Ticino

Il prezzo del carburante non scenderà rapidamente: benzinai lombardi presi d’assalto dai ticinesi

La tregua in Medio Oriente non porterà a una diminuzione del costo di benzina e diesel nel breve termine

In difficoltà
(Ti-Press)
8 aprile 2026
|

Una rapida impennata e una discesa che si annuncia graduale. Lo scoppio della guerra in Iran ha fatto schizzare i prezzi di benzina e diesel in Svizzera. Dopo l'accordo per il cessate il fuoco, raggiunto nelle scorse ore da Stati Uniti e Iran, non bisogna però attendersi un rapido cambiamento alle stazioni di servizio.

Dall'inizio della guerra il costo della benzina è cresciuto di oltre il 10%, mentre per il diesel l'aumento è stato addirittura di un quarto, secondo quanto mostra l'apposito monitoraggio del Touring club svizzero (Tcs). La causa principale è l'incremento delle materie prime, dovuto alla chiusura dello stretto di Hormuz. La quotazione del barile è passata da 70 dollari a massimi di 120 dollari.

Con la tregua decisa fra le parti in conflitto, una riapertura dello stretto di Hormuz è probabile. I prezzi delle materie prime sono già in calo, con i barili poco sopra i 90 dollari, dato comunque superiore a prima della guerra. Alla pompa di benzina, però, i prezzi caleranno solo lentamente. Al momento è difficile stimare quando la discesa inizierà, ha detto il Tcs, contattato dall'agenzia finanziaria Awp.

Il costo della materia prima non è in effetti l'unico fattore, ma contano anche variabili come la concorrenza locale, le tasse o ancora i cambi valutari, ha aggiunto Matthias Hübscher, dirigente delle stazioni di servizio di Volenergy. La Svizzera, poi, importa una buona parte del carburante con le navi, e al momento il Reno ha una portata piuttosto scarsa. Quel che è certo è che nella Confederazione non ci sono rischi per l'approvvigionamento di benzina e diesel, hanno infine concordato Tcs e Volenergy.

A Como e Varese stazioni prosciugate

Problemi di disponibilità che si registrano invece nel Nord Italia. Nella fascia di confine, sia comasca che varesotta, da giorni si registra un fenomeno che non ha precedenti: quello del carburante esaurito in numerose stazioni di servizio e stranieri, svizzeri in primis, in fila per fare rifornimento. L’effetto della guerra sui prezzi di benzina e gasolio ha infatti conseguenze sempre più evidenti e ha un impatto significativo sulle abitudini degli automobilisti. È dovuto anche al fatto che le autorità svizzere a differenza di quelle italiane non hanno preso misure per contenere i prezzi dei carburanti. «I distributori con i prezzi più bassi in questi giorni hanno esaurito il carburante», dice Daniela Maroni, comasca, vicepresidente nazionale Figisc Confcommercio. «Le belle giornate hanno favorito la voglia di spostarsi e le vendite sono state più alte rispetto alle previsioni. Inoltre i gestori, vista la situazione di incertezza e i prezzi alle stelle, fanno meno scorta per non trovarsi a pagare fatture insostenibili e per dover magari pagare di tasca propria una eventuale riduzione dei costi», aggiunge Maroni.

Prezzi più vantaggiosi ma comunque in crescita negli ultimi giorni, fino al cessate il fuoco in Medio Oriente. Nella giornata di martedì 7 aprile il diesel ha superato il record dello scorso 18 marzo, alla vigilia del taglio delle accise (24,4 centesimi al litro) portando il prezzo medio nazionale a 2,14 euro al litro in modalità self service sulla rete stradale. La benzina si attesta a 1,78 euro al litro. Sulla rete autostradale i prezzi continuano a essere più alti: benzina self service a 1,81 euro al litro e diesel a 2,15 euro al litro. In sintesi, i consumatori (italiani) affrontano un periodo di rincari diffusi, con differenze di pochi centesimi tra pompe bianche e compagnie. L'unica eccezione resta Eni, che per ora continua a mantenere i prezzi più stabili. In provincia di Como, stando al monitoraggio giornaliero del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, il prezzo più basso della benzina è a Bregnano, 1,69 euro al litro, il più alto a Villaguardia. Nei quindici distributori di Como la forbice è compresa tra 1,78 e 1,84 euro al litro con un divario contenuto in 11 centesimi. Per quanto riguarda il diesel il prezzo più basso è a Brenna, pari a 1,98 euro al litro, quello più alto a Lambrugo con 2,33 euro al litro.

Segui laRegione su: WhatsApp oppure Telegram e ricevi ogni mattina le notizie principali