Durante la seduta sono stati eletti due procuratori ordinari, quattro sostituti pp, Un procuratore straordinario, un pretore penale ordinario e un gpc

Due procuratori ordinari: il Gran Consiglio ha eletto Monica Snider (in quota Centro) e Margaret Kuelen (in quota Plr). Entrambe ora segretarie giudiziarie, subentreranno al Ministero pubblico a Moreno Capella (area Centro), designato lo scorso dicembre giudice della Corte d’appello e revisione penale, e ad Andrea Gianini (area Ps), le cui dimissioni saranno effettive da inizio luglio.
Quattro sostituti pp: il parlamento ha eletto Raffaele Janett (in quota Udc, proposto dalla Lega), Anita Bernasconi (quota Plr), Giorgio Anastasi (quota Centro) e Valentina Faggi (proposta dal Ps). Anche Janett, Bernasconi e Faggi sono oggi segretari giudiziari, mentre Anastasi è cancelliere alla Corte di appello penale.
Un procuratore straordinario: eletta Barbara Pezzati, avvocato, in quota Centro. Quando sarà operativa, un procuratore ordinario potrà staccarsi parzialmente dalla sua attività corrente per dedicarsi all’implementazione in seno al Ministero pubblico del nuovo programma informatico nel quadro della digitalizzazione della giustizia.
Un pretore penale ordinario in più, dopo la decisione di Consiglio di Stato e Gran Consiglio di potenziare l’autorità giudicante con sede a Bellinzona: nominata Petra Vanoni (quota Plr), attuale pretore di Vallemaggia.
Un gpc, in sostituzione di Paolo Bordoli (area Ps), eletto mesi fa giudice del Tribunale penale cantonale: il parlamento ha eletto Krizia Kono-Genini (di area Plr). Francesconi è oggi procuratore federale.
Invano il Movimento per il socialismo e l’Udc hanno chiesto il rinvio in commissione ‘Giustizia e diritti’ del pacchetto di nomine. “Il problema - ha premesso Giuseppe Sergi dell’Mps - è che questa concentrazione di nomine in una sola tornata rafforzerà la percezione di una grande operazione di riequilibrio e compensazione politica tra i partiti, piuttosto che di una valutazione rigorosa e indipendente delle competenze dei singoli candidati”. Ha aggiunto Sergi: “Ora, i maggiori gruppi politici in Gran Consiglio rivendicano una suddivisione delle cariche in magistratura sulla base della rappresentatività delle forze politiche. Una cosa è rivendicarla e praticarla in sedute clandestine o di accordo fra dirigenze dei partiti, un’altra se è oggetto di discussione nella commissione. Se è stato un tema affrontato in ‘Giustizia e diritti’, allora anche il resto del Gran Consiglio dovrebbe saperlo, dovrebbe sapere come questa suddivisione è stato applicata, sulla base di quali ragionamenti e se è stato applicata in maniera corretta. Io e altri abbiamo però motivo di credere che la discussione sia avvenuta in altre seduti e che ancora una volta siamo confrontati con combine fatte sulla base di influenze particolari”. Per il democentrista Tuto Rossi, “è giunto il momento che il Ticino cresca” e che abbandoni il Manuale Cencelli: “Oggi la spartizione dei posti dirigenziali, compresi quelli dei magistrati, non avviene secondo il merito, ma secondo la tessera di partito: una volta c’era il tavolo di sasso, ora ci sono le oscure botteghe”.