In un’interrogazione interpartitica, che vede come prima firmataria Carola Barchi (Plr-Pvl), si cerca di capire il futuro dell’area

Il progetto del Nuovo Quartiere Cornaredo (Nqc) torna sotto i riflettori della politica a Lugano. Dopo la recente sentenza del Tribunale federale, che ha parzialmente accolto il ricorso dell’Associazione traffico e ambiente bocciando la rotatoria sul fiume Cassarate, Carola Barchi (Plr-Pvl) e altri cinque cofirmatari interrogano il Municipio per fare chiarezza sul futuro dell’Nqc.
Secondo i sei consiglieri comunali – Barchi, Céline Antonini (Plr-Pvl), Cristiano Canuti (La Sinistra), Marisa Mengotti (Verdi e Indipendenti), Dario Petrini (Avanti con Ticino&Lavoro), Nicola Pult (Plr-Pvl) – le criticità emerse nella sentenza “erano già note e hanno suscitato non poche perplessità fin dal 2004, anno in cui è stato scelto il progetto vincitore del concorso di urbanistica dell’Nqc”. Ricordano inoltre che “la maggior parte dei 14 progetti presentati nella fase di concorso aveva infatti proposto soluzioni più misurate, restando sulla sponda ovest del Cassarate con una rotatoria più contenuta. Eppure ci sono voluti ben 22 anni e una sentenza del Tribunale federale per renderle manifeste, e per decretare la morte ufficiale di questa soluzione”. In particolare fanno riferimento alla mancata necessità di coprire il corso d’acqua, in quanto la rotatoria non sarebbe stata utilizzata principalmente come via di attraversamento del fiume.
Nell’interrogazione interpartitica si ricorda anche che “il concorso di urbanistica del 2004, che è all’origine del piano intercomunale Nqc, era proprio nato dall’esigenza di qualificare e progettare anche a livello urbanistico l’entrata nord di Lugano, che da area periferica e semplice snodo intermodale di traffico avrebbe potuto acquisire la valenza di ‘Porta Nord’ della città”. Ora, secondo i firmatari, senza questa infrastruttura viaria “l’Nqc non può svilupparsi”.
Alla luce di queste considerazioni e della sentenza del Tribunale federale, i consiglieri chiedono quindi all’Esecutivo se “intende attivarsi e proporre nuove soluzioni progettuali”; se il Piano regolatore sia ancora attuabile o debba essere rivisto e, in tal caso, chi saranno i progettisti e quali le tempistiche per un nuovo masterplan; quando sia prevista la realizzazione dell’Nqc; quale sia il ruolo attuale dell’Agenzia Nqc e se abbia ancora senso mantenerla; se non sia giunto il momento “di fare un bilancio dell’operato dell’Agenzia Nqc in termini di costi e benefici per la città di Lugano”; e infine “a che punto è il progetto del Park&Ride”.