglianza e sulla dignità delle donne quando uno dei membri del governo è associato a parole di tale violenza e sceglie di non confrontarsi pubblicamente con esse".

Per queste ragioni "riteniamo che la permanenza del consigliere di Stato Claudio Zali in governo rischia di compromettere la credibilità dell'intero Consiglio di Stato e delle istituzioni cantonali. Chiediamo pertanto al consigliere di Stato Claudio Zali di rassegnare le proprie dimissioni e invitiamo il Consiglio di Stato a prendere atto che, nelle attuali circostanze, non sussistono più le condizioni politiche e istituzionali affinché egli possa continuare a esercitare la propria funzione con la necessaria autorevolezza e credibilità".

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