Ticino

Contrabbando di 230 kg di oro dall'Italia scoperto dalla dogana svizzera

Sei indagati per sottrazione di imposta e frode doganale; oro fuso e venduto in Svizzera con evasione fiscale stimata in circa 800'000 franchi

16 giugno 2026
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L'Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini (UDSC) ha scoperto un contrabbando di 230 kg di vecchia gioielleria proveniente dall'Italia. La merce veniva fusa e rivenduta in Svizzera. Sei persone sono incolpate per aver eluso IVA e dazi per circa 800'000 franchi.

Il caso principale riguarda circa 190 chilogrammi di merce contrabbandata nell'arco di cinque mesi tra il 2021 e il 2022. L'ammontare di IVA e dazi elusi per questa parte è di poco più di 600'000 franchi. Gli imputati sono tre, di cui uno già giudicato in Italia per vari reati.

Stando a quanto comunicato oggi dall'UDSC, un 56enne italiano recuperava la gioielleria da campi nomadi nel Nord Italia. Attraversava poi il confine settimanalmente da valichi non presidiati, nascondendo l'oro in zainetti.

La merce veniva poi consegnata a due complici, un 66enne e un 35enne, entrambi cittadini italiani residenti in Svizzera. Questi la vendevano a una società autorizzata a fondere metalli preziosi, alla quale l'UDSC ha nel frattempo revocato l'autorizzazione.

L'inchiesta, frutto di una collaborazione con le autorità italiane e il Ministero pubblico ticinese, ha fatto emergere altri due filoni minori. Si tratta di circa 40 chilogrammi di oro, per cui sono stati incolpati altri tre cittadini italiani domiciliati in Svizzera.

Le sei persone coinvolte sono accusate di sottrazione di imposta, frode doganale e violazione della legge sul controllo dei metalli preziosi. Spetterà ora all'UDSC decidere l'ammontare delle sanzioni.

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Questo articolo è stato pubblicato con l'ausilio dell'IA. Maggiori informazioni