L’Associazione di cultura classica chiede maggiore attenzione per queste materie. ‘Con la riforma della maturità si rischia di penalizzarle’

“Le materie di latino e greco nei Licei ticinesi soffrono di asfissia e hanno un bisogno urgente di ossigeno”. Ha scelto questa metafora la delegazione ticinese dell’Associazione italiana di cultura classica (Aicc-Dsi) per descrivere la condizione in cui si trova la formazione umanistica nelle scuole medio superiori. Una condizione, ed è per questo che l’Aicc-Dsi ha deciso di lanciare l’allarme, che potrebbe peggiorare ulteriormente con l’implementazione della riforma della maturità liceale. La necessità della riforma è stata decisa a livello federale ma saranno i Cantoni, in maniera autonoma, ad applicarla. Un processo che in Ticino rischia di subire dei rallentamenti. Come noto, il Tribunale amministrativo cantonale ha annullato per due volte la nomina del Consiglio di Stato di Mattia Pini e Désirée Mallè alla guida della Sezione dell’insegnamento medio superiore (Sims). Il governo deve quindi trovare la nuova guida della Sims, che sarà ovviamente un attore centrale nella riforma della maturità.
Tornando però ai contenuti della riforma: «In generale constatiamo uno sviluppo negativo delle lingue, della linguistica e della letteratura che sono ridotte a semplice strumento di comunicazione. In questo quadro anche greco e latino ne risentono», afferma la vicepresidente della delegazione Lucia Orelli Facchini. Preoccupazioni messe mero su bianco in un Manifesto che sarà inviato alle autorità cantonali. “L'aumento delle discipline obbligatorie per tutte le cosiddette ‘materie fondamentali’, con l’inserimento dell’informatica e dell’economia e diritto ha già ridotto gli spazi in griglia per materie come latino e greco, marginalizzandole ancora di più”, scrive l’Associazione. “L’indebolimento di tutto il settore linguistico porta a una concorrenza tra queste materie”.
«Non c’è dubbio, con questa riforma c’è un peggioramento del profilo umanistico e linguistico-letterario del Liceo, che invece dovrebbe essere una scuola di cultura generale», sostiene il presidente dell’Aicc-Dsi Benedino Gemelli. «Per matematica, informatica, e scienze c’è giustamente un occhio di riguardo. Manca però lo stesso trattamento per il settore umanistico. Anzi, i costi aggiuntivi della riforma si ripercuoteranno ancora più negativamente sull'attivazione o meno di corsi come quelli di greco e di latino».
Un punto centrale, secondo l’Associazione di cultura classica, è il passaggio dalle Medie al Liceo. «Serve maggiore informazione per fare in modo che i ragazzi e le loro famiglie possano considerare il percorso di latino e greco», aggiunge Orelli Facchini. Cifre precise l’Aicc-Dsi non le ha, ma secondo una stima solo il 20 per cento dei ragazzi che studia latino alle Medie decide di continuare gli studi anche al Liceo. «E questo è un grosso problema».
Greco e latino materie vecchie da mettere in cantina? Nemmeno per sogno. «Secondo una certa visione il Liceo deve diventare una scuola di pre-specializzazione che prepara i ragazzi alla disciplina che poi svilupperanno. Questa visione mette in difficoltà le materie umanistiche, che invece cercano di fornire un quadro culturale il più ampio possibile», continua Gemelli. «Questo approccio può rivelarsi utile anche per affrontare temi molto attuali, come l'intelligenza artificiale. Sarà infatti importante che le future generazioni sviluppino un pensiero critico e un linguaggio approfonditi». E i risultati, numeri alla mano, dimostrano che una maturità umanistica conseguita al Liceo prepara al meglio per affrontare un percorso accademico successivo. «Gli studenti con maturità classica continuano a registrare le quote di successo più elevate nel completamento di un bachelor entro i tempi previsti a livello universitario. Sono quindi validissime discipline di formazione generale».
Un allarme che viene lanciato ora, prima che sia troppo tardi. «L’abbiamo visto con l’insegnamento dell’italiano in Svizzera. Si era partiti con un obbligo in tutti i Licei nazionali e piano piano si è marginalizzata sempre più questa materia. Non vogliamo che lo stesso accada anche con greco e latino in Ticino», sostiene Giampaolo Cereghetti, ex direttore del Liceo Lugano 1. «Chiediamo una riflessione che tenga conto dell’importanza di queste materie e poi la concretizzi con interventi pratici». Un esempio? «La griglia oraria. Se studiare latino e greco impone più ore in orari complicati ecco che i giovani opteranno per altri percorsi».