Ticino

‘Licenziata perché ha segnalato molestie, la Rsi ha pagato tutte le richieste salariali’

Si è conclusa la vertenza tra l'emittente di Comano e la giornalista Paola Nurnberg. Unia: ‘Per casi simili erano stati presi provvedimenti più leggeri’

Caso chiuso
(Ti-Press)
29 maggio 2026
|
Aggiungi laRegione alle tue fonti di Google

Si chiude la vertenza, con un pieno riconoscimento delle pretese salariali, tra la giornalista Paola Nurnberg e la Rsi. La notizia del suo licenziamento da parte dell’emittente di Comano era arrivata nel 2023 e aveva suscitato diverse critiche da parte del mondo sindacale. “Avevamo preso immediatamente posizione nei confronti della direzione Rsi, a tutela dei diritti e della professionalità della nostra associata”, ricorda Unia in una nota stampa.

Ripercorrendo i fatti, il sindacato sottolinea che “il 24 settembre 2023, Paola Nurnberg pubblicava sul suo profilo privato X un messaggio generico, non rivolto verso una determinata persona o un determinato partito, che esprimeva un’opinione generale sulla politica di destra. Oltretutto i toni non erano né maleducati, né offensivi”, nonostante questo, continua l’Unia “il 27 settembre la Rsi rimproverava con un’e-mail la giornalista di avere causato, con il suo post, un grave danno d’immagine all’azienda e che stavano valutando una decisione aziendale in termini sanzionatori”.

Nonostante Nurnberg abbia risposto immediatamente scusandosi, continua Unia, “la Rsi non ha mai risposto procedendo a ritmi sostenuti nel solo obiettivo di licenziare la giornalista”. Secondo il sindacato, “a nulla sono serviti gli argomenti presentati”.

‘Chiara disparità di trattamento’

“A comprova di questa chiara disparità di trattamento”, sostengono i sindacalisti Unia, “si possono trovare ancora oggi tracce di collaboratori, soprattutto uomini, che in passato si erano espressi con interventi più gravi senza avere ripercussioni”.

La domanda, continua l’Unia, è: “Perché alla prima occasione si è direttamente avviato il processo di disdetta del rapporto di lavoro con la giornalista?”. Una risposta Unia ce l’ha: “Si è voluto colpire una dipendente, donna, che tempo prima ha trovato il coraggio di denunciare un superiore per molestie sessuali” fatto che, ricordano, “è sfociato nel riconoscimento effettivo dell’accusa. Per questi motivi – continua il sindacato – abbiamo deciso di agire legalmente, insieme alla giornalista, nei confronti della Rsi, per licenziamento abusivo”. Alla fine di aprile, “la Rsi ha pagato tutte le pretese salariali da noi invocate. La procedura, quindi, deve essere stralciata e Paola non può procedere oltre”. Questo, per il sindacato, “rappresenta un risultato importante avendo la Rsi corrisposto quanto richiesto”. Conclude Unia: “Questa modalità di chiusura del contenzioso ha però impedito un confronto sul tema del licenziamento abusivo, evitando alla Rsi il rischio di essere condannata”.

Segui laRegione su: WhatsApp oppure Telegram e ricevi ogni mattina le notizie principali