Ticino

Nuove norme antincendio, il Tribunale federale nega l'effetto sospensivo chiesto dai Comuni

Il Tf ritiene che l'interesse pubblico delle modifiche decise dal Consiglio di Stato abbia la precedenza sugli aspetti organizzativi dei Comuni

Si aspetta la decisione sul merito
(Ti-Press)
2 luglio 2026
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La modifica del regolamento sulla protezione antincendio, una serie di nuove disposizioni volute dal Consiglio di Stato nel marzo 2026 sulla scia del grave incendio di Crans-Montana, resta in vigore. Il Tribunale federale ha infatti negato l’effetto sospensivo contenuto nel ricorso con cui l’Associazione ticinese dei comuni (Act) e diversi centri – Lugano, Locarno, Bellinzona, Comano, Mendrisio, Ascona, Novazzano – ha impugnato la modifica del regolamento. “L’alta corte ha ritenuto che l’interesse pubblico a mantenere in vigore la contestata modifica del regolamento sulla protezione antincendio risulta attualmente prevalente sui generici interessi organizzativi dei Comuni", scrive il Consiglio di Stato in una nota che dà notizia della decisione. Si aspetta quindi la decisione sul merito. Le modifiche volute dall'Esecutivo, ricorda sempre la nota stampa, riguardano le nuove indicazioni degli edifici e degli impianti soggetti ai controlli periodici, l’obbligo per i Municipi di allestire un elenco, i termini impartiti ai proprietari per l’esecuzione dei controlli periodici e per l’eventuale allestimento delle perizie attestanti il rischio residuo d’incendio accettabile da trasmettere ai Municipi, nonché gli obblighi di segnalazione imposti ai tecnici riconosciuti. Tutte disposizioni che vogliono dare “un giro di vite” ai controlli e alla prevenzione contro i grandi incendi. Questo, come detto, chiamando in causa i Comuni.

Proprio questi nuovi compiti, e i relativi oneri che ne derivano, sono il motivo che ha spinto Act e Comuni a impugnare il regolamento pubblicato dal governo sul ‘Bollettino ufficiale delle leggi’ del 27 marzo. Preoccupazione che l’Act aveva anticipato al governo attraverso una lettera: “Se da un lato si può salutare con favore l’adozione di alcune modifiche puntuali al Regolamento d’applicazione, dall’altro lato, quanto è stato pubblicato sul ‘Bollettino ufficiale’ ha destato una grande preoccupazione tra i membri dell’Act, considerando le implicazioni pratiche e giuridiche che ne conseguono”. L’Associazione dei comuni si riferisce “in primis ai cambiamenti introdotti nell’articolo 6 (capoversi 1, 5 e 6) che con poche parole affidano ai Municipi e ai suoi servizi un impegno estremamente gravoso in termini di tempo, risorse e responsabilità: si passa in tutta evidenza da un ruolo di vigilanza passiva, dove il Comune è chiamato a intervenire solo su segnalazione di difetti gravi da parte del tecnico riconosciuto, a un ruolo attivo e proattivo, con la tenuta di un apposito registro, l’invio di richiami in caso di mancati controlli, eventuali solleciti, verifiche, sopralluoghi e procedure sanzionatorie nei casi di inadempienze”. Questo insieme di elementi “obbligherà molti Comuni a dotarsi di personale aggiuntivo, oltretutto con delle competenze ancora da chiarire”.

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