I controlli effettuati l’anno scorso dal Laboratorio cantonale evidenziano alcune lacune nell’indicazione di tenore alcolico e caratterizzazione

Nell’indicazione del tenore alcolico e della caratterizzazione, alcune lacune sono state rilevate, specialmente nei liquori artigianali ma anche nelle birre artigianali. È quanto mettono in luce i controlli del Laboratorio cantonale realizzati lo scorso anno e volti, appunto, a verificare la corretta indicazione sull’etichetta del tenore alcolico e la caratterizzazione di birre e liquori artigianali presenti sul mercato ticinese.
Se il tenore alcolico di una bevanda è superiore all’1,2% del volume, spiega in prima battuta il Laboratorio cantonale in un comunicato, “questo deve essere indicato in ‘% vol’ in etichetta”. Più nel dettaglio, “il margine di tolleranza massimo e minimo ammesso del tenore alcolico effettivo rispetto a quanto dichiarato dipende dalla tipologia della bevanda alcolica e, in alcuni casi, dal tenore alcolico stesso”. Per quanto riguarda la birra, ad esempio, “il tenore alcolico misurato non deve discostarsi di più dell’1% in volume dal valore indicato sull’etichetta per le birre con un tenore alcolico superiore al 5,5% in volume e dello 0,5% per le birre con un tenore alcolico tra l’1,2% e il 5,5%”. Per le bevande contenenti frutta o parte di piante in macerazione come i liquori, invece, “il tenore alcolico non deve discostarsi dell’1,5% in volume da quanto dichiarato sull’etichetta”.
Venendo ai test effettuati, il Laboratorio cantonale ha preso in considerazione ventitré campioni di birre artigianali prelevate in sedici aziende, di cui diciotto prodotte in Ticino e cinque in altri cantoni. Quattro birre, pari al 17% dei campioni esaminati, sono risultate non conformi all’Ordinanza del Dipartimento federale dell’interno (Dfi) concernente le informazioni sulle derrate alimentari (Oid) per un’indicazione non corretta del tenore alcolico effettivo. La deviazione maggiore misurata, indica il Laboratorio cantonale, è stata del +2,2% di alcol in volume: se il tenore alcolico dichiarato era del 5,6% in volume, quello misurato è risultato essere del 7,8%. Oltre a questo caso, in undici campioni (48%) sono state riscontrate ulteriori mancanze in etichetta quali allergeni non evidenziati, indicazione del tenore alcolico non corretta, indicazione del termine minimo di conservazione non corretta, leggibilità/grandezza indicazioni non sufficienti, mancanza di indicazioni in almeno una lingua nazionale.
Per quanto concerne invece i liquori, il Laboratorio ne ha analizzati venti, tutti prodotti in Ticino e prelevati da tredici aziende. Dieci di questi, pari al 50% dei campioni esaminati, sono risultati non conformi all’Oid per l’indicazione del tenore alcolico effettivo. In cinque di questi campioni il tenore alcolico misurato ha superato il valore dichiarato, con un massimo del 4,4% in volume in più: sul prodotto era dichiarato un volume del 27%, ma il Laboratorio cantonale lo ha quantificato al 31,4%. Negli altri cinque campioni risultati non conformi, il valore misurato era inferiore a quello dichiarato con scostamenti fino al 15,4% in volume (tenore alcolico dichiarato: 38% vol.; tenore alcolico misurato: 22,6% vol.). Per il ‘Nocino’, un liquore aromatizzato principalmente dalla macerazione o dalla distillazione di noci verdi intere, il Laboratorio cantonale sottolinea come la legge preveda un tenore di alcol minimo del 30%. In due campioni su cinque di ‘Nocino’ il tenore alcolico misurato risultava tuttavia essere inferiore al 30% in volume, ragione per cui il prodotto non poteva essere denominato come tale. Inoltre, in dodici campioni (60%) il Laboratorio cantonale ha riscontrato ulteriori mancanze in etichetta quali indicazioni/denominazioni non ammesse (‘nocino’, ‘idromele’, ‘biologico’, ‘senza zuccheri’), allergeni non evidenziati, elenco ingredienti non corretto (ordine, completezza), leggibilità/grandezza indicazioni non sufficienti, ragione sociale e/o indirizzo incompleti.
Al termine dei controlli, fa sapere il Laboratorio cantonale, “i risultati sono stati contestati ai produttori, richiedendo di mettere in atto misure correttive adeguate”. E rimarca: “Considerando l’elevato numero di non conformità, la necessità di miglioramento è particolarmente evidente per quanto riguarda la produzione di liquori artigianali”.